Cose da sapere per andare in Albania: problemi e pericoli

Che amo l’Albania ormai lo sanno tutti. Che questo paese dei Balcani Occidentali è ricco di bellezze naturali e storiche nonché di meravigliose tradizioni ormai è noto anche ai turisti italiani.

Giusto?

Eppure se state organizzando una vacanza in Albania c’è qualcosa che voglio dirvi. Qualcosa che va oltre l’amore che provo per questo straordinario paese, che ha lottato tanto e ancora combatte. Una terra che accoglie i viaggiatori italiani come se fossero amici di vecchia data e tratta l’ospite come un parente.

Ma c’è qualcosa che dovete sapere per decidere se questo viaggio fa davvero per voi…

Vacanza in Albania: da sapere prima di partire

Sulla “mikpritia” – ovvero la tradizionale ospitalità Albanese – ci sarebbe da scrivere un trattato. Uno di quelli lunghi e belli. Uno di quelli che ti fa capire perché il Paese delle Aquile è un posto che vale il viaggio.

Ma non è di questo che voglio raccontarvi oggi.

Oggi voglio parlarvi di alcuni aspetti dell’Albania che vanno oltre i cataloghi che ormai le agenzie viaggi espongono nelle loro vetrine e le foto patinate su Instagram, che si sa, l’obiettivo della macchina fotografica è un filtro sulla realtà. Cose che ho visto e vedo ogni volta che torniamo ma che spesso ho letto e sentito come accuse da parte di chi, senza conoscere nulla, si arrabbia con il Paese delle Aquile.

Quindi oggi vi racconto un pezzettino di Albania che non è facile da capire. E a volte da accettare. Ve lo racconto perché però, purtroppo, spesso è facile giudicare e io che amo questo paese vorrei che invece fosse visto per quello che è: una terra meravigliosa che guarda al futuro, non senza problemi, ma determinata a superarli.

Un paese che si muove, che prova, che avanza. E a volte sbaglia. Ma non molla. Perché i problemi ci sono sempre stati, ma qui nessuno si lascia scoraggiare, quindi si va avanti lo stesso.

NOTA: la prima volta che Roberto è stato in Albania era il 2012. Se ne è innamorato, ci è tornato l’anno successivo da solo e poi mi ha convinta ad andarci tutti insieme. Era il 2015, l’Albania non era ancora “una meta popolare” tanto che in molti scherzando mi dicevano se ci saremmo andati “col gommone“. Una volta lì gli albanesi ci hanno accolti a braccia aperte, aiutandoci in mille modi. “Ditelo che l’Albania è bella!” ci ripetevano. E io l’ho detto e ripetuto, su questo blog, sui social, ovunque. Perché l’Albania è bella così come la sua gente. A quel viaggio ne sono seguiti altri e infine è nata una guida dell’Albania che non è altro che il nostro grazie a questo paese dal cuore grande con cui ogni volta che torno io mi sento in debito. Se vi va la trovate seguendo il link 🙂

I problemi dell’Albania

Perché di problemi in Albania ce ne sono, eccome. E anche un turista se ne accorge. Ci sono i cani randagi che vagano per le strade cercando qualcosa da mangiare nei cassonetti dell’immondizia. C’è la raccolta non differenziata e i rifiuti dimenticati sulle spiagge o sul ciglio della strada. Ci sono le case non finite che cadono giù come pasta frolla e gli eco mostri in luoghi che dovrebbero essere protetti per la loro bellezza. Ma ci sono soprattutto i paradossi di un paese che vive a due velocità, con città che corrono lontano e carretti che gli arrancano faticosamente dietro.

Perché passeggiando per Durazzo o Tirana è facile sentirsi a casa. Una casa piena di sole e di bellezza, con i bar gremiti di persone e la gente a fare lo struscio la sera.

Ma l’Albania non è solo la sua capitale o le città turistiche della costa.

L’Albania è un entroterra fatto di montagne e villaggi dispersi, dove anche solo arrivare alla città più vicina richiede pazienza. C’è Saranda, certo, perla del Tirreno, con discoteche e ristoranti affollati. Ma c’è anche Kukes, dove la disoccupazione è altissima e i ragazzi trascorrono la giornata al bar sognando di scappare lontano. Lì dove una tazzina di caffè può durare anche quattro ore per ingannare il tempo, in attesa del domani e di un aeroporto che sembra non arrivare mai.

L’Albania è il paese da cui ancora in tantissimi partono, con una laurea nello zaino e la speranza di trovare un lavoro migliore, perché in patria non è facile se non hai le conoscenze giuste. Un paese con il cuore diviso in mille pezzi, emigranti che hanno lasciato il cuore in patria ma sanno che per ora non possono ancora tornare e per questo quel paese se lo tatuano sulla pelle, per averlo sempre vicino.

Certe cose non funzionano nel Paese delle Aquile, no, almeno non come un turista si aspetterebbe da un paese europeo che si trova a poche miglia di distanza dalle coste italiane.

Ma prima di giudicare, prima di accusare e dire “non va” bisogna pensare. Pensare a un paese che corre ma a volte inciampa, pensare che la coscienza ecologica manca sì, ma non solo in Albania, e che l’attenzione verso i bisogni degli animali non può esserci se prima non si riesce ad assicurare la stessa attenzione a tutte le persone.

E soprattutto pensare che siamo viaggiatori, non giudici e per conoscere un paese e apprezzarlo bisogna aprire il cuore e lasciare la toga a casa. Chè i giudici stanno nei tribunali, i viaggiatori invece vanno in giro per il mondo.

Consigli per una vacanza in Albania: pericoli e considerazioni

Se letto tutto questo avrete voglia di partire sarò felice. Felice perché il turismo è una grande ricchezza per gli albanesi, un motore che può fare tanto e portare il Paese delle Aquile a volare davvero lontano come merita. Ma anche felici per voi perché una vacanza in Albania vi rimarrà nel cuore.

Quanto ai pericoli di un viaggio in Albania vi racconto quello più grande: innamorarsi di questo paese e voler tornare di nuovo! 😉

Quindi se state per partire sparsi per il blog troverete tutti i miei consigli (nostri in verità, perché in realtà a Roberto devo il fatto di essermi innamorata dell’Albania!). E qui anche la nostra guida per viaggiatori indipendenti. Perché un paese che ti accoglie come sa fare l’Albania merita di essere raccontato e fatto conoscere.

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