Come prepararsi a un viaggio in India: un’esperienza del cuore

Il mio viaggio in India. Quanto l’ho sognato. E quanto, alla fine, è stata un’esperienza incredibile, nonostante tutti gli inconvenienti che questo paese, sempre e comunque, porta con sè. Ho scelto di raccontarvelo con qualche foto perché per me le fotografie sono scatole piene di ricordi e di immagini e mi basta guardarle per esserne travolta. Ma, pur facendolo, so che è inutile, almeno se state cercando informazioni per prepararvi prima di partire.

Non fraintendetemi: so bene che in molti per prepararsi alla partenza per l’India cercano immagini, racconti e video. L’ho fatto anche io, lo fanno tutti, ma col senno di poi so che sono inutili.

Perché l’India non si riesce a racchiudere in uno scatto, per quanto bello possa essere. E nemmeno in un video o in un post. Non ci sta in un libro e, credetemi, per quante guide voi possiate acquistare non ce ne sarà nemmeno una che vi aiuterà davvero a essere “pronti” per la vostra partenza. Potranno aiutarvi con l’itinerario, darvi un’idea di come si vive o di quali sono le cose da non perdere ma non vi prepareranno davvero alla partenza.

E allora lo so cosa state pensando: come si fa a prepararsi a un viaggio in India?

Come prepararsi a un viaggio in India?

Come si fa, quindi, a essere pronti per incontrare questo incredibile paese?

Io vi posso raccontare la mia esperienza: ho iniziato a sognare l’India tra le pagine della Città della Gioia e il mio viaggio l’ho desiderato e sognato a lungo prima di poterlo realizzare. Ho letto tanto, ho comprato guide, ho pianificato itinerari. Alla fine l’ho organizzato in uno dei mesi peggiori per visitare questo paese: agosto. Proprio quello che le guide sconsigliavano, il periodo dei monsoni, con un caldo atroce e un’umidità che credo arrivi al cento per cento. Ma era il mio sogno e quello era l’unico periodo possibile, quindi sono partita.

Sapevo tutto, ero – in teoria – informata su tutto eppure non è bastato a prepararmi a ciò che ho davvero incontrato una volta là.

Durante il mio viaggio in India mi sono arrabbiata tante volte. Ho perso cinque chili, ho rischiato di essere ricoverata in ospedale e ho passato alcuni giorni terribili a causa di un brutta infezione intestinale che mi ha perseguitata anche una volta tornata a casa. Mentre ero là ho pianto, non ho capito e mi sono interrogata senza avere risposte.

Si è trattato di un viaggio strano, un viaggio fatto di tante domande che mi ha fatta riflettere molto. Un viaggio, non una vacanza, a tratti difficile ma nonostante questo e senza alcun dubbio ci tornerei e al volo! Perché questo paese mi è entrato nel cuore, o forse era già lì e io sono solo andata a trovarla.

Per questo, pur sapendo che è inutile, vi racconto la mia esperienza in India.

Viaggio in India: esperienza

L’India con i suoi contrasti, con le sue bellissime donne dalla pelle ambrata e dai sari colorati e con una povertà così terribile che fa male anche se te l’aspetti. Un paese ricco di templi pieni di misticismo e di eleganti moschee, un paese brulicante di persone che vivono per le strade e per le strade muoiono. Un luogo dove assaggiare il chapati caldo appena uscito dal forno e sentire le bottigliette d’acqua fresca che diventano bollenti tra le tue mani, un paese in cui è un piacere immergersi nel profumo intenso delle spezie salvo poi cercare inutilmente un modo per evitare l’odore nauseabondo che invade alcune strade.

In India ci sono gli “uomini cavallo”, i tuc-tuc e un traffico che non riesci a capire come faccia il taxista alla guida a sapere dove deve andare facendoti arrivare lì sano e salvo. Ci sono – ci sono davvero! – gli incantatori di serpenti, moderni “pifferai magici” detentori di un’arte che sorprende e inquieta, e i mercati pieni di gente, con i metal detector all’ingresso. Si tratta di un paese dalle città immense e congestionate in cui però si incappa in sperduti villaggi dove le strade non esistono. Vi si incontrano le mucche che attraversano serene la strada e, nella stessa strada, si vede la gente dormire, con i letti che vengono posizionati tra i palazzi in piena notte.

Tutto quello che dovete sapere per prepararvi a un viaggio in India è che non vi lascerà indifferenti. Non può. Quello che dovete ricordare è che questo paese è fatto di contraddizioni, di cose che appaiono “senza controllo” e di realtà incomprensibili.

L’India o si ama o si odia. Io l’ho amata, nonostante la miseria e la povertà, nonostante il caldo e la diarrea e le mille domande che mi si sono affollate nella mente. Per me, e so che molti non saranno d’accordo, l’India è anche speranza. La speranza di un popolo giovane, fatto di ragazzi che studiano e corrono incontro al futuro.

Ma preparatevi perché per voi potrebbe non essere così. Potreste odiarla, odiare la sua indifferenza verso la povertà e la morte, il suo clima insopportabile, la sua cucina piccante e i suoi odori che vi impregneranno gli abiti appiccicandosi addosso alla vostra pelle come il sudore. Potreste odiarla l’India, potreste desiderare di non essere mai partiti, rendendovi conto che, no, non era quello il viaggio che avevate sognato. E avreste ragione!

Potrebbe accadere tutto questo perché non si è mai davvero pronti per un’esperienza in India. Però, per favore, non giudicatela: siete voi che l’avete cercata.

“Tutto ciò che non viene donato va perduto”
(D.Lapierre, La città della gioia)

 

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