Vacanza in Sardegna coi bambini

Come scegliere la baby sitter giusta per i bambini

Come si fa a scegliere la baby sitter giusta per i bimbi? Anzi, no, come si fa a trovare la tata perfetta?

La tata, perché lo so che si direbbe baby sitter ma tata mi piace di più, perché ha un suono melodioso e porta con sè un’idea di affetto.

Tata. Che fa un po’ Mary Poppins e un po’ Nana, la tata San Bernardo del film Peter Pan. Ve la ricordate?

Quella persona che si occupa di un bambino quando la sua mamma non c’è (o non può).

Io ho fatto “la tata” per parecchi anni. Ho iniziato da liceale, un po’ per guadagnare qualche soldo e un po’ per passione. Poi ho proseguito studiando cose che con “le tate” avevano molto a che fare. Ho visto bimbi crescere davanti ai miei occhi, li ho ritrovati alti quanto me e mi sono resa conto di quanto veloce passa il tempo ancora prima di diventare mamma.

Ma come si sceglie la baby sitter perfetta per i bambini?

La risposta questa volta provo a farla non da mamma ma “da altro”, quell’altro che mi ha portato a studiare pedagogia prima e psicologia poi. Perché la scelta è di quelle da ponderare bene. Quindi ecco secondo me le domande da fare a una aspirante baby sitter e le cose da valutare nella scelta.

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1. Le ragioni dietro al lavoro

Perché perché fai (o vorresti fare) la baby sitter?

Lo so, suona un po’ brutale come domanda eppure probabilmente vi farà andare dritti al punto. Cosa spinge una persona a voler fare la baby sitter? Chiedetelo, cercate di capire come mai la vostra “aspirante tata” ha scelto di candidarsi proprio per quel lavoro.

Vi si aprirà un mondo che vi permetterà di capire se quella persona è adatta a voi e ai vostri bambini in quel momento. Perché magari vi serve una baby sitter per l’estate e la candidata che avete di fronte ha già deciso che a settembre partirà per un periodo di studio all’estero. Se ciò che muove la scelta è una passione o un cambio di vita oppure ancora semplicemente l’impossibilità di trovare altro. Valutate bene le motivazioni e poi scegliete con attenzione la tata perfetta.

2. L’età della tata perfetta

Chiedete sempre l’età della persona che state valutando per diventare la baby sitter dei vostri figli. E consideratela anche in funzione di quella del bambino. A mio avviso la tata ideale dovrebbe essere nè troppo giovane né troppo vecchia, diciamo tra i 25 e i 45 anni.

Non troppo giovane, perché una tata che trascorre lunghe ore con un bimbo deve saper gestire ogni aspetto della sua vita, incluse possibili emergenze e per far questo sono necessarie esperienza e lucidità. Non troppo vecchia perché stare con un bimbo richiede moltissima energia ma anche voglia di giocare e divertirsi.

Ma attenzione: l’età deve essere anche coerente con le esigenze del bambino. Cosa deve fare la baby sitter che state cercando? Deve aiutare il bimbo nei compiti? Oppure si tratta di un neonato e lo deve accudire e stimolare? Valutate tutto questo in base alla persona che avete davanti e alle caratteristiche del vostro bimbo.

3. Percorsi professionali e specializzazione

La tata non si limita a mettere il bimbo davanti alla TV e ad attendere che la mamma e il papà ritornino. Una baby sitter è parte integrante dell’educazione del bambino, lavora in sinergia con i genitori per la sua crescita e spesso diventa un punto di riferimento non solo per lui ma per l’intera famiglia.

Anche per questo è importante comprendere la formazione e il background: quale tipo di percorso professionale ha alle spalle? E quale tipo di studi?

Un corso importante, in particolare se la tata dovrà gestire un bambino piccolo, è quello di disostruzione pediatrica. Viene organizzato gratuitamente dalla Croce Rossa Italiana in molte città italiane quindi oltre ad essere importante per eventuali emergente se la persona che avete di fronte l’ha frequentato è di certo un segnale positivo.

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4. Tata fino a quando?

Molto spesso in Italia il lavoro della baby sitter è associatoagli studi: terminata la scuola si cerca un lavoro vero e si dice addio ai bimbi accuditi fino a quel momento.

Però se è certamente più facile trovare una studentessa come baby sitter tenete presente però l’impatto che il suo allontanamento avrà sulla vita del bimbo. E considerate anche che un bimbo ha bisogno di un periodo di adattamento a una nuova figura di accudimento, tempo che si allunga in caso di bambini molto piccoli.

5. Empatia e simpatia

In ultimo … usate l’istinto! Si tratta dei vostri figli: li affidereste a questa persona? E se la risposta è sì: riuscireste a collaborare con lei (o con lui) per crescerli al meglio?

Perché una baby sitter entra di fatto nella routine di una famiglia, a lei aprirete le porte di casa e quelle del vostro cuore. Spesso sarà lei a assistere per prima ai progressi di vostro figlio e a riferirveli. E con lei vi dovrete confrontare per impostare una linea comune per gestire i capricci e i piccoli problemi di ogni giorno. La tata è una persona di cui vi dovrete fidare e a cui vostro figlio vorrà bene.

Quindi usate la pancia e scegliete (anche) con quella!

Un discorso a parte invece è quello legato a dove trovare la baby sitter perfetta. Sono tanti i canali possibili e il web può venire in aiuto anche in questo con portali dedicati proprio al reclutamento come Sitly di cui vi avevo già parlato qualche tempo fa. Si tratta di una piattaforma olandese che permette di mettere in contatto e aspiranti tate con le famiglie, con un motore di ricerca che utilizza la prossimità geografica. Potete saperne di più leggendo l’articolo completo oppure visitando direttamente il sito web di Sitly alla ricerca della tata giusta.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer