Cartoline dalla Thailandia

La Thailandia è un paese che ho amato e che spesso ritorna nei miei pensieri.

Due anni fa in Thailandia si è trasferito un nostro caro amico che ha incominciato un nuovo cammino di vita proprio li.

Il suo trasferimento ha coinciso con la mia gravidanza e ricordo ancora la nostra ultima cena insieme prima della sua partenza in cui gli abbiano comunicato che sarebbe arrivato il nostro piccolino.

Era presto – molto presto – ma volevamo dirglielo di persona invece che affidare la notizia a una mail e così lui è stato il primo dei nostri amici a sapere che la cicogna era in volo verso la nostra casa.

Se ripenso alla nostra emozione nel comunicare qualcosa di così grande – quasi che raccontarglielo lo rendesse reale e fragile insieme – e la sua nell’ascoltare la nostra “novità” mi sembra che sia passato un giorno e invece ora il nostro bimbo e’ qui che ci trotterella intorno.

Thailandia - Credits: Paolo
Thailandia – Credits: Paolo

Io le chiamo “le cartoline dalla Thailandia” in cui il nostro amico ci parla della realtà che vive e conosce, dei suoi incontri, della povertà e dei sorriso dei bambini, del significato del karma e di donne dal cuore grande che allevano i bimbi “dimenticati”.Ora dalla Thailandia ci arrivano le sue mail, scorci di vita raccontati in poche righe, attimi e sorrisi condivisi con una frase.

Tra le righe delle sue mail ci racconta di come sta conoscendo giorno dopo giorno la sua nuova casa e una lingua cosi’ diversa e noi entriamo con lui in punta di piedi nelle tradizioni di un popolo.

Spazzolini in Thailandia - Credits: Paolo
Spazzolini in Thailandia – Credits: Paolo

Si tratta di bimbi birmani che sono ospitati e aiutati in una specie di “centro studio” mentre i loro genitori sono al lavoro nelle fabbriche thailandesi.Qualche tempo fa ci ha inviato questa storia che parla di alcuni bambini.

Il suo racconto parla di volti felici e di giochi, di borotalco che “copre tutti gli odori” e dell’importanza delle buone azioni come dar da mangiare agli animali sacri.

Sorridiamo guardando le immagini: visi gioiosi, cartoni del latte che diventano porta spazzolini da denti, piccoli uomini che sembrano voler fare i grandi.

Bambini Thailandesi - Credits: Paolo
Bambini Thailandesi – Credits: Paolo

Parole che si formano piano insieme al ticchettio delle dita sulla tastiera e migliaia di chilometri annullati da un semplice “invia”.Attraverso le sue mail lo immaginiamo nella sua nuova vita e – a nostra volta – rispondiamo con piccoli racconti, istantanee dalla nostra quotidianità: i primi passi del Patato, i suoi piccoli grandi progressi, gli amici comuni, le notizie dal lavoro, il tempo…

A volte basta poco per sentire qualcuno vicino.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

2 comments

  1. anche io ho un amico in Thailandia (forse sai a chi mi riferisco) e come te ricevo i suoi messaggi, le sue immagini, i sorrisi dei bimbi che gli sono accanto…
    ed è lui a trapparmi ogni volta un sorriso 🙂
    Bell’articolo!

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