In Cammino verso Santiago con un bimbo

Come preparare un bambino per il Cammino di Santiago: allenamento

In tanti mentre ci dirigevamo verso Santiago ci hanno chiesto consigli sulla nostra partenza in famiglia e in particolare sull’allenamento che avevamo fatto fare a nostro figlio per prepararlo ad affrontare il Cammino di Santiago.

Dopo tutto uno dei primi consigli che vengono dati a chi decide di intraprendere questo viaggio è proprio di non trascurare la preparazione atletica per non ritrovarsi con dolori o peggio dover abbandonare il Cammino.

Quindi come si fa ad allenare un bambino per il Cammino di Santiago?

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A Santiago con un bambino

L’allenamento per il Cammino di Santiago con un bambino

Se siete arrivati fin qui in cerca di consigli la prima cosa che vi dico è che noi non abbiamo una preparazione specifica come personal trainer o altro, l’unica cosa che possiamo fare è condividere quelle che abbiamo fatto.

Inoltre prima di iniziare con la nostra esperienza (e con gli errori!) faccio una premessa: fare il Cammino di Santiago con un bambino è la scelta dei genitori. Non dei bimbi. Questo a mio parere bisogna tenerlo ben presente ad ogni passo, ad ogni lamentela e ad ogni capriccio. Cosa non facile perché il cammino di Santiago in famiglia mette alla prova anche i genitori, non solo i figli.

E lo dico da mamma che ha desiderato portare il proprio figlio da ancora prima di metterlo al mondo visto che il mio desiderio di andare a Santiago in famiglia è nato proprio mentre percorrevo per la prima volta il Cammino (e ancora non ero mamma!).

Detto questo, e di ritorno dal Cammino, ecco la nostra esperienza sul Cammino di Santiago con un bambino.

Cammini di Santiago a piedi con un bimbo: distanze e tappe

Innanzitutto nostro figlio alla partenza aveva appena compiuto sei anni. Era – ed è – un bambino abituato a camminare da sempre e questo è il primo requisito che vi consiglio di verificare se come noi state pensando di affrontare il Cammino di Santiago a piedi coi bambini. Lui è infatti troppo grande per essere trasportato in passeggino o zaino da trekking per bimbi quindi è arrivato a Santiago camminando.

Le nostre tappe sono state di 15 km e in totale lui ha percorso circa 100 km in una settimana di Cammino (così dice contapassi!). Tenete sempre presente che ai chilometri “effettivi” delle varie tappe dovrete sommare quelli per andare a cena la sera e quelli per le visite (se non sarete troppo stanchi!).

Noi non siamo mai partiti troppo presto al mattino per evitare di stressare troppo nostro figlio, aiutati in questo da un meteo orribile che ci ha portato giorni di pioggia ma ci ha evitato il caldo che mi ricordavo dalla mia prima volta sul Cammino di Santiago.

Durante il percorso abbiamo fatto molte soste, a volte per la pioggia e altre semplicemente assecondando il suo bisogno di staccare un po’, cercando dove possibile di lasciarlo giocare. Di fatto abbiamo camminato circa 6/7 ore al giorno.

Una volta in albergue – nel nostro caso hotel e case rural – abbiamo fatto in modo di cenare molto presto e farlo addormentare prima delle 8 di sera per recuperare le energie. Questo ha provocato qualche scontro: Lui infatti la sera sarebbe voluto stare sveglio ma la stanchezza a fine giornata era tanta!

[cml_media_alt id='14498']Incontri sul Cammino di Santiago - pecore[/cml_media_alt]
Incontri sul Cammino di Santiago – pecore

Come preparare i bambini al Cammino di Santiago?

Ci sono tante scuole di pensiero per il Cammino, la maggior parte sostiene che l’allenamento debba essere pianificato nei dettagli e di intensità crescente. Noi non abbiamo fatto fare una preparazione specifica a nostro figlio in una logica di “allenamento”. Semplicemente abbiamo cercato di farlo camminare il più possibile nei mesi precedenti la partenza, su distanze crescenti e verificando che riuscisse a gestire i 15 chilometri previsti su sentieri differenti e tenendo presente che non saremmo andati oltre i 100 chilometri.

Non abbiamo però mai menzionato il fatto di doverci “allenare” per affrontare un percorso potenzialmente difficile, abbiamo semplicemente aumentato le passeggiate dimenticando a casa la macchina tutte le volte che era possibile farlo. Ad esempio abbiamo iniziato a farlo tornare da scuola a piedi, organizzato trekking in montagna o gite domenicali.

Durante i mesi precedenti la nostra partenza per il Cammino di Santiago siamo stati spesso in viaggio e lì abbiamo avuto una dose “extra” di chilometri ogni giorno. Inoltre ogni scusa era buona per uscire a camminare. Di fatto abbiamo cercato di fare allenamento ma senza dirglielo con l’obiettivo di fargli affrontare la partenza come qualcosa alla sua portata con come una prova difficile da dover superare.

L’allenamento per Santiago: di testa non solo di gambe

Le nostre tappe sono state di 15 chilometri per giorno. Sapevamo che avrebbe potuto camminare per quella distanza ma avevamo sottovalutato “la testa”.

Durante passeggiate a casa o in montagna infatti non avevamo mai percorso tutta la distanza “insieme”. Provo a spiegarmi: 15 chilometri sono “di testa” più che di gambe. Mentre in montagna infatti dopo 7 chilometri c’era un primo “arrivo” (il rifugio o la cima della montagna) da cui ripartire dopo alcune ore per rientrare, durante il Cammino di Santiago la meta era alla fine del percorso. Ci siamo resi conto dell’errore subito il primo giorno: il Cammino per lui è stato una fatica di testa, non di gambe.

E infatti giunto alla fine avrebbe proseguito ancora perché, tappa dopo tappa, aveva allenato la sua resistenza mentale. Le gambe invece erano già allenate. Vi consigliamo quindi di prestare attenzione a questo aspetto prima di partire!

[cml_media_alt id='14493']Cammino di Santiago con un bimbo[/cml_media_alt]
Cammino di Santiago con un bimbo

Gli imprevisti sul Cammino di Santiago: allenamento a ciò che non ti aspetti

Altra cosa ne abbiamo sottovalutato è stato il meteo. Mentre eravamo sul Cammino di Santiago con il nostro bambino ha piovuto tanto, ogni giorno, e la pioggia e il fango hanno rallentato e demotivato nostro figlio. Anche perché non era abituato a camminare sotto l’acqua.

Questo difficile gestione degli imprevisti, proprio come il mancato allenamento “di testa”, è stato un errore nostro che – da bravi genitori apprensivi – abbiamo evitato di farlo “allenare” quando pioveva. Anche questo però sarebbe stato un aspetto da allenare (col senno di poi, ovvio!).

Cammino di Santiago con bambini: libri utili

Se state pensando di organizzare un Cammino in famiglia non sottovalutate l’utilità dei libri sia prima che durante il percorso. Prima di partire ci sono tre libri sul Cammino di Santiago che vi consigliamo: il primo è “Il Cammino di Santiago” di Coelho, una bibbia per chi affronta questo viaggio, non è una storia pensata per i bambini ma potrete leggerla comunque insieme prima del viaggio. Un libro per bambini su Santiago invece è “Giacomo sul Cammino di Santiago” mentre un libro per i genitori è “Un milioneottocentomilapassi“, la storia di una mamma e del suo bimbo, per farvi capire che non siete matti! 😉

Infine, e questo è l’unico caso in cui consigliamo di portare un libro nello zaino, c’è “Guida magica al Cammino di Santiago” con storie e leggende del Cammino che possono essere utili da leggere la sera prima della tappa successiva.

Altre informazioni per organizzare il Cammino di Santiago coi bambini

Abbiamo scritto parecchio sulla nostra esperienza sul Cammino di Santiago con un bambino, se siete in cerca di altre informazioni pratiche per organizzarlo vi lasciamo alcuni post utili:

Se poi avete voglia di curiosare un po’ tra gli scatti e i video che abbiamo dedicato al nostro Cammino di Santiago in famiglia seguiteci su Instagram, Facebook e YouTube. E scriveteci, ci farà piacere! Buon Cammino a voi e ai vostri bimbi!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer