Viaggio in Albania - Apollonia

Fier, cosa vedere in Albania: Monastero di Ardenica, Apollonia e Bylis

Fier non è certo una delle città più belle dell’Albania. I motivi per visitarla però sono i tre siti che si trovano nelle sue vicinanze e che rendono questa città interessante come tappa durante un itinerario nel Paese delle Aquile: Apollonia, Bylis e il Monastero di Ardenica.

Visitare l’antico sito archeologico di Apollonia, quello di Bylis e il Monastero di Ardenica vi farà infatti fare un tuffo nel passato dell’Albania e comprenderne meglio la storia. Per muovervi in macchina è comoda la mappa dell’Albania (altrimenti dovete acquistare una tessera albanese e usare il navigatore) e ovviamente non dimenticate una guida dell’Albania. Mentre se invece siete a Tirana e non avete l’auto ci sono tour guidati per Apollonia e Ardenica di un giorno.

  1. Cosa vedere a Fier
  2. Il Parco Archeologico di Apollonia
  3. Il Monastero di Ardenica
  4. Il Parco Archeologico di Bylis

Cosa vedere a Fier

Fier si trova a circa 100 chilometri da Tirana ed è un importante centro economico dell’Albania, ben collegato con la capitale nonché snodo centrale per il collegamento tra le diverse aree del paese. Visto quindi che molto probabilmente passerete da Fier diverse volte durante un viaggio in Albania vale la pena conoscere un pochino meglio la città.

Fier è in realtà una città molto giovane: fondata nel XVIII secolo come piccolo villaggio di contadini si è sviluppata nel XIX secolo grazie alla costruzione di un ponte di pietra sul fiume. Durante il Regime Comunista, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la città ha poi subito una forte spinta connessa al drenaggio del fiume Gjanica, divenendo una delle più importanti del paese, sede di centrali termiche e industrie di fertilizzanti anche grazie ai giacimenti di petrolio e gas nelle vicinanze, già noti fin dal I secolo d.C.

Nei dintorni di Fier si trovano tre siti archeologici molto importanti: Apollonia, Bylis e il Monastero di Ardenica, situato 15 chilometri a nord. Per questo motivo Fier può essere una buona base per esplorarli ma se vi fermate qualche giorno in zona non dimenticate che le coste del Mar Adriatico distano solo meno di 20 chilometri dalla città.

Se avete un po’ di tempo da dedicare alla città valgono la visita il Museo Storico della città e la Cattedrale di Fier. All’interno del museo sono conservati i reperti archeologici ritrovati nel territorio grazie agli scavi effettuati dal ‘900 a oggi, una sorta di intesi della lunga storia di Fier: partendo dalla vita dei contadini, passando per le attività dei patrioti, le guerre per l’indipendenza e infine alla libertà.

La Cattedrale di Fier, la “Kisha e Shën Maria dhe Shën Luigji“, è invece un simbolo della rinascita dell’Albania dopo il crollo del Regime Comunista ed è dedicata a Santa Maria e San Luigi.

Viaggio in Albania, il sito archelogico di Apollonia
Viaggio in Albania, il sito archelogico di Apollonia

Il Parco Archeologico di Apollonia

Non lontano da Valona, nei pressi della città di Fier, si trova uno dei siti archeologici più importanti dell’Albania: Il Parco Archeologico di Apollonia. Andarci significa fare un tuffo nella storia albanese ma anche scoprire quanto questo paese ha da offrire ai viaggiatori, al di là delle meravigliose spiagge dell’Albania.

Storia di Apollonia

Ad Apollonia si incontrano due popoli che hanno fatto la storia del Mediterraneo, i Greci e i Romani e la città è una delle più grandi colonie greche in Albania che venne definita da Cicerone nelle Filippiche come “magna urbis et gravis“. Fondata nel 588 a.C. Apollonia divenne un protettorato romano e poi, nel IV secolo un centro episcopale ma venne poi abbandonata scomparendo nell’oblio. Il sito venne riscoperto solo nel 1924 grazie a Leon Rey che ritrovò la città perduta.

Cosa vedere nel Parco Archeologico di Apollonia

Oggi gli scavi non sono ancora terminati e questo Parco Archeologico dell’Albania nasconde ancora tanti misteri: da non perdere durante la visita di Apollonia è l’Agorà, il Monastero bizantino di Shen Meri e il Museo Archeologico. Se decidete di andare a Apollonia in macchina dovrete inserire nel navigatore le indicazioni per il centro abitato di Pojan: da lì si arriva a Apollonia in pochissimi minuti.

Maggiori informazioni sulla visita a Apollonia le trovate leggendo l’articolo dedicato. Per ulteriori informazioni seguendo i link vi segnaliamo tre guide turistiche: una guida dell’Albania con diversi itinerari e mappe, una guida utile soprattutto per Tirana e dintorni oppure la guida di Polaris soprattutto per le notizie culturali.

Il Monastero di Ardenica
Il Monastero di Ardenica

Il Monastero di Ardenica vicino a Fier

Il Monastero di Ardenica dista circa 15 chilometri da Fier ed è uno dei luoghi più visitati della zona. Situato tra le colline, a un’altezza di circa 200 metri sul livello del mare, nei pressi del villaggio di Kolonjë, questo luogo sacro trasmette una sensazione di quiete, circondato da cipressi, pini e da una vegetazione rigogliosa.

Storia del Monastero di Ardenica

Il monastero è stato costruito nel XII secolo dall’imperatore bizantino, Andronico II Paleologo dopo la vittoria contro gli Angioini nell’Assedio di Berat nel luogo dove una volta c’era la cappella di San Triadhe. La cappella era stata eletta secoli prima su antico tempio pagano dedicato alla dea Artemide e nei pressi dell’edificio sono state scoperte rovine di un’antica strada romana che collegava alla Via Egnatia.

Costretto alla chiusura e all’abbandono durante il Regime Comunista che aveva proclamato l’Albania uno Stato ateo oggi è meta di molti turisti che lo visitano per vedere i suoi affreschi e il panorama che si gode dalla cima. Ma è anche una meta molto famosa tra gli albanesi perché qui, nella Cappella della Trinità, fu celebrato nel 1451 il matrimonio tra l’eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg e Andronika Arianiti.

Cosa vedere nel Monastero di Ardenica

l monastero si trova sulla sommità di un colle ed ha una caratteristica forma a punta di freccia, difeso da alte mura. Nel corso dei secoli stato seminario per la formazione dei pope ortodossi, luogo di istruzione e sede di una grande grande biblioteca e pinacoteca del rinascimento settecentesco. All’interno vi troverete la Chiesa Maria Theotòkos (Madre di Dio), la cappella di San Triadhe (la Cappella della Trinità) ma anche edifici di servizio con il mulino per l’olio e le stalle per gli animali. Oltre ad essere un’attrazione turistica il Monastero di Ardenica è infatti un luogo di culto dove vivono ancora alcuni monaci.

Le pareti sono tutte rivestite di affreschi realizzati nel 1744 dai fratelli Kostandin e Athanas Zografi che descrivono le scene dell’antico e del nuovo Testamento. Spiccano le scene della “Dormizione di Maria”, de’ “L’Arcangelo Michele in lotta col drago” e “Il matrimonio di Scanderbeg” ma vi sono custodite anche antiche mappe astronomiche. Proprio nel monastero, l’abate Nektarios Terpos da Moscopole (ovvero proveniente da Moscopoli, vicino a Korça) nel 1731 dipinse un affresco con una preghiera scritta in quattro lingue: latino, greco, romano e albanese, in primo testo in lingua albanese in una chiesa greco-ortodossa.

