I casoni di Caorle

Caorle e un pranzo in un casone con Hemingway

Dei colori di Caorle che ti colpiscono in un giorno di sole regalandoti la sensazione di essere in un grande acquarello all’aperto ho già parlato.
Quello però che non tutti sanno vedendola oggi è che Caorle si trovava originariamente su un’isola, stretta tra il mare e la laguna, tanto che sebbene la bonifica sia stata completata alla fine degli anni 20 del ‘900 ancora oggi i canali e l’acqua rivestono un ruolo importante per la vita dei caorlotti – come vengono chiamati gli abitanti di Caorle.

Per questo uno dei modi più suggestivi per conoscere la città e i suoi dintorni entrando un poco nella sua anima è salire su un bragozzo – una delle tipiche imbarcazioni col fondo piatto della zona – e navigare tra i suoi canali con gli aironi che ti osservano dalla riva e l’acqua da sfiorare con le dita, magari fermandosi per una sosta in uno dei tipici casoni.

I casoni sono degli edifici che da sempre vengono usati dai pescatori della zona. Costruiti di canne e legno, con la tipica forma a “V” e i tetti spioventi fino a non molti anni fa erano abitati dai pescatori e dalle loro famiglie che vivevano nella laguna per mesi, pescando il pesce che poi veniva venduto al mercato di Venezia.

[cml_media_alt id='4389']Un Casone adibito a ristorante nella leguna di Caorle[/cml_media_alt]
Un Casone adibito a ristorante nella leguna di Caorle
I casoni ancora oggi sono abitazioni semplici e senza comodità e la vita dai pescatori e delle loro famiglie non doveva per nulla essere facile da queste parti, eppure da sempre questi luoghi hanno esercitato un fascino speciale tanto che anche lo scrittore Hemingway veniva qui – ospite di uno dei  nobili della zona, il Conte Ferretti – per trascorrere giornate lontane da tutto e tutti, impegnato soltanto a cacciare e scrivere (e …a bere, come maligna qualcuno! 😉 ).

Oggi gli antichi casoni sono stati tutti ristrutturati e il loro utilizzo è molto cambiato. Non sono più povere abitazioni di pescatori ma sono stati trasformati in piccoli rifugi lontani dalla vita frenetica di tutti i giorni ed alcuni hanno anche aperto le porte ai turisti diventando ristoranti e perfino piccoli resort.

Una gita a bordo di un bragozzo lungo la laguna per arrivare fino al mare è però una di quelle esperienze suggestive che rimangono nel cuore, così come il pranzo in un casone, curiosando tra le reti e gli attrezzi dei pescatori, con la sensazione di trascorrere alcune ore fuori dal tempo.

Noi la laguna l’abbiamo vissuta così: in un giorno di settembre scaldato da un sole che pareva voler ritardare l’arrivo dell’autunno, seduti con i capelli ancora arruffati dal vento a mangiare un piatto di pasta con le cozze accompagnata da un buon bicchiere di vino, tante chiacchiere e qualche poesia. Forse – chissà – sarebbe piaciuto anche a Hemingway! 😉

[cml_media_alt id='4390']Un attracco in Laguna[/cml_media_alt]
Un attracco in Laguna

Informazioni pratiche per una gita nella laguna di Caorle

In laguna vengono organizzati diversi tipi di gita, da quelle più semplici – in cui si fa birdwatching e ci si ferma a pranzare in un casone – fino alle giornate intere trascorse sull’acqua.

Alcuni tour partono al tramonto per far vivere la magia della laguna di Caorle al calar del sole altri invece permettono di trascorrere in laguna una intera giornata, affiancando i pescatori in quella che viene chiamata “pesca sostenibile”

In ogni caso non dimenticatevi un cappellino, una bottiglietta d’acqua e lo spray anti zanzare!

Sul sito del comune di Caorle potete trovare maggiori informazioni sulle manifestazioni e gli itinerari.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer