Il bilancio che non so fare

La fine dell’anno porta con sè il tempo dei bilanci, quelle righe da tracciare per capire cosa c’è sotto e cosa sopra. E le righe di questo 2017 sono state tante: persone, cose, situazioni che sono rimaste indietro e scelte che hanno chiuso porte e mi hanno fatto imboccare nuove vie.

Dicono che faccia bene, dicono che si debbano tagliare i rami secchi per far fiorire di nuovo gli alberi. Dicono che lentamente muore chi percorre sempre la stessa strada. Lo dicono, ma non lo so se è vero.

Io so che mi sento come mio figlio quando, presa da un impeto da “desperate housewife“, decido di mettere ordine nel suo spazio dei lavoretti, che tendenzialmente sembra sempre una specie di refugium peccatorum dove tutto se ne sta accatastato in precario equilibrio. Eppure a lui piace così e quando io, portando orgogliosa il gagliardetto dell’ordine in mano, arrivo a selezionare, catalogare e, ça va sans dire, buttare tutto, lui piange. Il suo pianto è legato ai ricordi di ciò che poteva e non è stato, ai giochi che sono stati importanti e ora non lo sono più, ai fantasmi dei sorrisi e dei sogni.

E io mi sento così. Guardo questo anno che si chiude e i rami secchi tagliati e lasciati per strada. Che poi alcuni non sono nemmeno stati tagli, si è semplicemente trattato di assecondare una direzione già presa, dire silenziosi addii a chi, ormai, non poteva più accompagnarmi nè capirmi e avere il coraggio di procedere in una direzione, consapevole che tutto insieme non ci può  staree quindi qualcosa sarebbe dovuto rimanere indietro.

Osservo quei frammenti sparsi e mi sale la malinconia, di quel che era e non è più, di quel che sognavo sarebbe stato e invece non è mai diventato. Questo 2017 è stato per me, per noi, un anno di scelte che come tali hanno portato una serie di cambiamenti. Alcuni sono state piccole modifiche, altre ci hanno travolti con la forza di un uragano, spazzando via tutto quel che c’era intorno e ancora non si capisce bene se, nel bilancio, le cose positive saranno superiori ai danni. E io guardo quella riga e mi metto in discussione.

Da sempre osservo non sgomento misto a invidia quelli che procedono nella vita come dei caterpillar, senza dubbi nè incertezze e senza neanche accorgersi di ciò che incontrano (o travolgono) durante il loro passaggio, tracciando una via capaci di non guardarsi mai indietro. Così come mi sorprendo ogni volta davanti a coloro che non scelgono, rimangono a metà, senza sentire l’urgenza di voltare pagina, per nulla sospinti dal bisogno di imboccare una nuova strada anche se quella vecchia non va più. Io non ne sono capace, così finisco sempre per scegliere ma senza riuscire a smettere di guardarmi indietro e interrogarmi sulla bontà delle decisioni prese, sul senso degli addii e sul perché degli allontanamenti.

Non c’è una soluzione a tutto questo e allora eccomi qui, con la tastiera sotto le dita e il calendario arrivato ormai agli sgoccioli, con l’agenda nuova da iniziare a scribacchiare e il cuore pesante che non sa bene che bilancio fare.

7 commenti su “Il bilancio che non so fare”

  1. Sono stati cambiamenti grandi e non facili, si capisce dai vari post in cui ne fai cenno. Ti capisco perché il 2017 è stato un anno da uragano anche per me: mi sono guardata alle spalle qualche giorno fa e per la prima volta ho fatto davvero l’elenco, nero su bianco, di quello che è stato quest’anno. Però ho visto che le cose belle superavano quelle brutte. Ho visto tanta ricchezza nelle persone che ho incontrato (anche solo virtualmente, come te!), e anche crescita in quelle che ho dovuto sorprendentemente lasciare. I dubbi ci devono essere, perché permettono una verifica di quello che stiamo facendo, e la stanchezza, lo so bene, a volte li rende più pesanti. Però concordo con Giovy: avanti così che vai (andate) bene. Sono convinta che meritiamo di fare quello che ci piace fare e che ci appassiona, i nostri sforzi verranno ripagati, chi non ci capisce non comprende il mondo che cambia e il doversi adeguare appena è possibile. Ho diversi amici che hanno fatto “il grande passo” o si apprestano a farlo nei prossimi mesi: è un dato che non posso ignorare e che mi conferma che un cambiamento è in atto.
    E adesso tiriamo la riga e ripartiamo, che c’è un 2018 tutto da costruire 😉 Un abbraccio grande Francy <3 chissà che il nuovo anno non ci porti finalmente la possibilità di vederci!
    Oh, e scusa il mega pippone qui sopra 😀

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