Confessioni di una mamma viaggiatrice: cosa è cambiato?

Qualche tempo fa camminando per le vie di Valencia, in una spendida giornata di sole, riflettevo su come si e’ trasformata la mia vita dopo la maternità, e con essa anche il mio modo di viaggiare.


Sembra ieri che mi accarezzavo orgogliosa il mio pancione enorme e invece in pochi mesi quante cose sono cambiate!
Lui innanzitutto, il mio piccolo gigante che ogni giorno cresce e impara qualcosa di nuovo. 
Ed io con lui. Che sono uguale eppure diversa..
E allora ho deciso di scriverlo questo cambiamento da viaggiatrice che è un po’ segno del mio cambiamento come donna.
Perche’ come le foglie d’autunno che cadono per far posto alle gemme della primavera (e forse anche per riempire i nostri marciapiedi di colori!) anche io sono mutata e cambiata, rimanendo me stessa, con le mie passioni e le mie ansie, ma anche con nuove ansie e nuove passioni.

E viaggiare è rimasta una cosa che amo, eppure è mutata, con me…

E allora, siccome sono un po’ ingegnere dentro, provo a fare un giochino, una bella “slide” in word, con “pro” e “contro”, in parole e caratteri per capire e capirmi.

Come è cambiato il mio modo di viaggiare, cosa ho guadagnato e cosa ho “perso”?


“PRO”
Partiamo da cosa ho guadagnato… (che poi potrebbe essere, ho imparato…)
– Ho guadagnato la condivisione. 
Non solo perché ora viaggiare significa anche condividere con mio figlio questa mia (nostra) passione. 
La condivisione me l’ha regalata mio figlio, perché viaggiare insieme a lui significa incontrare sorrisi di perfetti sconosciuti, che dedicano una smorfia buffa o un ciao-ciao con la mano al mio nanetto, significa battute scambiate in aeroporto o per strada con persone che non incontrerai mai più ma che in quel momento trovano un modo per creare un legame grazie a quel frugoletto che ti porti dietro. 

E la condivisione è anche la gentilezza di chi ti offre spontaneamente aiuto, per sollevare il passeggino su una scala, aprire una porta o portare una valigia visto che hai già le braccia colme di roba.
Infine la condivisione è anche questo blog, visto che prima i racconti dei miei viaggi erano solo per me e ora sono invece in rete, una parte di me a disposizione di tutti.

– Il sapersi rilassare e il godere del qui e ora. 
Ho imparato insieme a mio figlio a vivere il viaggio senza “ansie da itinerario” e da “devo vedere il più possibile perché poi chissà quando ci ritorno”. 

I tempi, necessariamente lenti, di un bambino piccolo mi hanno insegnato a godermi le piccole cose del viaggio e a vivere le “cose non viste per mancanza di tempo” come una buona ragione per ritornare, tra un po’ quando lui, il nostro patato, sarà più grande.
– Il viaggio come attitudine mentale. 
Grazie al mio bimbo ho re-imparato a vivere il viaggio nella sua dimensione più autentica, perché viaggiare non è solo collezionare luoghi e andare il più lontano possibile. 
Viaggiare è osservare la vita, quello che ci circonda, con occhi nuovi, con curiosità e apertura. 

E allora anche una semplice gita vicino a casa può trasformarsi in un viaggio, e regalare bellissime emozioni.
– Lo stupore degli angoli nascosti. 
Viaggiare da mamma mi ha donato la magia degli angoli nascosti, delle scoperte fortuite quando stavi per andartene perché pensavi di aver visto tutto e invece ti fermi (perché il bimbo deve mangiare o…essere cambiato!) e scopri qualcosa che fino a quel momento non avevi notato, uno scorcio da cartolina, un caffè dove mangiare una meravigliosa fetta di torta o una piccola oasi di pace.

“CONTRO”
Fin qui quello che ho guadagnato, ma cosa ho “perso”? 
O meglio, per essere onesti, cosa mi manca della mia vita “da viaggiatrice” di prima?

– Andare davvero lontano
Mi manca l’andare davvero lontano, macinare miglia per atterrare in un posto mai visto godendo della diversità. 

Non solo perché per ora i voli a lungo raggio sono ancora impossibili con il mio piccolo patato insonne ma anche perché certi paesi non sono molto “salubri” per un bimbo di meno di un anno.
Ma niente di irrecuperabile, i paesi rimangono lì dove sono e il nanetto crescerà presto!

– Il mangiare dove e quando mi pare
Mi manca scegliere il ristorantino sperduto, quello che ti hanno consigliato o che hai letto sulla guida e che giri come una matta per cercarlo fino a quando finalmente lo trovi, e ti ripaga della fatica fatta perché il cibo è fantastico! 

Mi manca fermarmi a mangiare quando ho veramente voglia di farlo o quando un posto mi attira. 
Da quando sono mamma i pranzi e le cene in viaggio (e non) sono dettati dalle sue esigenze, che significa che allo scattare della mezza bisogna trovare un posto dove scaldare la pappa o ad una cert’ora, bisogna (giustamente) riportarlo “a casa”, perché ha bisogno di tranquillità e di fare la nanna nel lettino dopo tutto il giorno in giro … 
Anche se questo significa fare il “tapas tour” alle sei di sera, guardati con sospetto dal ristoratore, mentre tuo figlio allunga le sue manine voraci verso il tuo piatto… E, diciamocela tutta, le sue grida di gioia e approvazione dopo aver assaggiato la tua patata rellena non hanno prezzo e ripagano del resto!

– Viaggiare leggeri. 
Partire con un bimbo piccolo significa portarsi un bagaglio da un mese di vacanza anche per due giorni. 
Perché se prima potevi dire “tanto se lo dimentico lo compro” ora certe cose le devi avere per forza! Perché se ti dimentichi la sua copertina di linus o il suo ciuccio della MAM che vuole solo quello sono dolori. 
E allora fare la valigia richiede una concentrazione da test di matematica!

– E infine…da quando c’è mio figlio ho “guadagnato” un po’ di ansia da aereo e da mezzi di trasporto in genere. 
Perché se prima non ci facevo quasi, ora se l’aereo balla un po’, se mi accorgo che c’è vento o troppo traffico mi viene l’ansia perché lì su quell’aereo o su quella macchina c’è il mio bambino … E devo tenere a bada i pensieri catastrofici!!
Questo post lo regalo a me stessa, in una settimana a tratti difficile, per ricordarmi che la vita è mutamento e imprevisto, e proprio come quando sei in barca, il vento bisogna saperlo prendere, affinché spinga la vela nella direzione giusta.
Ma questo post lo “libero” anche nella rete, perché, come al solito, penso che magari per qualche strano caso del destino (coincidenza?) qualcuno che ne ha bisogno potrebbe proprio capitare qui e leggerlo. 
Come è successo a me tante volte…

E voi? Come è cambiato il vostro modo di viaggiare e di vivere dopo la maternità? 
O come temete che cambi se il vostro piccolo e’ “in arrivo” o per ora solo nei vostri pensieri?
Se avete voglia di raccontarmelo e condividere scrivetemi o lasciatemi un commento qui, ne saro’ felice!
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer