Genova - cosa vedere in Liguria

Genova, il pesto e il caffè sospeso dopo il Crollo del Ponte Morandi

Basilico, aglio, parmigiano, pinoli, olio, pecorino e sale. Cosa ci sarà mai di tanto speciale in un mix di ingredienti che potrebbero stare nella dispensa di qualsiasi massaia italiana e che, a guardarli singolarmente, fanno pure un po’ a pugni tra loro?

Ecco, oggi parto da qui per parlarvi di Genova. Perchè cosa ci sarà mai di speciale nella Pasta al Pesto? Per quale motivo questo piatto è capace di strappare sorrisi, avere fan in tutto il mondo e – udite udite – riesce pure nell’incredibile impresa di far mangiare anche ai bambini più reticenti “qualcosa di verde”?

Ma soprattutto cosa ci azzecca parlare del capoluogo della Liguria partendo da questo piatto della tradizione popolare che è divenuta ormai un’icona dell’Italian Food?

Genova con un bambino - la Cattedrale
Genova – la Cattedrale

Il Pesto Genovese e la città di Genova

Inizio a parlarvi di Genova partendo da questa salsa perché la città è esattamente come il suo pesto: non lo sai perché, però alla fine ti conquista.

E badate bene: per me con lei non è stato amore a prima vista. Anzi, quando l’ho incontrata la prima volta non è scattata subito la scintilla. Forse perché Genova è come una vera donna: devi essere pronto a comprenderla per farla tua, altrimenti rimarrà solo l’ennesima avventura da sostituire in fretta e poi rimpiangere, magari da vecchio guardando una fotografia.

La seconda volta però è stato effetto big bang, di quelli di pancia e di testa, di quelli che quando ti allontani fa un po’ male e ti auguri di poter tornare presto.

La mia seconda volta a Genova è arrivata senza fretta, dopo anni di canzoni che mi avevano fatto entrare sottopelle la città senza che me ne rendessi conto. Il capoluogo della Liguria mi aveva corteggiata a distanza e io non me ne ero accorta, persa tra quelle note ascoltate in macchina con i finestrini giù e l’autoradio a palla, quando alzi il volume al massimo per sentire altro fuori da te, per sentirti viva.

La Genova che ho incontrato di nuovo – e da “grande” – è stata quella di De Andrè, dei Caruggi stretti e del profumo di focaccia che ti solletica il naso alle dieci del mattino. Una città vibrante senza essere vistosa, piena di bellezza ma troppo pudica per mostrarsi in minigonna.

O forse semplicemente consapevole che, chi lo merita, scoprirà lo stesso la sua bellezza.

Perché Genova, tra tutte le città che ho visto nella vita, è donna, ma donna vera. E questo lo capisci fin dal primo momento in cui ci arrivi: coi suoi motorini e quel traffico pazzo che non ti aspetti, le serrande e la luce che solo le città di mare riescono ad avere. Genova è femmina nelle pieghe dei suoi panni stesi al sole, nel mare che brilla lontano e nella fatica che fai per salire fino in cima, là dove la puoi vedere davvero. Donna vera però, non ragazza, perchè non ha bisogno di orpelli per farsi notare, le basta sapere di esserci. Consapevole di meritarlo e senza far rumore per conquistare qualcosa che, lei lo sa, le spetta di diritto.

Genova è caos e energia, proprio come le città che amo e in cui non mi stanco di camminare. Ci sono tutte dentro: Napoli, Marsiglia, Tunisi, Palermo, Nizza… Un turbinio di profumi, colori, contrasti e anima. Perché l’anima a Genova non manca: te la senti sulla pelle mentre passeggi tra le vie del centro ed è un’essenza densa e piena di promesse che ti conquista.

E allora Genova è proprio come il pesto: che se te lo dicono prima non ci credi ma quando lo assaggi rimani di stucco. E quel piatto di pasta lo divori fino all’ultima briciola, seduto di fronte al mare ma senza rimpiangere di aver declinato il pesce appena pescato, che sarebbe stato sì fresco davvero ma non sarebbe stato quello. E allora è vero, sei al mare e stai mangiando un “piatto di terra”, ma non importa, anzi, è proprio ciò che ti serviva.

Genova con un bambino - Nervi
Genova – Nervi

Genova dopo il crollo del Ponte Morandi

L’ultima volta che sono stata a Genova è stato lo scorso giugno e quello che è accaduto alla città poco più di un mese dopo lo sappiamo tutti. Ma esattamente come una donna Genova è andata avanti, perché le donne fanno così: si rompono in mille pezzi, piangono fino a non avere più lacrime ma poi raccolgono i cocci, si sistemano i capelli davanti allo specchio e si rimettono in marcia, pronte per nuove sfide.

Oggi vi parlo di Genova perché tra le tante iniziative a favore della città ce n’è una che mi fa piacere segnalarvi: il PastaPestoDay.

Dal 19 al 25 novembre, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, moltissimi ristoranti in Italia e non solo prepareranno il Pesto Genovese. E per ogni piatto di pasta cucinato in quei giorni verranno donati due euro a chi nel crollo di quel ponte ha perso la casa.

Un gesto semplice ma soprattutto un gesto di vicinanza, non di carità, perché una donna ferita ha bisogno sì di comprensione e aiuto, ma con delicatezza. Un gesto che mi ha ricordato il caffè sospeso di Napoli. Avete presente? Ecco, se amate Genova e il pesto alla genovese scorrete la lista pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione e regalatevi un piatto di pasta.

Per Genova.

Io mi sono soffermata su quella lista e mi sono venuti gli occhi lucidi. Ad avermi commossa è stato vedere i nomi di ristoranti italiani sparsi in ogni capo del globo che vogliono essere vicini alla città. Leggendoli ho pensato alle storie di quei ristoratori, a chi magari il pesto lo preparava da bambino, insieme alla nonna, e ora lo mette in tavola per clienti che l’Italia l’hanno solo sognata davanti a un mappamondo. Eppure dal 19 al 25 novembre saranno lì, per un piccolo gesto speciale, color verde ramarro e con un gusto speciale, di aglio e pinoli, che, anche se non te lo aspetteresti, si abbinano proprio bene insieme.

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Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer