Ecologia e pensieri sparsi in Brianza

In questo fotoviaggiando di oggi “ospito” una persona speciale, anche se ospitare forse non e’ il verbo giusto visto che il blog e’ anche “casa” sua: il Pata-papà, compagno di viaggi e di vita che ha voluto condividere qualche emozione e un po’ di pensieri.
Le sue riflessioni parlano della mia amata Brianza, ma non solo, parlano di futuro e responsabilità, di ecologia e sostenibilità, e, infine, parlano dell’essere papà.
Ieri era una bella giornata di sole, uno di quei giorni in cui nonostante sia ancora inverno puoi pranzare all’aperto e inizi a pensare che la primavera sia finalmente arrivata.
Proprio una bella giornata, almeno apparentemente…tanto che abbiamo deciso di portare il nostro piccolo patato in gita a Montevecchia (un piccolo e placido borgo arroccato su un colle affacciato sulla pianura Padana) per fargli ammirare il panorama e dare a noi la possibilità di scattare qualche foto.
Salendo, la prospettiva è un po’ cambiata, l’aria, che prima sembrava tersa e colorata, è improvvisamente diventata opaca e sbiadita, un po’ come in quelle foto scattate in movimento, dai contorni sfocati.
Il sole da lassù mi ha ricordato tantissimo quello di Pechino in estate, dove l’umidità e le polveri sottili da inquinamento la fanno da padrone e dove l’aria, ahimè, è quasi irrespirabile.
Intendiamoci, che la pianura Padana non fosse un posto esattamente salubre l’aveva già capito il buon Leonardo Da Vinci nel XV secolo quando, da acuto osservatore qual’era, si inventò la tecnica dello sfumato per rappresentare quella nebbiolina fine fine che velava le montagne più lontane.
Però ieri, oltre a quella umida nebbiolina naturale, c’era anche un’inquietante tonalità marroncina… segno che forse c’era dell’altro in quell’aria che inconsapevolmente noi respiriamo.
Non voglio fare l’ecologista tutto d’un pezzo o l’ingenuo che non conosce la situazione che ormai da decenni affligge questa zona ma quello che ho visto ieri, con gli occhi del papà arrivato all’età di mezzo, non mi è piaciuto affatto.
 
Per la prima volta nella mia vita mi sono chiesto se l’inquinamento fosse davvero una inevitabile, seppur spiacevole, conseguenza da sopportare per avere il progresso e lo sviluppo di cui la Lombardia va tanto fiera.
Questa Brianza pragmatica, fatta di gente che lavora e che vuole produrre a tutti i costi, di persone che si dannano l’anima per dare ai figli un futuro migliore, questa Brianza di cui io faccio parte…sta davvero facendo la scelta giusta?
Il tarlo del dubbio ha cominciato a corrodermi… e non sono più sicuro che la mia risposta sia inequivocabilmente sì.
In fondo l’ansia consumistica degli anni 80/90 ormai è alle spalle e la crisi attuale non ha fatto altro che aggravare la situazione.
Per cui produrre per produrre non ha più senso… nemmeno economicamente parlando.
L’Italia, inoltre, ha dimostrato che produrre energia dal sole è possibile.
Infatti, anche se qualcuno forse non lo sa, insieme alla Germania, siamo uno dei paesi più avanzati del mondo da questo punto di vista, tanto che persino i supertecnologici giapponesi ci considerano un modello da imitare in campo energetico.
Siamo talmente bravi che, durante le giornate di sole, l’Italia riesce ad essere autosufficiente dal punto di vista energetico solo grazie alle centinaia di migliaia di pannelli solari che punteggiano i tetti delle nostre case.

Tutto questo mi rende orgoglioso di essere italiano.

L’innovazione, poi, non si ferma qui.
L’acqua minerale sant’Anna ad esempio si è inventata una bottiglia di plastica completamente biodegradabile in soli 80 giorni, segno che forse è possibile immaginare ed aspirare ad un mondo senza rifiuti…o almeno con rifiuti sostenibili!
Ci sono poi iniziative molto più semplici che mi fanno ben sperare e che dimostrano anche che la coscienza collettiva può essere cambiata.
Mi riferisco ad esempio al divieto di vendita dei sacchetti di plastica nei supermercati.
Ricordo che i media dettero risalto alla notizia evidenziando le scomodità ed i dubbi attorno alla reale attuazione di questa legge, quasi che la sua introduzione avrebbe scatenato orde di desperate housewives incazzate che in nome del “sacchetto libero” avrebbero attaccato il parlamento e sovvertito l’ordine costituito.
E invece non è successo nulla, anzi! Diligentemente i miei concittadini si sono abituati ad arrivare al supermercato muniti di sacchetto riutilizzabile. Nessuna protesta e, di fatto, nessuna reale scomodità …anzi…si risparmia pure qualcosina.
Tutto questo per dire che, secondo me, il progresso sostenibile non solo è possibile ma è anche un dovere morale da cittadini e, per chi come me è genitore, un dovere non solo nei nostri confronti ma nei confronti dei nostri figli.
Siamo tutti responsabili e dobbiamo ricordarcelo sempre.
Perciò la prossima volta che dovremo cambiare l’auto, diamo almeno una chance ad un’auto elettrica…almeno andiamo a provarne una. Potremmo avere delle sorprese!
Perché la responsabilità e il cambiamento iniziano dalle piccole cose.
E non sarebbe bello poter portare i nostri figli ad ammirare un bel panorama terso dall’alto delle nostre splendide montagne?

“Da in alt a Müntavegia se ghe minga la scighera al se vet tuta la piana e anca la Madunina del Döm!”
(cit. dalla gente di Brianza)
(trad. “Da Montevecchia nelle giornate limpide di sole si vede tutta la pianura Padana e si ammira anche la Madonnina del Duomo…” )

Questo post partecipa alla mia iniziativa “ Il foto-viaggiando del lunedì“, ovvero un modo per viaggiare ed emozionarsi tra i ricordi.
Se volete condividere un pezzo del vostro cammino e viaggiare un po’ insieme indicatemi il link al vostro post del lunedì oppure scrivetemi una mail e vi ospiterò qui.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer