Festa di compleanno in viaggio

Per me il compleanno è una cosa seria e si lega indissolubilmente ai viaggi. Dovete capirmi: sono nata nel mese di agosto, peggio, nella settimana più “calda” di agosto. Quella per intenderci in cui tutti, ma proprio tutti, partono.

Quasi tutti dovrei dire. Io da bambina non partivo mai ad agosto. I miei erano di quelli patiti per il fuori stagione: “poca gente, servizio migliore e costi più bassi” ripetevano. Per me allora quelle erano parole senza senso. Quanto li capisco adesso! Fatto sta che da bimba non capivo ma mi tocca adeguarmi lo stesso e ad agosto mi ritrovavo sempre sola, nell’afosa Brianza a festeggiare il mio compleanno senza festa (e senza amici).

[cml_media_alt id='7351']Festeggiando in Croazia a Pag con birra e cevapcici[/cml_media_alt]
Festeggiando in Croazia a Pag con birra e cevapcici
Poi sono cresciuta. Delle feste non mi è più interessato nulla ma del compleanno, quello sì. Il compleanno per me è sacro e si festeggia rigorosamente in viaggio. Non importa dove e neanche mi importa se per l’occasione la candelina finisce su una tortina del Mulino Bianco o su un piatto di udon. Basta festeggiare lontano da casa e, ovviamente, insieme a chi amo.

[cml_media_alt id='7354']A Hong Kong con un piatto di noodles[/cml_media_alt]
A Hong Kong con un piatto di noodles
Per me festeggiare il mio compleanno significa questo: partire.

Fedele alla mia filosofia, diventando madre, non mi sono molto preoccupata di come festeggiare il compleanno del mio adorato pargolo. O meglio per me era tutto già chiaro: il suo compleanno l’avremmo festeggiato in viaggio, esattamente come il mio. Dopo tutto la nascita di un bimbo non è anche un po’ anche la nascita di una mamma?

[cml_media_alt id='7350']A Roma con la pizza di Bonci[/cml_media_alt]
A Roma con la pizza di Bonci
Come sempre accade però la maternità ti fa capire tante cose. Una di queste è che i tuoi figli non sono te. E infatti il Patato, alla soglia dei quattro anni, mi ha chiaramente mostrato di avere idee ben diverse sul tema del festeggiare il suo compleanno. Galeotto in questo caso fu l’asilo (ok, ok, la Scuola dell’Infanzia) con le festicciole di compleanno dei suoi compagni. E così, dopo aver partecipato a una di queste, ecco arrivare dalla vocina del piccolo di casa una richiesta ben precisa: “Anche io voglio fare una festa di compleanno così!”.

[cml_media_alt id='7353']La Sacher delle Langhe per il mio compleanno[/cml_media_alt]
La Sacher delle Langhe per il mio compleanno
Se fossimo stati i protagonisti di un fumetto in quel momento avrei chiaramente visto una scritta tipo KABUM sopra la mia testa. O una roba simile. Festa di compleanno. Avevo sentito bene? Io, io che di feste di compleanno ne ho fatta una sola (e sotto la pioggia) dovrei organizzarne una? Ok, so bene com’è una festa dei bambini, ci ho pure lavorato come animatrice ma… E poi non c’è solo il mio trauma infantile a rendere complicato il tema “festa”. Si dà il caso che io, come sempre, per quest’anno abbia già organizzato il compleanno del Patato in viaggio. Quindi che si fa?

[cml_media_alt id='7352']In Albania ad Himare[/cml_media_alt]
In Albania ad Himare
Di annullare non se ne parla (tanto più che tra vari malanni un paio di partenze sono già saltate in questo inizio primavera). Di organizzare la festa prima (o dopo) non mi va. Così sono scesa a un compromesso: la festa si farà via. Almeno un po’. Complice l’hotel, che è stato “allertato” dell’arrivo del piccolo festeggiato, noi ci armeremo di trombette, palloncini colorati e bolle di sapone e festeggeremo il compleanno del piccoletto in viaggio con una “mini festa a sorpresa”. Ovviamente ci saranno la torta, i regali e anche la canzoncina. Per ora di più non riesco a fare. Capitemi. I traumi infantili sono una cosa seria. C’è gente che va in psicoterapia per anni per risolverli. Io parto (e per certi versi è un po’ la stessa cosa). E il prossimo anno… vedremo!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

5 comments

  1. Anche io sono nata nella settimana più calda dell’estate, la vigilia di ferragosto quando anche volendolo festeggiare, non ci sarebbe stato nessuno! E così i miei genitori, da cui ho ereditato il gene del viaggio mi hanno fatto festeggiare ogni anno il compleanno in giro per il mondo. Il patto era però che si dovessero spegnere le candeline, su qualsiasi forma di dolce anche dell’ultimo minuto, purchè le spegnessi…e così è stato! E così ho foto di compleanni itineranti.
    Con mio figlio, che invece è nato a marzo, abbiamo trovato un compromesso: siccome è il periodo in cui andiamo di solito in settimana bianca, si festeggia anche noi fuori e al rientro (ma non tutti gli anni), festicciola con gli amichetti!
    Direi che siamo sulla stessa lunghezza d’onda… 😉

    1. Direi proprio di sì! Inizio anche a pensare che essere nati proprio nel periodo “delle vacanze” predisponga ad ereditare il gene del viaggio! Che ne pensi? 🙂

  2. Fai bene a fare la festa in viaggio (e ci mancherebbe che tu debba rinviare!), però io ti suggerirei anche di fare una piccola festicciola, giusto una merenda con gli amichetti del cuore, a casa al rientro. Questo perchè se penso alla mia infanzia, un pò le feste che gli altri facevano sempre e io raramente, mi sono mancate e credo sia bello dare al tuo piccolo questa possibilità…se no sarà per l’anno dopo..tanto di compleanni davanti ce ne sono molti!!!

    1. Capisco cosa intendi, boh, vediamo! Anche perché qui le mamme sono iper organizzate e a questo punto temo sia già un po’ tardi. Vediamo un pochino nei prossimi giorni, poi ti dico!

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