Ervin, biglietto andata e ritorno

Il post di oggi e’ del Pata-Papa’ e racconta la storia di un uomo speciale…
Tramonto a Durazzo – Albania
Ervin ama definirsi come il più grande tenore della regione di Durres, ma in realtà questa è solo una (e forse nemmeno quella più fondata, ma non diteglielo!) delle qualità di quest’uomo incredibile.
Ervin oggi è un imprenditore che possiede uno dei migliori ristoranti della città, ma è anche l’emblema del riscatto dell’Albania dai tempi del tragico 1997, quando il paese precipitò nell’anarchia e nella violenza causando l’esodo drammatico di oltre ventimila persone che, con ogni mezzo, cercarono di raggiungere le coste italiane.
Ervin nel 1997 era uno di questi.
Lui che era già venuto in Italia nel 1990 per studiare e che cinque anni dopo era ritornato a casa per affiancare il padre, dirigente in un’azienda metalmeccanica, nel suo lavoro, in quel tragico 1997 scappò a bordo di una barca che non sapeva guidare assieme alla moglie e ad altri amici alla volta di un paese che conosceva solo da studente e da quanto aveva visto in televisione.
Come tutti, non aveva soldi né un lavoro né un posto dove vivere eppure, da un giorno all’altro era stato costretto a fuggire armato solo di buona volontà per non morire.
Ervin però ce l’ha fatta e, seduto al nostro tavolo mentre sorseggiamo insieme un calice di vino, ci racconta di come, poco dopo il suo approdo sulle coste italiane, avesse chiesto e ottenuto di poter lavorare come tuttofare in un ristorante, solo in cambio di cibo ed un posto dove dormire.
Non sapeva cucinare, ma era sempre stato affascinato da quel mondo e sapeva che avrebbe potuto imparare. Per ben sette mesi non aveva percepito alcuno stipendio, poi era stato assunto come aiuto cuoco.
Dopo tre anni di lavoro e dedizione era finalmente diventato capocuoco di uno dei migliori ristoranti della citta’, mentre sua moglie trovava lavoro come impiegata in un’azienda del posto.
Nel frattempo erano nati i suoi due figli, italiani a tutti gli effetti, e lui poteva permettersi l’acquisto di una casa nel paese che l’aveva accolto ed in cui aveva fatto la propria fortuna.
Mentre ci racconta questo passaggio, Ervin fa una pausa, sorseggia un po’ di vino come un esperto sommelier, e dice: “io mi sento italiano al 100%!“.
Poi prosegue raccontandoci che a quel punto stava bene e vedeva il suo futuro finalmente in discesa, ma che il destino lo aveva nuovamente messo alla prova.
Dopo la scomparsa di suo padre infatti, suo zio, col quale era molto legato sin da bambino, gli aveva strappato la promessa che avrebbero aperto un ristorante insieme se si fosse presentata l’occasione…
E l’occasione aveva bussato alla sua porta e così, nel 2004, Ervin si era trovato a ripercorrere la strada inversa, pieno di dubbi e di paure, nel tentativo di risollevare le sorti di un ristorante sull’orlo del fallimento.
Mentre ci racconta queste cose siamo nel 2013 ed il suo ristorante rigorosamente italiano è un successo, ma, forse per scaramanzia o forse per prudenza,  la casa in Italia non è stata venduta.
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer