Viaggio con un bimbo in Guadalupe

Come gestire il jet-lag di un bambino?

Come gestire il jet-lag di un bambino – ovvero la gestione del fuso orario del nostro bimbo – è stato lo scoglio da affrontare durante il nostro viaggio intercontinentale in Guadalupe, ai Caraibi.

L’impatto più duro per il fuso orario del nostro bimbo è stato all’andata, complice un atterraggio quasi a mezzanotte (ora italiana) non proprio confortevole per un bambino piccolo. Le successive quasi due ore di attesa per ritirare l’auto a noleggio avevano poi contribuito ad aumentare l’agitazione del Patato ed eravamo riusciti ad addormentarlo solo all’arrivo all’appartamento, circa verso le due del mattino (sempre ora italiana N.d.r.).

In questo modo la prima notte era trascorsa nel delirio visto che, seguendo la sua sveglia biologica, il nostro bimbo si era svegliato di lì a quattro ore – in piena notte e ovviamente stravolto – e solo a fatica l’avevamo eravamo riusciti a riaddormentarlo arrivando fino al mattino. Ovviamente l’umore era stato pessimo per tutto il giorno e così per i primi tre o quattro giorni, con notti agitate e risvegli continui, come da “classico” del jet-lag.

Poi piano piano però il bimbo aveva “assorbito” il fuso e il nervosismo era passato ma le notti si erano mantenute agitate.

Il ritorno invece era stato più facile: il volo in notturna era stato gestibile e il Patato nei giorni successivi aveva finito per addormentarsi un pochino più tardi svegliandosi però anche un poco dopo (anche se con i consueti risvegli…)

A neanche due anni di età e con un fuso orario di cinque ore da gestire non potevamo sperare di meglio!

Fin qui la nostra esperienza col jet-lag, provo però a condividere come abbiamo cercato di ridurre l’impatto del fuso sul bambino sperando possa servire anche ad altri genitori.

[cml_media_alt id='4201']La culla per far dormire il bambino in aereo[/cml_media_alt]

La culla per far dormire il bambino in aereo

Come gestire i problemi di fuso orario di un bambino piccolo

L’importanza di ritmi e rituali per il jet-lag

La prima cosa che abbiamo fatto noi per far assorbire il fuso al bimbo è stato lasciare che il bambino seguisse i propri ritmi.
Nel nostro caso non l’abbiamo forzato a seguire gli orari classici, lasciando che si addormentasse quando aveva sonno anche se questo significava fare la nanna all’ora di pranzo o di cena.

L’unica cosa che abbiamo cercato di fare è stato mantenere il rituale della nanna con la storia della buonanotte e le coccole più o meno alla solita ora. A volte le storie duravano più del solito e l’orario della nanna slittava oltre il consueto, ma comunque il nostro bimbo si rilassava.

Questo ha ovviamente significato rinunciare a trascorrere la serata fuori ma visto le notti travagliate ha aiutato anche noi a riposarci un po’.

Scegliere la meta giusta per il fuso orario

Molto utile per noi è stata anche la meta scelta, ovvero una destinazione di mare.
I primi giorni il jet-lag rendeva il bambino molto nervoso però il fatto di poter giocare in spiaggia con acqua e sabbia aiutavano molto a distrarlo.

Probabilmente se fossimo stati in una grande città o avessimo dovuto affrontare grandi spostamenti sarebbe stato più difficile gestire il suo nervosismo, ma amando lui molto il mare tutto è stato più semplice!

Cibo, capricci e inappetenza causata dal jet-lag

Il fuso orario ci ha creato qualche problema anche col cibo, soprattutto a cena, momento in cui forse stanchezza e jet-lag combinati si facevano più sentire.

Anche in questo caso abbiamo preferito non forzarlo e fare qualche strappo alle solite regole compensando la pappa rifiutata con un biberon di latte o biscotti.

Abbiamo anche scoperto che la frutta fresca del luogo era particolarmente gradita al nostro bimbo e ne abbiamo fatto largo uso, insieme anche ai succhi di frutta.

Come gestire il jet-lag di un bambino
Come gestire il jet-lag di un bambino

Farmaci e tisane per assorbire il fuso

Su consiglio della pediatra abbiamo evitato di acquistare la melatonina (pare esista anche in versione “bimbi”) utilizzando le solite tisane rilassanti che usiamo anche a casa ed uno sciroppo omeopatico già testato per i risvegli (Quietalia).

Fare la nanna insieme per gestire i problemi do fuso orario

Viste le notti molto agitate durante la vacanza noi abbiamo deciso di adottare il co-sleeping (che a casa è riservato ai casi di malattia).

In questo modo era molto più facile gestire i risvegli e convincere il bimbo “in preda ai deliri del fuso” che le due di notte non erano un buon orario per la colazione…

Una volta a casa però abbiamo piano piano dovuto riportare la situazione alla normalità con un bimbo che aveva ormai ben chiaro quanto fosse bello “dormire sempre con mamma e papà“…

Fuso orario e bambini: Quindi si parte ?

Ecco, fin qui il nostro primo impatto con il temibile jet-lag di un bambino di neanche due anni (venti mesi per la precisione) che in generale ha un rapporto complicato col sonno.

Questo per dire a quei genitori un po’ spaventati che si può fare, non è un’esperienza terribile e si può (ri)fare! 🙂

Voi avete voglia di condividere le vostre esperienze (e consigli!!)?
Io li leggo molto volentieri e…prendo appunti!

Se invece siete curiosi di sapere tutto quello che abbiamo fatto (e visto) in Guadalupe e il motivo per cui in ogni caso ne sarebbe valsa la pena potete leggere qui!
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer