Il nostro viaggio in camper in USA - Nella Monument Valley

Coast to Coast in USA: we did it!

Mi ci sono voluti alcuni giorni per scrivere questo post e anche adesso, mentre sono qui che digito, penso alle parole giuste da usare per descrivere quello che provo. Perché  quando tre giorni fa siamo arrivati al noleggio per il drop off del nostro camper ero sudata fradicia e col cuore in gola.
Non (solo) perché c’erano 35 gradi con un’umidità dell’80%. E nemmeno perché, nel restituire il mezzo, avevamo il timore di avere qualche grana e dove pagare per dei balzelli che avrebbero fatto salire ulteriormente il costo del nostro viaggio.
O meglio, queste cose contribuivano di certo a fare salire la temperatura percepita, ma il tema non era solo quello.
Il punto cruciale era il significato di quell’essere lì.

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Viaggio in South Dakota Rapid City
[cml_media_alt id='11479']Il nostro viaggio in camper in USA - La 163 una delle strade più panoramiche degli USA[/cml_media_alt]
Il nostro viaggio in camper in USA – La 163 una delle strade più panoramiche degli USA

12.607 chilometri percorsi, 16 stati, più di 60 giorni.
Quello era il nostro “the end“. No, non la fine del nostro viaggio, quello non è ancora finito perché, in un momento di sanità mentale prima di partire, avevamo pensato che dopo la traversata ci sarebbero serviti alcuni giorni di scarico (cosa che consigliamo a tutti quelli che decidono di organizzare un viaggio in USA come il nostro!).

L’essere lì era però la fine del nostro Coast to Coast e insieme la realizzazione di un sogno, il nostro sogno di attraversare l’America, con tutti i significati di cui abbiamo caricato questo viaggio. Perché per noi questo non è “solo” un viaggio

Così, una volta consegnato il mezzo, ci siamo guardati: entrambi avevamo le facce da ebeti, con le lacrime, e continuavamo a ripeterci a vicenda:”L’abbiamo fatto davvero!“.

Ma, ovvio, non è per il viaggio in sé. Un Coast to Coast in USA, pur essendo emozionante e bellissimo, non è un un viaggio che mette particolarmente alla prova. Gli States sono un paese che si gira facilmente e basta sapere un po’ di inglese per risolvere i piccoli e grandi inconvenienti che, inevitabilmente, si incontrano lungo la via.

Il punto era, ed è, quello che questo viaggio ha significato per noi. Perché fare un Coast to Coast negli Stati Uniti era per noi un sogno che ne conteneva altri mille, altrettanto grandi, una matrioska di aspettative e una grande scommessa.

Quella che ce la faremo.

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Matrimonio a Las Vegas – Viva Las Vegas
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Il nostro viaggio in camper in USA – Le montagne rosse che contornano il Bryce Canyon

Non parlo mai molto di noi. Non lo faccio per una sorta di pudore ma anche perché preferisco lasciar parlare i viaggi, dopo tutto questo è e vuole continuare ad essere un Travel Blog, dove i protagonisti sono gli itinerari e le località, per condividere con altri quelle informazioni che possono essere di aiuto a chi vuole organizzare la propria partenza.
Ma questo on the road per noi non è solo “uno dei tanti” viaggi che abbiamo fatto nella vita.
È diverso. Diverso perché siamo noi ad essere diversi.

Qualche mese fa, prima di partire per questa avventura, la nostra vita è cambiata. Entrambi siamo diventati freelance, con tanti pensieri ma anche tanto entusiasmo, una vita nuova e “senza paracadute” che ci siamo ritrovati a vivere, qualcosa che, fino a qualche anno fa, non avremmo mai ritenuto possibile.
Questa scelta è maturata con modalità diverse per me e per Roberto ma ci ha portati nella stessa direzione. Ma è stata anche una strada che, probabilmente, non avremmo mai intrapreso se la vita non ci avesse messo a confronto con noi stessi, anche dandoci delle mazzate di cui avremmo fatto (decisamente) a meno.

Oggi siamo “freelance senza il culo parato” e scusate il francesismo. Siamo persone normali che hanno scommesso su se stessi, con un mutuo, un figlio e le spese da pagare. Perché a volte va così. Perché a volte tre lauree e quattro master in due non bastano a far andare la vita nella direzione che avevi immaginato. No, a volte no, nemmeno se sono state conseguire “magna cum laude” e se una di queste lauree è in Ingegneria. E allora ti devi guardare allo specchio e capire cosa vuoi “fare da grande”, magari scoprendo che, alla soglia dei 40 anni, ti dai una risposta completamente diversa da quella che ti eri dato a ventitre, fresco di laurea.

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Viaggio negli USA – L’arrivo a Los Angeles
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La High Roller di Las Vegas – La ruota panoramica più alta del mondo

Per noi il 2017 è stato l’anno in cui abbiamo scelto di ricominciare da capo. Abbiamo deciso di guardarci bene dentro, di mettere da parte la paura e provarci, perché la vita è una sola. Dovevamo scegliere se saltare senza rete o rimanere fermi ad aspettare e ci siamo lanciati.

Per questo arrivare a New York per noi era così importante. Perché questo Coast to Coast in USA era un sogno, certo, un viaggio che era nei nostri desideri da tantissimi anni, ma non solo.
Per noi attraversare l’America aveva anche un altro significato molto diverso, ovvero che credendoci davvero senza mollare si può. E gli States in questo sono maestri. Lungo la nostra strada, tra polvere e chilometri, abbiamo riflettuto e ci siamo interrogati, con tanti timori. Ma abbiamo anche incontrato tante storie, quelle storie di chi, proprio negli States, ha deciso di “saltare”: storie di pionieri e di sognatori, di uomini eroici ma anche di persone semplici che in comune hanno l’aver creduto nei propri sogni. Alcune di queste storie ci hanno risuonato dentro dandoci fiducia, toccando corde che erano lì, pronte per essere accarezzate, con quel messaggio che vogliamo portarci a casa con noi: “crederci sempre“.

Noi viaggiamo con un bimbo di cinque anni e in tanti ci hanno chiesto cosa si ricorderà un domani di questa avventura. In realtà però è questo che vorremmo che nostro figlio ricordasse di questo viaggio: che bisogna credere nei propri sogni senza mai mollare, perché solo così si può avere la speranza di realizzarli. Che a volte sono necessarie un pizzico di follia e di fortuna ma anche che “vola solo chi osa farlo“. E noi vorremmo che lui imparasse che, se lo vorrà, potrà volare.

E adesso?

Adesso staremo qui ancora un pochino, vivendoci questo angolo d’America a ritmi lenti. Quei “giorni senza cose programmate” che avevamo lasciato lì in sospeso si sono rivelati fondamentali per decompensare un po’. Poi si vedrà. Abbiamo capito di avere le ali, ora sta a noi dimostrare che possiamo davvero volare.

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Il nostro viaggio in camper in USA – Un driver un po’ provato…
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Viaggio in South Dakota Crazy Horse Memorial

Informazioni per un Coast to Coast in America

Come avrete capito questo non è un post utile per organizzare un viaggio negli States! 😉 Vi promettiamo che rimedieremo presto ma per ora se siete in cerca di informazioni per un coast to coast in USA vi lasciamo qualche dettaglio sperando possa servirvi. Vi diciamo subito però che l’itinerario del nostro on the road è stato un po’ diverso dal solito, innanzitutto perché è andato dalla West Coast alla East Coast e poi perché non abbiamo percorso la Route 66. In ogni caso qui sotto trovate alcune tappe:

  • Los Angeles: Il nostro on the road è iniziato da LA che abbiamo utilizzato anche come base per far “assorbire” il fuso orario al nostro bimbo. Ne abbiamo approfittato per andare a Disneyland e lì abbiamo ascoltato la prima storia di un sognatore con la S maiuscola…
  • San Francisco: Stiamo stati parecchio tempo in California e non potevamo mancare San Francisco. La città è splendida e va la consigliamo di cuore, anche lì una tappa “da sognatori” era d’obbligo: la Silicon Valley!
  • Las Vegas: A LV abbiamo noleggiato il camper ma abbiamo anche vissuto la città a 1000 all’ora tanto che… lì ci siamo risposati!
  • I parchi: Una delle cose che volevamo vedere assolutamente erano i parchi, che si sono rivelati meravigliosi oltre ogni aspettativa. Bryce, Grand Canyon, Antelope, Lake Powell, Monument Valley, Mesa Verde, Arches, Canyonlands, Colorado National Monument. I parchi sono indescrivibili, noi col camper abbiamo avuto la possibilità di dormire in mezzo alla foresta, una emozione aggiuntiva che vi consigliamo di sperimentare se ne avete modo.
  • Denver: Una città dove, col senno di poi, saremmo voluti rimanere di più perché Denver è accogliente e solare, piena di musei interessanti e di vita.
  • Mount Rushmore, Crazy Horse Memorial e le Badlands: Le Black Hills sono una terra incredibile che i Nativi considerano sacra e adesso che ci siamo stati possiamo capire il perché. Il South Dakota è stato uno degli stati che abbiamo amato di più e l’abbiamo attraversato dalle sue montagne fino alle pianure sconfinate di corn, lì dove visse Laura Ingalls.
  • Fargo: Questa città resa mitica dal film dei fratelli Coen per noi è stata solo un assaggio di North Dakota, uno stato che ci piacerebbe esplorare prima o poi…
  • Minneapolis: La città principale del Minnesota doveva essere una sosta breve, alla fine ci siamo rimasti di più del previsto e ci è rimasta la voglia di tornare con calma, magari in inverno.
  • Chicago: Una città che ci ha lasciato emozioni contrastanti, perché Chicago non è “solo” una bellissima città…
  • Indianapolis: Altra piccola sorpresa del nostro viaggio, soprattutto per nostro figlio perché qui si trova il più grande (e più bello) museo per bambini mai visto.
  • Lancaster County: Non lontana da Philadelphia questo angolo di America dove vivono gli Amish è davvero fuori dal tempo.
  • New Jersey: Dopo aver consegnato il camper ora siamo nel Garden State, alle porte di New York, nella nostra ultima “casa in scambio“. Da qui stiamo esplorando con calma di dintorni, dalle spiagge alle cittadine storiche come Princeton e Lambertville ma anche le spiagge.

Se poi cercate qualche informazione in più per ogni tappa abbiamo raccontato le nostre esperienze sui social, in particolare su Facebook, YouTube e Instagram: lì trovate anche tante fotografie insieme ai nostri video e l’hashtag  per seguire tutto il racconto è #PataUSA. Infine se avete bisogno di qualche consiglio al volo scriveteci, ci farà piacere! 🙂

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

5 comments

    1. Marghe facciamo il tifo “da curva” anche noi! PS non abbiamo ancora capito se possiamo venire nelle Marche o no ma ti faccio sapere!

  1. Francesca, mi hai messo una voglia pazza di vederti e abbracciarvi. Mi risuona nella testa un “salta e la rete apparirà” letto qualche mese fa su un post di Gioia Gottini, ed è proprio vero che se fai le cose con fiducia (no, non è incoscienza, è positività, è ottimismo) andrà tutto bene.
    Siete bravi, la vita non va mai come ce la sognavamo da ragazzi… ma sa dove sta andando, noi dobbiamo solo avere fiducia.

    1. Urge gita in Liguria! 🙂 E sul fatto di aver fiducia… Hai ragione, ma è proprio la cosa più difficile. Aver fiducia e accettare di non avere il controllo… ❤

  2. Che bello questo post e che sagge le tue parole!sono strafelice per voi perché conoscendovi quel poco che ho potuto conoscervi, ve lo siete meritata tutta, la realizzazione di questo sogno! Ti dirò, poi: ormai il paracadute sul lavoro, nella nostra generazione, lo hanno in pochi. Bisogna essere pronti a ricominciare sempre, ovunque si possa. Mi basta mio marito come esempio. Crederci e non mollare: io la scelta l’ho fatta mollando lo studio di mio padre, dove non avevo futuro, e partendo con il mio ufficio da sola, senza aiuto e clientela, in un paese nuovo, ormai sei anni fa. Lui mollando un lavoro sicuro per seguire la passione elicotteri, anche all’estero (prendendo batoste qua e là). Chissà un domani, se cambieremo ancora! In fondo, comunque, tutti noi dovremmo ricordarci che la vita è sempre imprevedibile, per quanto si programmi e farci frenare di meno dalle paure, anche se con la responsabilità di figli da crescere e più difficile. State dando una grande lezione al Patato,continuate così e buon rientro!!

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