Dalla cima della collina del monastero si gode di una meravigliosa vista sul territorio di Myzeqe fino alla laguna di Karavasta e al mare Adriatico, con i pini secolari della città di Divjakë mentre ai piedi del monastero si trovano le rovine dell’antica città abitata fin dall’antichità.

Per un approfondimento sulla storia di Skanderbeg, eroe del popolo albanese e “re senza corona” vi consiglio di leggere questo libro dedicato a lui e all’identità nazionale albanese.

Le rovine del parco archeologico di Bylis
Le rovine del parco archeologico di Bylis

Il Parco Archeologico di Bylis

ll Parco Archeologico di Bylis si trova sulle colline di Mallakastra a ridosso della valle del fiume Vjosa nel luogo dove sorgeva l’antica città di Bylis, a circa 40 chilometri dalla città di Fier e nei pressi di Hekal, su un’area di circa trenta ettari, circondata da un massiccio muro.

Storia di Bylis

La città di Bylis è stata una delle più grandi città dell’Illiria, fondata nella metà del IV sec a.C. e nella scelta della sua posizione fu determinante la possibilità di osservare tutta la vallata e le strade che collegavano Apollonia e la costa dell’Illira con l’Epiro e la Macedonia. La città subì alterne vicende: sconfitta nel 314 a.C, assieme ad Apollonia e Durazzo, dal re macedone Cassandro e poi ripresa di nuovo dai Illiri due anni dopo, la città fu dominata anche da Re Pirro e da suo figlio Alessandro. Ripresa nuovamente dagli Illiri, dopo lo sbarco delle truppe romane nel 229 a.C la città divenne prima occupata e poi, nel 198 a.C., alleata di Roma e colonia.

Sotto la protezione dell’Impero Romano Bylis conobbe un lungo periodo di pace e prosperità e anche Cesare, intorno al 48 a.C, si fermò in città, utilizzandola come base di rifornimento per le truppe romane. Nel 184 però l’antica Bylis venne distrutta dai Goti durante le invasioni barbariche.

Le rovine della città di Bylis furono scoperte all’inizio dell’ottocento da H. Holland, viaggiatore e scrittore inglese, il quale ne diede notizia di queste rovine nel suo libro sull’Albania, Grecia e Macedonia pubblicato nel 1815. Durante il XIX sec, periodo in cui in Europa erano di moda i gran tour classici, Bylis fu visitata e descritto da molti intellettuali e diplomatici che la inserirono nei loro itinerari prima della Grecia classica.

Cosa vedere nel Parco Archeologico di Bylis

I primi scavi a Bylis vennero organizzati nel 1917 dall’archeologo austriaco C. Praschnizer che portò alla luce parte della cintura muraria, il teatro ed il grande portico. Alla fine degli anni ‘80 ha avuto inizio una campagna di scavi condotta dal Centro degli Scavi Archeologici dell’Academia delle Scienze Albanesi proseguiti poi da una equipe di archeologi albanesi e francesi.

Oggi i visitatori possono ammirare i resti dell’imponente teatro antico, dello stadio, delle stoà, delle grandi basiliche palocristiane e di altri edifici pubblici e privati. Si tratta di unaa scoperta dell’antica civiltà illirica. Il Parco Archeologico di Bylis è facilmente raggiungibile in auto dalla vicina Fier e può essere visitato nell’arco di alcune ore. Seguendo alcuni sentieri al fianco della collina, gli appassionati di archeologia possono raggiungere anche punti di interesse fuori dalle mura, come l’iscrizione rupestre dedicata al generale dell’esercito imperiale romano, che contribuì alla ricostruzione di una strada cittadina.

I consigli su cosa vedere a Fier e dintorni sono finiti, per un approfondimento prima di un viaggio in Albania vi consiglio questo libro sulla storia albanese. Se vi è piaciuto questo articolo condividetelo seguiteci su Facebook, Instagram e Youtube dove pubblichiamo spunti utili per chi vuole fare un viaggio in Albania.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer