I cani del Gran San Bernardo

Cosa vedere a Martigny: il Museo del cane San Bernardo

Il cane San Bernardo è uno degli animali simbolo della Svizzera e la sua figura è talmente diventata leggendaria che nel Vallese c’è un Museo dedicato a questi cani e alla loro storia. Lo sapevate? Si tratta di una delle cose da vedere a Martigny se state trascorrendo qualche giorno di vacanza nel Vallese, magari quando i bimbi sono troppo stanchi per sciare o anche per visitare la zona dei vigneti che è molto bella. Ma andiamo con ordine e prima di raccontarvi del Vallese torniamo a Barryland e ai suoi dolcissimi animali.

Tutti conosciamo il cane San Bernardo, non fosse altro perché anche la filmografia lo ha esaltato, facendolo entrare nell’immaginario comune come simbolo di gentilezza e forza. Ve la ricordate infatti Nana, la dolcissima cagnolona del film Peter Pan? O il buffissimo Beethoven? Proprio grazie ai film per ragazzi il mito di questo cane ha oltrepassato i confini elvetici, andando diventare l’emblema di un animale forte e gentile, che non si può fare a meno di voler accarezzare, ma la storia del cane San Bernardo è ben più antica dei film Disney.

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Accarezzare i cani San Bernardo a Martigny
[cml_media_alt id='13320']Visitare il Museo Barryland[/cml_media_alt]
Visitare il Museo Barryland

Il nome della razza deriva infatti dal Passo del Gran San Bernardo, che collega Martigny, nel Vallese, ad Aosta in Italia, una via di collegamento che per lungo tempo è stata preziosa per commercianti, pellegrini e soldati che dovevano spostarsi da un paese all’altro. Lì, a quasi 2.500 metri di altitudine, si trovava l’ospizio del Gran San Bernardo, un luogo di sosta ma anche un ricovero in caso di emergenza, dove fin dalla metà del XVII secolo gli antenati degli attuali cani San Bernardo hanno aiutato i canonici nella gestione del Passo e nel recupero dei viaggiatori in difficoltà.

Così questi cani, tanto docili quanto enormi – un maschio adulto è capace di arrivare a pesare anche 100 chilogrammi – per secoli hanno accolto e protetto i pellegrini che si sfidavano i pericoli delle Alpi, spesso salvando loro la vita, fedeli compagni dei monaci che vivevano nell’Ospizio e per cui l’ospitalità era sacra. Ma la fama di questi animali fu portata alla ribalta dai soldati dell’esercito di Napoleone che, attraversando il passo nel 1800, ebbero modo di conoscere la storia di Barry I, il mitico animale che salvò 40 persone da una valanga e il cui corpo è oggi conservato al museo di Storia Naturale di Berna. Da allora il mito del cane San Bernardo uscì dai confini svizzeri per arrivare prima in Europa e poi in tutto il mondo.

Oggi che il tunnel del San Bernardo ha reso facili i collegamenti tra l’Italia e la Svizzera la leggenda di questi animali sopravvive e a loro è stato dedicato un museo che si trova proprio nel Vallese. Barryland – così si chiama il Museo del Cane San Bernardo a Martigny – non è però un semplice museo che racconta l’evoluzione della razza, bensì una fondazione volta alla tutela e alla valorizzazione di questi cani simbolo della Svizzera.

Al Museo del San Bernardo di Martigny infatti si può ripercorrere la storia dell’Ospizio, del Colle e dei suoi leggendari animali ma anche incontrare – e accarezzare – i cani San Bernardo che vivono presso la struttura dove vengono addestrati per le attività promosse dalla Fondazione. La Fondation Barry – nata nel 2005 e senza scopo di lucro – ha infatti come obiettivo di proteggere i leggendari cani San Bernardo, ma, oltre a preservare la razza, è impegnata anche nel promuovere l’utilizzo dei cani in compiti sociali come la pet-terapy, le attività pedagogiche e la riabilitazione. Pare infatti che questi enormi animali non abbiano solo un cuore capace di atti di estremo coraggio come quelli che hanno permesso loro di salvare vite umane, ma siano anche desiderosi del contatto con l’uomo e capaci di regalare un amore incondizionato che porta benefici sulla salute dei loro “pazienti”. Così all’interno della struttura vengono creati dei team, formati dal cane e dal suo conduttore, affinché possano svolgere al meglio il loro lavoro nelle scuole, negli ospedali e nelle case di riposo. In questo modo, anche se oggi questi animali sono ormai considerati troppo pesanti per essere calati dagli elicotteri e usati nelle operazioni di soccorso per le valanghe, la leggenda dei cani San Bernardo continua a vivere e questi fedeli compagni dell’uomo, grazie alla loro indole gentile, continuano ad essere utilizzati per aiutare gli esseri umani in difficoltà, anche se con altre modalità.

[cml_media_alt id='13318']Incontrare i cani San Bernardo al museo di Martigny[/cml_media_alt]
Incontrare i cani San Bernardo al museo di Martigny
[cml_media_alt id='13319']L'ingresso del museo a Martigny[/cml_media_alt]
L’ingresso del museo a Martigny
[cml_media_alt id='13316']I cani del museo Barryland[/cml_media_alt]
I cani del museo Barryland

Informazioni per visitare il Museo del San Bernando di Martigny

Noi abbiamo adorato la loro storia e se anche voi amate i cani qui sotto sotto trovate alcune informazioni per visitare il Museo del Cane San Bernardo a Martigny.

Dove si trova il Museo del cane San Bernardo

La Fondation Berry, dove ha sede Barryland – ovvero il museo del cane San Bernardo – si trova nel Vallese, in Svizzera, precisamente nella cittadina di Martigny. Il museo è allestito all’interno di un antico arsenale che si trova poco lontano dal centro e ci si può arrivare comodamente in treno, scendendo alla stazione di Martigny e poi prendendo il bus numero 201 (Fermata: Fondation Gianadda). In alternativa si può raggiungere Barryland con una passeggiata molto piacevole della durata di circa 15 minuti che, partendo dalla stazione, attraversa il paese e le rovine romane. Il museo del Gran San Bernardo è ben segnalato e si trova proprio accanto all’Anfiteatro Romano e se arrivate in auto c’è un parcheggio gratuito proprio lì davanti.

Cosa si fa al Museo del San Bernardo a Martigny

Il museo Barryland è diviso in tre aree: al piano terra si trova la zona dedicata agli animali, il secondo piano è dedicato alla storia dei cani e del Gran San Bernardo e all’ultimo c’è un’area per famiglie dove i bambini possono giocare, disegnare e divertirsi. Nell’area del canile si trovano i box e anche una zona esterna dove si possono vedere gli animali che vivono alla Fondazione e conoscerli meglio: durante il giorno, ogni ora, sono previsti gli incontri con i cani che possono essere accarezzati anche dai bambini, mentre alle 17,30 si può assistete al pasto. Se poi volete fermarvi per il pranzo il ristorante Le Collier d’Or propone – oltre alle specialità tipiche – anche menù per i bambini e dispone di seggioloni. L’ingresso al museo è gratuito per i bambini fino agli 8 anni ma trovate tutte le informazioni e i prezzi direttamente sul sito ufficiale della Fondazione Barry.

Vi segnaliamo poi che sia in estate che in inverno vengono organizzate attività con i cani: nei mesi invernali i bambini vengono coinvolti con passeggiate nella neve sulla slitta tirata dai cani a Champex-Lac mentre da luglio a settembre i cani si possono incontrare anche al Colle del Gran San Bernardo partecipando a trekking in loro compagnia. Noi non abbiamo potuto partecipare a quelle invernali ma verificando sul sito della Fondazione le date è possibile prenotare.

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Visitare il Museo del Cane San Bernardo a Martigny
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I cani del Museo di Martigny

Cosa fare vicino a Martigny: sciare in Vallese

Noi siamo stati al Museo dei cani San Bernardo in inverno, dopo aver trascorso qualche giorno alla scoperta de’ La Tzoumaz. La Tzoumaz è una delle località sciistiche del Vallese, molto famosa, oltre che per lo sci, perché ospita una delle pista da slitta più lunge della Svizzera (ben 10 chilometri) e molti sentieri praticabili con le racchette da neve. Da Martigny si può arrivare alla Tzoumaz prendendo il treno fino a Riddes e poi l’autobus – sono i bus gialli ben riconoscibili chiamati Car Postal – oppure un taxi che in 15 minuti circa porta in paese.

Il Vallese è una delle regioni della Svizzera che si trova proprio dopo il confine con l’Italia, ben collegata con i treni dalla stazione di Milano, le lingue parlate sono il francese e il tedesco anche se in molti sono capaci di parlare un po’ di italiano: qui si trovano alcune delle località più belle per gli amanti dello sci e con “innevamento sicuro” visto che ben nove comprensori sciistici si trovano oltre i 3.000 metri. In ogni caso di La Tzoumaz e della nostra vacanza in Vallese vi racconteremo presto, intanto se siete curiosi potete trovare tutte le informazioni direttamente sul sito dell’ente turistico per la promozione del territorio che ringraziamo per averci supportati nella nostra esperienza.

Se poi volete saperne di più sul nostro viaggio in Vallese in inverno vi lasciamo i link dei nostri account Facebook, Instagram e YouTube dove trovate molte immagini, video e racconti della nostra esperienza. Seguiteci anche lì, ci fa piacere! 🙂

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer