Alla scoperta della Val di Cecina seguendo la strada della geotermia

Oggi Mamma Luisa inizia il suo racconto sulla Valle del Diavolo, in Toscana dove la terra letteralmente fuma!!! Queste zone, note fin dall’antichità sia come destinazioni termali che come luoghi vagamente sinistri e spaventosi, sono oggi il fiore all’occhiello dell’Italia nel campo della Geotermia, ma anche nel turismo scientifico…

Ho sempre pensato che la storia e l’economia di un luogo siano determinati dalla morfologia del territorio e dalle caratteristiche del suo suolo e sottosuolo e ne ho avuto un’ulteriore conferma visitando la Val di Cecina in Toscana.

[cml_media_alt id='7397']Larderello - Torri di raffreddamento - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Larderello – Torri di raffreddamento – Credits Luisa
Tra i Comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Monterotondo Marittimo è presente l’area geotermica più estesa dell’Europa continentale. Una zona che ancora oggi è chiamata la Valle del Diavolo, in cui il paesaggio è caratterizzato dalle torri di raffreddamento delle centrali geotermiche e da una fitta rete di tubi luccicanti che trasportano il vapore alle centrali.

[cml_media_alt id='7390']Larderello - Centrale geotermica - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Larderello – Centrale geotermica – Credits Luisa
In questa zona l’uso delle manifestazioni naturali del sottosuolo agli Etruschi, come testimoniano i reperti archeologici del complesso termale “Il Bagno” a Sasso Pisano.

[cml_media_alt id='7387']Sasso Pisano - Museo Archeologico Antiquarium - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Sasso Pisano – Museo Archeologico Antiquarium – Credits Luisa
Larderello oggi è famoso per le centrali geotermiche dell’Enel. La prima centrale geotermica a livello mondiale fu costruita proprio a Larderello nel 1913 ed è proprio dal Museo della Geotermia di Larderello che ha inizio il nostro viaggio alla scoperta di un territorio che della geotermia sta facendo il suo punto di forza anche da un punto di vista turistico e agroalimentare.

[cml_media_alt id='7393']Larderello - Museo della Geotermia - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Larderello – Museo della Geotermia – Credits Luisa
La nostra guida ci ha raccontato che Larderello è nato nella prima metà dett’ottocento, per volontà dell’imprenditore Giacomo De Larderel e che divenne uno dei primi villaggi industriali d’Italia, portati ancora oggi come esempio positivo di attenzione verso i lavoratori per le forti connotazioni sociali e culturali dei servizi messi a disposizione della comunità.

[cml_media_alt id='7395']Larderello - Museo della Geotermia - Lagone - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Larderello – Museo della Geotermia – Lagone – Credits Luisa
Il Museo ha sede proprio nell’abitazione di De Larderel ed è stato inaugurato nel 1956. Al suo interno ripercorre l’uso della geotermia, dagli Etruschi fino ad oggi, offrendo numerose attività didattiche sulla geotermia che lo rendendono uno centro particolarmente adatto a percorsi scolastici.

Oltre a visitare il Museo, a Larderello è possibile assistere all’apertura di un pozzo dimostrativo, (volgarmente chiamato soffione) che permette di toccare con mano la forza con cui il vapore esce dal sottosuolo.

[cml_media_alt id='7396']Larderello - Pozzo dimostrativo - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Larderello – Pozzo dimostrativo – Credits Luisa
Fino a non molto tempo fa la geotermia era vista dagli abitanti del luogo solo come un’opportunità di lavoro all’interno delle centrali e quando le centrali hanno cominciato ad assorbire meno personale l’economia del luogo ne ha risentito. Ma si sa che da ogni crisi nascono nuove opportunità. Così da una decina d’anni in Val di Cecina, accanto al turismo della geotermia, si stanno nascendo anche numerosi esempi di agricoltura e trasformazione del cibo che rispondono a requisiti di sostenibilità ambientale. Dal 2009 le aziende della Val di Cecina che fanno uso di energie rinnovabili nel loro processo produttivo hanno costituito la Comunità del cibo a energie rinnovabili.

[cml_media_alt id='7389']I pecorini del Podere Paterno - Credits Luisa[/cml_media_alt]
I pecorini del Podere Paterno – Credits Luisa
Durante la nostra visita abbiamo avuto la possibilità di conoscerne un paio: il Podere Paterno a Monterotondo Marittimo che produce degli ottimi pecorini e il birrificio artigianale Vapori di Birra di Sasso Pisano che, oltre ad un’ottima birra, propone degli ottimi piatti, presentati con estrema cura.

Il nome Valle del Diavolo ben si addice alla zona tra Sasso Pisano e Monterotondo Marittimo, tanto che lo stesso Dante Alighieri si ispirò proprio a questa valle per descrivere il suo Inferno.

[cml_media_alt id='7401']Monterotondo Marittimo - Parco delle Biancane - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Monterotondo Marittimo – Parco delle Biancane – Credits Luisa
In effetti al Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo ci si trova immersi in un paesaggio che richiama alla memoria proprio l’Inferno dantesco.

Alle Biancane la temperatura del suolo è più alta del normale e il paesaggio è brullo e selvaggio, con contrasti fortissimi di colori, che vanno dal bianco al rosso al verde scuro, dovuti all’alterazione delle rocce per la presenza di idrogeno solforato nel vapore acqueo e per la vegetazione da brughiera e macchia mediterranea che si sviluppa in questi luoghi.

[cml_media_alt id='7398']Monterotondo Marittimo - Parco delle Biancane - Credits Luisa[/cml_media_alt]
Monterotondo Marittimo – Parco delle Biancane – Credits Luisa
Percorrendo il sentiero che collega il Parco delle Biancane a Sasso Pisano è possibile osservare manifestazioni geotermiche lungo tutto il percorso. A Sasso Pisano Enel ha costituito un’area didattica, a cui si accede solo con visita guidata, al cui interno è possibile osservare anche un piccolo geyser.

 

Fin qui il racconto di Luisa. Se questa valle di affascina e volete saperne di più potete continuare a leggere altri racconti sulla Valle del Diavolo perché, credetemi, questa terra è tutta da scoprire! 

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