Giornata della Memoria: Luoghi della Memoria con bambini e Shoah

Come sempre quando si avvicina il Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto la rete si riempie di articoli dedicati alla Shoah e al suo ricordo. Tra i tanti ci sono anche quelli dedicati alla fattibilità di andare nei Luoghi della Memoria con i bambini.

Proprio leggendo uno di questi – che sosteneva come non fosse il caso di portare i bambini nei Luoghi della Memoria – ho deciso di scrivere la mia opinione, partendo dalla mia esperienza e dai miei viaggi.

Vi devo fare una premessa però: durante i miei viaggi prima di diventare madre tutte le volte che mi sono trovata in uno dei “Luoghi della Memoria” ho sempre pensato che fossero troppo pochi i bambini e i ragazzi che li visitavano.

Una volta diventata mamma mi sono resa conto che, forse, quell’assenza era connessa a una domanda che attanaglia molti genitori: è il caso di portare i bambini nei luoghi della memoria?

É il caso di portare i bambini nei Luoghi della Memoria?

Sono una di quelle (non voletemene…) che sostiene che le gite scolastiche, soprattutto quelle delle scuole superiori, dovrebbero essere organizzate proprio in nei luoghi della memoria, per aiutare i ragazzi a crescere e a capire il passato.

Ma penso che anche i bambini delle elementari o perfino più piccoli possano essere portati nei luoghi della memoria, magari inserendo una tappa “ad hoc” durante una vacanza in famiglia.

Ovviamente riconosco che bisogna sempre considerare la sensibilità del singolo individuo che si ha davanti e la sua capacità di cogliere e comprendere. Non condivido però l’opinione di coloro che – a prescindere – temono di spaventarli o di non trovare le parole giuste per spiegare ai bambini la Shoah e le atrocità accadute nel passato.

Forse perché  io credo molto nell’importanza della memoria e del ricordo.

Per me è importante soprattutto aiutare i nostri bimbi a crescere nel ricordo, senza farsene soffocare ma elaborandolo in un’ottica positiva di “futuro”. Inoltre il mio timore è anche che non coinvolgendo i nostri figli nel passato, lasciando la trasmissione di memoria e conoscenza solo alla scuola e alla sensibilità degli insegnanti (e al loro tempo, alle risorse e ai programmi non sempre facili da seguire), il ricordo di certi avvenimenti si perda.

Però come si fa a spiegare la Shoah ai bambini? E quali sono le parole giuste per parlare della Giornata della Memoria di più piccoli?

Luoghi della memoria: Hiroshima
Luoghi della memoria da vedere con i bambini foto Hiroshima

Come spiegare la Giornata della Memoria ai bambini?

É difficile spiegare la Giornata della Memoria ai bambini. Perché come si possono trovare le parole per qualcosa che – forse – nemmeno noi comprendiamo fino in fondo?

Ebbene, quando ero bambina ricordo mia nonna raccontare dei soldati tedeschi trovati sul balcone di casa e come lei e sua sorella, ancora ragazzine, fossero scappate impaurite. La ricordo spiegarmi di un uomo impiccato perché aveva provato (osato?) ribellarsi, e del mio bisnonno, antifascista, che odiava il ritratto del Duce ma era costretto ad appenderlo nell’osteria che gestiva. La nonna mi narrava di come le donne del paese fossero state obbligate a cedere “per la patria” le proprie fedi nuziali e di come la mia bisnonna l’avesse nascosta, perché si rifiutava di dare al Duce l’anello che simboleggiava l’amore tra lei e il marito per aiutare la guerra.

Ricordo mio nonno raccontare di un treno pieno di giovani soldati italiani diretti verso la Germania, e di come lui e altri ragazzi ne fossero scappati, protetti dalla gente del posto che, come poteva li aveva aiutati a tornare a casa, salvandogli probabilmente la vita. Non ho dimenticato i racconti della prigionia in Africa, quando il nonno mangiava anche le bucce di patate pur di sfamarsi, e delle bombe che cadevano su Milano, da cui il bisnonno aveva traslocato per proteggere le sue figlie.

I racconti dei miei nonni parlavano di divise da Balilla e notizie alla radio, della difficoltà di mettere insieme un pranzo o una cena e delle lettere dei soldati che non sarebbero più tornati. Questa è stata la mia Memoria, che si è costruita giorno dopo giorno, racconto dopo racconto, senza colori o fedi politiche ma solo nel ricordo di quello che è stato, sedimentandosi e trovando posto in me tra le storie di famiglia.

Non mi hanno mai fatto paura i racconti dei nonni, mi parevano un po’ delle storie in cui, invece che principi e principesse comparivano soldati e fucili. Solo più tardi, con la scuola, ho iniziato a capire che c’era dell’altro dietro, un significato profondo che in me è diventato “memoria”.

Forse, do ragione a chi lo sostiene, un tempo spiegare la Giornata della Memoria era più facile perché i nostri nonni l’avevano vissuta sulla loro pelle! Eppure non è vero che, venendo a mancare i testimoni si debba smettere di tramandare il ricordo. Anzi!

E quindi?

Quindi a mio parere due cose ci vengono in aiuto: i libri e le visite ai Luoghi della Memoria insieme ai bambini.

Luoghi della memoria con i bambini: Praga
Luoghi della memoria con i bambini foto Praga

I libri per spiegare ai bambini l’Olocausto e la Guerra

Come tanti durante gli anni delle elementari ho letto il Diario di Anna Frank, una ragazzina come me che raccontava la guerra, la discriminazione e le tragedie di quegli anni come se lo facesse a un’amica, a me. Non sono mai stata intimorita dai suoi racconti, semmai mi hanno stimolata a pensare e a domandare, e quando, ormai adulta, sono stata a visitare la sua casa a Amsterdam ho pianto di commozione.

Ma oltre a quel libro – adatto di certo a un pubblico più “grande” (diciamo dai 10/11 anni in poi) – si affiancano ormai tanti testi fruibili invece anche dai bambini più piccoli, per spiegare loro la Shoah e la Guerra. I titoli sono davvero tanti e prima o poi farò un post ad hoc ma per ora posso citarvi “La Stella di Andra e Tati” che è davvero un testo molto bello o “La bambina del treno” adatto anche ai più piccini.

E poi si può fisicamente andare insieme ai bambini nei Luoghi della Memori per spiegare loro che cosa è stato l’Olocausto.

LIBRI SULL’OLOCAUSTO PER BAMBINI: se volete saperne di più ho dedicato un articolo ad alcuni libri sulla Shoah per bambini. Si tratta di testi adatti a età diverse che possono essere utili sia per preparare la visita ai Luoghi della Memoria insieme ai bambini che per spiegare loro la Giornata della Memoria. Seguite il link per leggerlo.

Andare nei Luoghi della Memoria insieme ai bambini

Molti pensano che non si dovrebbero portare i bambini nei Luoghi della Memoria perché sono piccoli e non possono capire, perché è difficile spiegare il male e la cattiveria umana ai bimbi che per loro natura sono innocenti e puri.

Io non sono d’accordo.

La mia personale opinione è che i bambini abbiano le risorse necessarie per capire ed elaborare le informazioni in un modo che noi spesso non riusciamo a immaginare. Loro conoscono col cuore.

L’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che col cuore” diceva la Volpe al Piccolo Principe. E i bambini col cuore sanno capire tragedie immense e farle proprie senza rimanerne sconvolti, ma portando con sé la memoria.

Per questo sono convinta che portare i bambini nei Luoghi della Memoria sia giusto.

Giusto per continuare a non dimenticare ma anche per farli crescere consapevoli che al mondo ci sono il bene e il male, che non si possono negare le cose brutte ma che bisogna stare allerta così che non capitino mai più. Perché noi tutti siamo responsabili del mondo in cui viviamo e della storia dell’umanità e il “mai più” è affidato a noi e alla nostra memoria.

Poi non è necessario per forza fare un “tour” dei campi di concentramento per far conoscere i luoghi della memoria ai nostri figli. Capiamoci: io ci sono stata – da adulta – ed è stata un’esperienza emotivamente molto forte anche se doverosa. Come detto penso che ciascuno debba valutare se sia il caso di portare i bambini nei campi di concentramento anche in base alle caratteristiche dei propri figli, così da decidere quando sia meglio portarli.

Luoghi della memoria: Israele
Luoghi della memoria con i bambini foto Israele

I Luoghi della Memoria in Europa e nel mondo

In alcune delle città più belle d’Europa oltre a ponti, chiese, musei e monumenti ci sono “luoghi della memoria” dove è possibile fermarsi un attimo e insegnare ai bambini a pensare. Con la propria testa.

Budapest, Varsavia, Amsterdam (con la Casa di Anna Frank), Norimberga, Berlino, Monaco, Praga … Sono solo alcune delle mete “della memoria” in Europa dove si possono portare i bambini. Luoghi dove è possibile provare a spiegare l’Olocausto ai bambini senza necessariamente andare in un campo di concentramento. Per ciascuno di essi troverete qualche informazione seguendo il link, così da organizzare un piccolo itinerario se volete.

Poi ovviamente ci sono i luoghi della Memoria nel mondo, per chi ha tempo e modo di volare lontano e fermarsi (anche) a riflettere con i bambini.

I primi che mi vengono in mente – e che ho visitato – sono sicuramente Hiroshima, con il Museo della Pace, e Gerusalemme con lo Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto. Ma anche New York, nuova memoria più vicina ai nostri anni, forse ancora più dura da spiegare, quando ti trovi lì davanti e pensi a quel giorno quando incredula guardavi alla televisione immagini che parevano uscite da un film (e se volete saperne di più sulla visita al Memoriale dell’11 settembre con un bambino continuare a leggere seguendo il link!).

I Luoghi della Memoria per bambini sono però anche in Italia!

Luoghi della memoria: Hiroshima
Luoghi della memoria insieme ai bambini foto Hiroshima

I luoghi della Memoria in Italia da vedere con i bambini

Tra i Luoghi della Memoria in Italia ci sono le Fosse Ardeatine di Roma, i luoghi del massacro di Marzabotto e il Binario 21 a Milano (di cui ancora ricordo il racconto di Liliana Segre, ascoltato ai tempi della scuola…).

Non è una lista esaustiva ovviamente. Questi sono solo i miei personali luoghi della memoria, indicati sull’onda dei ricordi  e delle emozioni che mi hanno suscitato quando li ho visitati, e li lascio qui in questo post, perché  una delle cose belle del web è che niente si perde e quindi potrò tornare a rileggermeli tra qualche anno.

Li scrivo però su un blog, terreno di incontro e di confronto, per condividerli con quei genitori che, magari leggendo questo e altri post, vorranno decidere di inserire una “tappa della memoria” a misura di bambino durante una vacanza, così da continuare a ricordare…

L’ultima nota, tra poco sarà la Giorno della Memoria, questo post è un po’ anche il mio personale impegno per non dimenticare e ringraziare le persone che hanno voluto condividere con me la loro memoria.

Luoghi della memoria con i bambini - Casa del Terrore Budapest
Luoghi della memoria con i bambini – Casa del Terrore Budapest

Questo – personalissimo, ci tengo a dirlo! – post sui luoghi della Memoria da visitare con i bambini, magari proprio per spiegare loro il significato della Giornata della Memoria termina qui. Ma se vi è piaciuto questo articolo condividetelo perché… sharing is caring ! 😉 Se avete dubbi o domande contattateci su Facebook, Instagram o YouTube saremo felici di rispondervi.

14 commenti su “Giornata della Memoria: Luoghi della Memoria con bambini e Shoah”

  1. Questo post è stupendo.
    Hai riaperto un mondo di ricordi e di emozioni in me, grazie.
    Noi siamo l’ultima generazione che ha potuto sentire direttamente dalle voci di chi li ha vissuti, i racconti dell’orrore di quegli anni.
    E’ nostro dovere mantenere vivo il ricordo nei nostri figli, perché niente di quanto è successo possa ripetersi.

  2. Bellissimo questo contributo e perfetto per il Viaggio nella Memoria che stiamo organizzando. Grazie per averlo condiviso con noi.
    Leggendoti mi sono venuti in mente tutti i racconti dei nonni, un patrimonio incredibile che sono contenta di aver potuto ascoltare. Secondo me i racconti aiutano molto e riaffiorano da grandi, quando siamo in grado di leggerli in un’altra chiave. E ogni bimbo ha i mezzi per farli propri senza troppo dolore
    Però ai bimbi piccoli penso che sia meglio evitare di far vedere certe foto e filmati di Auschwitz o di tragedie più recenti, perchè sono troppo crudi e non hanno i mezzi per metabolizzarli. Figurati che a mio figlio, 6 anni e mezzo, non ho ancora mai mostrato nemmeno un TG proprio per questo. Siamo andati invece in musei della tortura e simili, ma lì ci siamo noi a poter spiegare e rispondere a modo a tutte le domande.
    felice di averti scoperta 🙂
    Monica

    • Ciao, ti ringrazio per essere passata di qui e per aver apprezzato!
      Penso che ogni genitore sappia capire il modo giusto per coinvolgere i propri figli su tematiche cosi’ complesse.
      Apprezzo molto chi come te sceglie di non “ignorare” ma si sforza di trovare le modalita’ giuste per insegnare ai propri figli l’importanza di ricordare.
      A presto!:)
      Fra

  3. Confermo quanto scritto dalle mie “2 colleghe d’iniziativa” Credo anche io che abbiano un modo tutto loro di interpretare bene e male e se poi arrivano dai racconti di famiglia è ancora più bello.
    Questo post è meraviglioso!
    Grazie del tuo contributo e mi associo al felice scoperta!

    • Sono felice che ti sia piaciuto quello che ho scritto.
      Condivido sul fatto che i bambini sanno arrivare al cuore delle cose in modi che noi adulti non ci immaginiamo.
      L’ho sperimentato spesso in anni di volontariato in pediatria, quando molto spesso mi sono trovata ad essere io “l’adulta” ad imparare da bambini che si trovavano a doversi confrontare con malattie e notizie che sinceramente non avrei mai saputo spiegare.
      E invece loro riuscivano a farlo, senza terrore e magari col sorriso.
      Un caro saluto e a presto!E complimenti a tutte per la bellissima iniziativa!
      Fra

  4. bellissimo, mi è piaciuto molto e sono d’accordo. tra poco andremo ad amsterdam e avevo il dubbio se portarli o meno alla casa di anna frank. a dire il vero per il 10enne trovo che sia il momento opportuno, mi preoccupa un po’ il piccolo (6 anni). forse lo lascio a casa e ci vado solo con il grande. ciao!!!!

    • Eh un po’ ho scritto prima. La casa di Anna in se’ non fa paura, e’ commovente per chi conosce la storia, il libro, perche’ ti fa vivere la realta’ che lei stava vivendo mentre scriveva. Io penso davvero che i bambini sappiano “fltrare” le informazioni, ma come ho detto anche sopra, ogni genitore conoscendo il proprio figlio e’ in grado di selezionare le modalita’ giuste per coinvolgere.
      Buona serata!
      Fra

  5. Grazie a voi per essere passati di qui e per le vostre parole.
    Sono andata a curiosare sul vostro sito, mi sembra facciate davvero un lavoro bellissimo per aiutare i bimbi ad avvicinarsi all’arte e anche a temi “difficili”.
    Sono ancora piu’ felice e onorata che abbiate apprezzato il mio post.
    Spero anche io di conoscervi presto, magari quando faro’ “incontrare” Roma al mio bimbo!
    Un caro saluto

  6. Grazie franci molto bello. Ps il binario 21 lo aprono 3 gg all’anno proprio in occasione della giornata della memoria. L’anno prossimo ci devi andare assolutamente.

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