San Juan Chamula, la chiesa che non si può fotografare in Chiapas Messico

Questo è un racconto un po’ particolare perché parla di un angolo di Messico attravero un’immagine che non c’è. Eppure la fotografia che manca riguarda uno dei posti da vedere in Messico: la Chiesa di San Juan Chamula, in Chiapas.

La Chiesa di san Juan Chamula esternamente è semplice: bianca e con le decorazioni verdi. Niente di speciale insomma, una dei tanti edifici religiosi del Messico. Ma ciò che la differenzia dalle altre chiese del Chiapas è il suo interno e quello non ho potuto fotografarlo. Anche se mi sarebbe molto piaciuto.

Sembra strano vero? In un’era come la nostra in cui siamo abituati ad immortalare tutto grazie ai nostri smartphone e alle macchine fotografiche abbiamo una fotografia per ogni ricordo.  Eppure c’è un paesino popolato da indios nel cuore del Chiapas dove non è possibile scattare fotografie.

Vedere la chiesa di San Juan Chamula vicino a San Cristobal

Il fatto è che a San Juan Chamula è ancora viva una religiosità antica e profonda che i turisti anelano a fotografare ma gli indios sono disposti a difendere a ogni costo.

In questo piccolissimo centro si svolge un animato e colorato mercato, lì, al centro della piazza esiste una Chiesa che è il fulcro di questa comunità. E all’interno della chiesa, tra aghi di pino e fumo di candele, gli antichi riti degli indios vengono ancora celebrati facendoti fare un tuffo nel passato.

Quando arrivammo a San Juan Chamula, a bordo di un minivan stipato di persone del posto con le loro mercanzie, la chiesa del paese ci accolse con la sua facciata bianca che sembrava brillare. I colori delle bancarelle e delle mercanzie esposte in vendita ci avevano dato il solito benvenuto caloroso che avevamo imparato ad amare, ma subito le tonalità delle nostre percezioni avevamo iniziato a cambiare mentre ci avvicinavamo alla chiesa.

Lì infatti cartelli bene in vista informavano che era assolutamente vietato scattare fotografie e la nostra Lonely Planet aggiungeva che il divieto non era da prendere sotto gamba visto che un turista era stato aggredito per aver disobbedito. Appena finito di leggere la parte in cui veniva spiegato come l’antica credenza secondo cui la fotografia ruberebbe l’anima della persona ritratta era presa molto sul serio a San Juan Chamula, avevo visto un amico che viaggiava con me mettere nello zaino la macchina fotografica: l’ammonimento era stato recepito…

Come raggiungere San Juan Chamula in Chiapas

Non ci sono voli diretti per il Chiapas, bisogna arrivare a Città del Messico e poi fare scalo. Nel mio caso il Chiapas è stata una tappa di un viaggio on the road in Messico coi mezzi pubblici, da Città del Messico a Playa del Carmen e una volta arrivati a San Cristobal siamo rimasti in città alcuni giorni per poi proseguire verso Palenque.

In ogni caso la città più vicina per raggiungere San Juan Chamula è San Cristobal de las Casas. Da lì noi abbiamo preso un “autobus” (dei minivan senza alcun tipo di scritta) che ci ha portato nel paese. Non è difficile però capire come andare a San Juan Chamula: gli indios sono poveri ma gentili con i turisti. Se siete in dubbio chiedete e verrete aiutati prontamente ma aspettatevi tempi lenti e “messicani”. In alternativa – se il vostro spagnolo non è così buono, non vi sentite sicuri o avete poco tempo – esistono anche tour per vedere i villaggi indigeni del Chiapas da San Cristobal a San Juan Chamula e Zinàcatan.

Visitare San Juan Chamula: vale la pena andarci?

Se me lo chiedete anche oggi, a distanza di tempo dal mio viaggio, continuo a pensare che San Juan Chamula sia una delle cose da vedere in Messico. Quindi se state pianificando il vostro viaggio in Chiapas inserite anche questo paesino nell’itinerario: no, non potrete fare fotografie nella Chiesa di San Juan Chamula ma vi porterete a casa un ricordo che rimarrà con voi per sempre.

