Adottare un cane dal canile, esperienza e consigli

Adottare un cane dal canile è stata fin da subito la mia prima scelta quando, dopo la morte del mio cane (Sky, di cui trovate la vicenda seguendo il link) finalmente ci siamo decisi a prendere con noi un nuovo amico a 4 zampe.

Così a casa è arrivata Goldie Hope. La sua è una storia un po’ particolare che ho deciso di raccontare per condividerla sia con chi ci segue sempre che con chi invece è in cerca di consigli per un’adozione di un cane. Poi se volete le “avventure” della nostra #MarenNana, ovvero una nana dalle zampe palmate col cuore da Pastore Maremmano, le trovate sul nostro profilo Instagram 🙂

Prima di raccontarvi della nostra Nana devo però fare una premessa: perché scegliere di prendere un cane dal canile invece che, per esempio, da allevamento o da una cucciolata di privati?

Ecco, se siete arrivati fino a qui perché state valutando l’adozione di un cane dal canile provo a raccontarvi come la vedo io e perché abbiamo deciso di fare questa scelta.

ATTENZIONE: quella che trovate qui di seguito è la nostra esperienza di adottanti. Ho cercato però di raccontarla in modo da dare consigli utili per adottare un cane dal canile a chi sta valutando questa idea. Se poi volete approfondire vi consiglio la lettura del libro “Canile 3.0” scritto da quelle che probabilmente è l’educatore italiano più esperto sul tema canili. Una lettura illuminante anche per capire cosa sono queste strutture e cosa potrebbero essere.

  1. Motivi per adottare un cane da un canile
  2. Come scegliere un cane in un canile
  3. Adozione di un cane cucciolo o un cane adulto
  4. Convivenza cane e gatto
  5. Problemi di un cane adottato in canile
  6. Come adottare un cane
  7. Come scegliere il canile giusto
  8. Canili del sud e cani del sud
  9. Consigli per adottare un cane

Perché adottare un cane dal canile?

Innanzitutto vi dico che questa non è stata la prima esperienza con una adozione del canile. In passato avevamo infatti accolto in casa Pallino, lasciato in canile come un pacco dopo una vita passata in una famiglia.

Altro cane e altra storia ma il suo sguardo dietro le sbarre di quella gabbia ancora lo ricordo. Così come ho bene in mente la sua felicità di poter salire sul divano una volta giunto da noi…

Anche per questo per me la scelta di andare in canile a prendere un cane è stata semplicemente “la scelta”. Non che non mi piacciano i cani di razza – anzi, adoro gli Husky e proprio da quella passione era arrivato Sky! – ma adottare un cane da un rifugio significa dare un’opportunità a un animale che altrimenti trascorrerebbe l’intera vita in gabbia.

Stavolta quindi, non avendo particolari desideri legati a razza, dimensioni o attività da fare col nuovo cane, ho pensato che la scelta migliore per noi potesse essere un meticcio preso da un canile.

Non avevo molti requisiti per la scelta del cane. L’unico, dopo lunghe riflessioni, era di adottare un cane cucciolo.

Come scegliere un cane dal canile?

Questa è una domanda a cui si potrebbero dare millemila risposte tutte diverse tra loro. La verità è che non c’è una risposta univoca: mille sono i parametri da tenere presenti e altrettanto conta “l’innamoramento”. Bisogna tener conto del carattere del cane, della famiglia, del momento… Una delle domande più frequenti che le persone si fanno – e che anche io mi sono posta – è però: “meglio adottare un cane adulto o un cucciolo?”.

Io, dopo molte riflessioni, ho optato per un cucciolo. In famiglia c’erano infatti un bambino (il Patato n.d.r.) e un gatto (Cody, Gatto Matto) che sarebbero dovuti diventare i compagni di vita del nuovo arrivato e proprio loro alla fine mi hanno fatta propendere per un animale più giovane.

Questa domanda mi ha però “lavorato dentro” a lungo visto che i cani adulti in canile faticano a trovare una famiglia che li accolga e il cuore mi avrebbe fatto dire “scegli quello grande!”.  Infine ho però deciso di lasciare da parte il cuore e cercare di essere razionale e analitica. Perché un animale ti cambia la vita ed è importante ragionarci bene sopra.

Meglio adottare un cane adulto o un cucciolo?

Però è davvero difficile dare un consiglio per adottare un cane dal canile in base all’età. Le teorie se sia meglio un cane adulto o un cucciolo sono infatti le più varie.

C’è chi dice che sia meglio un cane adulto sia perché il suo carattere è già formato sia perché così si evitano tutti i problemi di gestione tipici del cucciolo (pipì, cacca, guinzaglio…). Il che se l’animale è stato ben cresciuto – magari anche grazie agli operatori del canile che fanno un bel lavoro di socializzazione e educazione – va benissimo, altrimenti c’è da lavorarci.

C’è chi invece preferisce adottare un cucciolo perché “te lo cresci come vuoi”. Il che è vero ma, appunto, implica una gran fatica nella fase di crescita. I cuccioli fanno infatti pipì ogni 2/3 ore, vanno portati fuori spessissimo e hanno male ai dentini come i bimbi mentre i cuccioloni sono sfidanti (e insopportabili) come gli adolescenti. Entrambi vanno poi socializzati al mondo in modo corretto per evitare problemi in futuro.

Tenendo presente che per me non si trattava del primo cane bensì del sesto la mia valutazione – e conseguente scelta – si è basata sul carattere del bambino e del gatto nonché sulle loro esperienze pregresse.

Mio figlio veniva da una precedente esperienza con un cane adulto. Un animale equilibrato che aveva accolto il bimbo come fosse un proprio cucciolo, capace di amarlo e sopportarlo in ogni circostanza. Il gatto, un animale di due anni, aveva invece sperimentato la vita da randagio, quindi non sapevo come avrebbe potuto reagire davanti a un cane già grande. Sapevo però che con il cucciolo d’uomo si era rivelato paziente e molto attento.

Per me era importante evitare che mio figlio riproponesse vecchie dinamiche con un nuovo cane ma volevo anche dargli la possibilità di vivere una nuova prospettiva della relazione con l’animale, non come qualcuno da cui essere protetto ma con un essere vivente di cui prendersi cura.

Per il gatto invece la questione era più spinosa…

Adottare un cane quando in casa c’è un gatto

Normalmente per quanto riguarda il gatto il vantaggio di adottare un cane adulto è che, nei canili seri (e sul significato di serio poi ci torno!) vengono testate le compatibilità inter e intraspecifiche quindi si sa già se il cane “scelto” può andare o meno d’accordo con un gatto. Inoltre avendo già un’idea del mix di razze e del carattere del cane è più facile gestire l’inserimento, anche tenendo conto che un animale adulto normalmente non desidera troppo giocare (e quindi difficile che vada a importunare il gatto).

Non conoscendo le esperienze “in libertà” di Cody ma conoscendone il carattere ritenevo verosimile che lui accettasse più favorevolmente un cucciolo, meno pericoloso ai suoi occhi, rispetto a un adulto. Contavo poi sul fatto che il gatto, di indole socievole, non si sentisse minacciato da un piccolino, finendo per “adottarlo” a sua volta.

Queste per me erano valutazioni che mi facevano propendere verso l’adozione di un cane cucciolo per la convivenza con un gatto.

In effetti è poi stato così: Cody è diventato un punto di riferimento per la nuova arrivata, una sorta di “mamma strana e miagolante” che ha aiutato tanto la cucciola a ambientarsi facendole, a modo suo, da guida e mentore nella difficoltosa conoscenza del mondo. Perché, in effetti, l’adozione di un cane dal canile può non essere priva di problemi.

I problemi comportamentali di un cane del canile

Io non sono un’educatrice, sono semplicemente un’amante degli animali che prova a capirli. Goldie Hope è arrivata da noi che aveva circa 5 mesi, cresciuta in una gabbia di un canile del sud (anche su questo ci torno dopo!). Il canile da cui proveniva era serio e ben gestito ma ciononostante, anche a causa dell’emergenza Covid, lei non aveva avuto modo di fare le esperienze che normalmente deve fare un cucciolo nei primissimi mesi di vita.

Questa mancanza di esperienze ha un nome – si chiama “deprivazione sensoriale” – e soprattutto ha delle conseguenze. Goldie aveva paura di tutto, perché tutto era nuovo per lei. La macchina, la moto e il camion, certo, ma anche il fiore, la grata e la piuma. Per non parlare delle persone che, letteralmente, la terrorizzavano. Qualunque cosa era una novità e le novità fanno paura, soprattutto quando le affronti per la prima volta lontano dalla tua mamma e in compagnia di perfetti sconosciuti.

Perché loro ti vogliono già bene ma tu non lo sai (e soprattutto non ci credi!).

Ad aggravare il quadro c’era che Goldie è – per mix di razze e per indole – un cane diffidente. Il che significa che probabilmente le persone non le sarebbero piaciute più di tanto nemmeno se avesse fatto tutte le esperienze “da cucciola” nei tempi giusti. Figuriamoci così! Ci siamo quindi ritrovati con un cane su cui lavorare, non solo per insegnarle dove fare la pipì, ma su tanti altri aspetti. Un percorso a tratti impegnativo da affrontare per portarla a essere, finalmente, un cane felice.

Perché avere un cane in adozione è così, è impegno e responsabilità per la felicità di un altro essere vivente. Non solo se arriva da un canile eh, ma di certo il canile implica una attenzione in più per evitare che il cane possa ritrovarsi a vivere situazioni spiacevoli come quelle già sperimentate in passato.

LETTURE UTILI: se arrivati a questo punto non vedete l’ora di adottare un cane dal canile vi segnalo tre letture che, personalmente, trovo meravigliose. Sono libri che ho, purtroppo, acquistato solo dopo l’adozione ma col senno di poi mi avrebbero aiutata PRIMA. Sono “I segnali calmanti“, “All’altro capo del guinzaglio” e “Dritto al cuore del tuo cane“. Trovate i dettagli nei link, vi aiuteranno a entrare in relazione col il vostro amico a 4 zampe e a capire il suo linguaggio e i suoi pensieri.

Cosa significa avere un cane in adozione da un canile

Per adottare un cane da un canile normalmente si fa un colloquio pre affido, si conosce il cane e poi si formalizza l’affido che porterà all’adozione definitiva.

In canile sono ospitati cani di ogni età – inclusi i cuccioli – e tipologia, dai più piccini ai giganti. Sovente ci sono anche cani di razza, abbandonati o lasciati lì dai proprietari per una serie di motivazioni. A seconda dell’animale scelto si possono rendere necessari dei percorsi da seguire con il personale del canile oppure semplici aggiornamenti.

Un adottante serio comunica periodicamente con la struttura per far sapere come va. Un canile serio fa poi controlli post-affido per accertarsi che tutto proceda al meglio.

Ma come si riconosce un canile serio?

Come riconoscere un canile serio

Per me valutare la serietà del canile è importante prima di prendere il cane. Non tutti i canili però sono seri e nemmeno ben gestiti. Prima di adottare il vostro amico informatevi sulla struttura: telefonate, andate in visita e parlate con chi ci lavora.

Quando siete lì guardatevi intorno: un canile ben gestito ha gabbie pulite, spazi e personale preparato. I cani hanno periodicamente la possibilità di uscire e gli operatori ne conoscono il carattere. Non è un lager, è un luogo in cui i cani sono accuditi cercando di trovare loro una famiglia.

Adottare un cane non ha costi. Può capitare che venga chiesta un’offerta che va a coprire le spese sostenute per il cane (vaccini, sterilizzazione, etc). Un canile non è un business, anche se, per far vivere degnamente gli animali, ha bisogno di soldi.