Una volta lì però cercate di essere rispettosi della cultura degli indios: i riti praticati derivano dall’antica cultura maya e la Chiesa di San Juan Chamula viene aperta ai turisti che accorrono a frotte proprio per vedere quella ritualità così lontana dalla realtà. Probabilmente però se il Chiapas non fosse la terra povera che è questo non verrebbe fatto. Quindi noi, come turisti e come viaggiatori, abbiamo l’obbligo di non far pesare la nostra presenza.

[cml_media_alt id='2738']Uno dei volti di Città del Messico - viaggio in Messico[/cml_media_alt]
Uno dei volti di Città del Messico – viaggio in Messico

L’interno della Chiesa di san Juan Chamula: coca cola, indios e riti

Dentro la Chiesa di San Juan Chamula ci aveva accolti un’atmosfera incredibile: sul pavimento aghi di pino e mozziconi di candele. Intere famiglie erano raccolte il piccoli gruppi di fronte ad una statua in venerazione, intorno a loro bottiglie di bibite gassate e galline, vive o morte. I polli starnazzavano mentre la litania delle persone in preghiera creava un brusio di sottofondo che, unito alla poca luce e al caldo umido che permeva l’aria immobile, rendeva quello spazio irreale.

Non ci sono panche da cui assistere ad una celebrazione nella Chiesa di San Juan Chamula, non ci sono preti: gli riti maya vengono officiati all’interno di questi piccoli gruppi di indios, alla presenza di tutta la famiglia, bambini compresi. I polli vengono sgozzati davanti alle statue e le bottiglie di coca-cola lasciate per i defunti. Noi ci eravamo aggirati stupefatti e ammutoliti di fronte a quella religiosità così diversa da quella abitualmente conosciuta mentre i volti dei santi abbigliati come bambole sembravano guardarci con occhi indagatori, quasi a chiederci perché rimanevamo a curiosare lì intorno.

L’aria si era fatta densa e i suoni parevano galleggiarvi all’interno come in una dimensione onirica appiccicosa, di quelle che sai che stai sognando ma non riesci a svegliarti. Una sensazione di disagio mi aveva invasa: non era giusto rimanere lì, in quello spazio si stavano compiendo riti molto importanti per quelle persone e molto private. Io, straniera e turista, non potevo capire né partecipare così, in punta di piedi, mi ero allontanata.

La luce e la frenesia della piazza di San Juan Chamula mi aveva riportata alla realtà, quasi risvegliandomi, il sole del Chiapas che bruciava la pelle mi aveva fatta tornare al “qui e ora”: ero di nuovo in Messico, quello rassicurante e solare che avevo imparato a conoscere in quei giorni di viaggio.

Ci eravamo infine allontanati dalla chiesa, perdendoci tra le bancarelle del mercato, comprando frutta e piccole borse fatte a mano, estraendo nuovamente dagli zaini le nostre macchine fotografiche per immortalare attimi di vita “normale”. Un portone alle nostre spalle testimoniava però che l’altro volto di questo paese esisteva ancora ed era profondamente radicato nel cuore della gente del Chiapas, nonostante i turisti.

Altre informazioni per un viaggio in Messico

Nel blog troverete qualche altro racconto dedicato a questo incredibile paese: vi segnalo quello dedicato a Palenque (altra tappa da non perdere in un itinerario in Messico), quello dedicato ai Murales di Diego Rivera a Città del Messico e questo diario del viaggio in Messico. Non partite però senza una buona guida di viaggio del Messico (ne trovate alcune seguendo il link, la Lonely Planet del Messico è abbastanza buona anche se ovviamente non focalizzata solo sul Chiapas). Poi se avete bisogno di altre informazioni scrivetemi qui o sulla pagina Facebook, sarò felice di rispondervi.

Messico e nuvole, la faccia triste dell’America,
un uomo suona la sua armonica, che voglia di piangere ho …
(cit. P. Conte)

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

2 comments

  1. Bello pensare che anche di fronte al turismo che avanza ed alla “globalizzazione” di usi e costumi, qualche tradizione sopravviva.

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