E qui entriamo nel tema delle staffette e dei canili del sud

Canili del sud e staffette di cani del sud

Goldie viene da un canile del sud, uno di quelli dove ci sono tanti cani e poco spazio. Attenzione però: se è vero che la situazione del randagismo al sud è pesante è vero anche che un conto è lavorare nonostante l’emergenza e un altro è far vivere i cani in un lager.

Il canile del sud da cui arriva Goldie è uno di quelli della Lega del Cane. Periodicamente alcuni cani vengono fatti salire al nord, in un altro canile dell’associazione, per dare loro maggiore visibilità. Tutto avviene però regolarmente: vaccinazioni, documenti, condizioni dei cani, salute…

Tutto è curato al meglio e l’obiettivo è il benessere degli animali.

Altra cosa sono le staffette dei cani irregolari. Quelle, per capirci, degli appelli “strani” su Facebook. Quelle che bisogna pagare un prezzo per portarsi a casa il povero cagnolino. Quelle che il cane non si capisce da dove viene e cosa è accaduto prima che venisse recuperato. Quelle che non ci sono documenti né libretti sanitari o chip. Quelle che basta solo tanto ammoree e nessuno controlla nulla, né prima né dopo l’adozione.

Perché il volontariato è una cosa meravigliosa – e sa il cielo quanto ne hanno bisogno i cani del sud! – ma se si trasforma in business è ben altro.

Questo non significa che non bisogna adottare un cane da un canile del sud, tutt’altro. Semplicemente bisogna rivolgersi alle strutture giuste per fare tutto nel migliore dei modi. Per il cane e non solo.

Per capirci la storia di Goldie me l’ha raccontata telefonicamente l’operatrice che l’ha recuperata giù al sud. Mentre gli altri operatori del canile dove la sono andata a prendere mi hanno ascoltata con pazienza quando esponevo i mie pensieri sull’adozione (gatto e bimbo inclusi). Non esattamente “un appello strano”.

Consigli per adottare un cane dal canile per la nostra esperienza

Questa è la nostra storia, ovvero l’esperienza di un cane adottato da un canile e della sua famiglia.

Volendo dare dei consigli per adottare un cane da un canile mi sento innanzitutto di dire che l’adozione è un atto di responsabilità, perché chi ha già sofferto possa sperimentare di nuovo la stessa sofferenza.

Attenzione però: anche acquistare da un allevamento o da un privato lo è! Le differenze sono se mai nel passato del cane ma anche in questo caso si potrebbe aprire un’enorme parentesi su “bravi allevatori” e “cucciolate casalinghe”…

Quindi il mio consiglio per adottare un cane dal canile è informarsi il più possibile, soprattutto se si tratta della prima esperienza con un amico a 4 zampe. Non sarà tutto facile, non sarà tutto “super wow” però con la giusta consapevolezza e determinazione sarà un bel percorso di crescita, per l’animale ma anche per voi.

Un consiglio prima di adottare un cane da un canile è quello di essere consapevoli di quel vissuto particolare che l’animale si porta dietro. Ma soprattutto essere convinti che sarà solo nostra la responsabilità di fargli cambiare idea su tutto ciò che di brutto ha conosciuto del mondo. Il cane non ci sarà “grato” per l’adozione in sé, anzi, uscire da un contesto di gabbie e privazioni per essere inserito in una casa piena d’amore sarà inizialmente uno sconvolgimento incredibile, vissuto con ansia e non con gratitudine.

Per quanto ci riguarda Goldie è entrata nella nostra vita come un tornado, rivoluzionando molte cose. Ad oggi però penso che nessuno di noi, nemmeno Micio, potrebbe immaginare la vita senza di lei.

Anche per questo – o forse proprio per questo! – se state cercando consigli per adottare un cane dal canile vi dico che è un’esperienza meravigliosa 🙂 Se poi volete saperne di più sulla nostra vita “in compagnia di zampe e code” e sulle vacanze con il cane seguiteci su FacebookInstagram e YouTube.

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