Il cammino di Santiago con un bimbo

Il cammino di Santiago de Compostela, diario, testimonianza e pensieri

Eccomi qui a condividere con voi le emozioni di un viaggio speciale, un percorso fuori e dentro di me che mi ha permesso di mettermi alla prova e conoscermi un pochino meglio: Il Cammino di Santiago de Compostela fatto qualche anno fa.

Ed eccolo qui il mio cammino, passo dopo passo.

Cammino di Santiago, diario di un’esperienza

Il Cammino di Santiago è camminare un passo dopo l’altro, lentamente, le scarpe come compagne e lo zaino sulle spalle, che pesa un pochino di più ogni giorno che passa.

Camminare e far scorrere i pensieri, liberi, ora lontani e ora vicini, come aquiloni che ti volano dentro e inseguono giocosi i tuoi passi.

Camminare e abbandonare ogni giorno di piu le preoccupazioni, le tensioni, i ricordi per concentrarti sul momento, sui tuoi passi in cammino.

Camminare e incontrare volti e storie, con discorsi fatti la sera davanti a un piatto, che ti ritrovi così tanto nei cammini degli altri da sentirteli tuoi e sai che state camminando insieme e vicini, s’eppure ognuno col proprio passo e con le  proprie motivazioni.

Camminare e ritrovarsi un pochino, in quel cielo, in quel sentiero, in quel cammino, conoscersi e capirsi, nella lentezza dei passi e dei giorni, tutti uguali eppure tutti diversi.

Camminare e sentirsi dire “buon cammino dai passanti, dai negozianti, da chi vive lì e incroci per un attimo, e sapere che vuol dire in verità “buona vita, buona fortuna, che il tuo futuro sia colmo di gioia” e nessuno te lo dice perchè sul Cammino di Santiago basta questo: “buon cammino“.

Camminare e percorrere gli ultimi chilometri vedendo la città dall’alto, e sentire ogni singolo passo più pesante per la voglia di arrivare e allo stesso tempo provare un po’ di malinconia perché il viaggio sta per finire.

Camminare e infine arrivare a Santiago e ritrovare lì tutti quelli che hai incontrato durante il viaggio. Felice come se incontrassi degli amici per caso ad una festa e sperare che per tutti sarà davvero un “buon cammino” anche lontano da lì, da Santiago, anche sui sentieri della vita vera, dove le scarpe comode e lo zaino leggero servono davvero, per affrontare con gioia ogni giorno.

Cammino di Santiago, pensieri e riflessioni dopo l’esperienza

Ecco questo è stato Santiago per me, questo il mio cammino. Ne è valsa la pena? Sì, assolutamente sì. Andare a Santiago è un’emozione unica, passo dopo passo, che puoi capire solo se la vivi. Prima ancora di arrivare a Santiago ho desiderato tornare, lì, in ostello ho incontrato due genitori che avevano percorso il Cammino di Santiago con i bambini. Io che di figli non ne avevo ho iniziato a sognare, un giorno, di tornare insieme a mio figlio.

Il mio sogno si è realizzato nel 2018 quanto ho percorso il Cammino di Santiago con un bambino per mano, mio figlio. Se siete passati da qui per caso ci tenevo a condividere con voi i miei pensieri sul percorso che porta a Santiago de Compostela, più che un viaggio un’esperienza di vita. Buon cammino a tutti voi.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

10 comments

  1. Non ho mai fatto questa esperienza particolare, ma comprendo quello che racconti, perchè ddi trekking ne ho fatti molti…esperienze bellissime!

  2. Quello portoghese??????? E io che pensavo di entrare e leggere un semplice post su Santiago de Compostela!!!!! Cara pellegrina io ho fatto quello classico e appena i nani crescono stiamo pensando di fare quello del Norte…che esperienza, a parole non si può proprio descrivere! Però ti ascolterei volentieri parlare di quello portoghese, che mica è facile trovare qualcuno che l’abbia percorso!

    1. Il mio rimpianto e’ che per “limitare” il peso dello zaino non ho portato macchina fotografica ne’ diario x scrivere!ho scattato solo qualche immagine col cell (al tempo niente smartphone) e non ho mai scritto… un peccato…
      Ma anche a me piacerebbe rifarlo col patato e il marito!magari ci incontriamo in cammino!;)

  3. Cara Francy io non amo camminare a lungo, mi limito a passeggiare per l’argine dietro casa..ma ammiro chi come te riesce a farlo e anche con fede e voglia di riuscire.
    Baci
    Francesca

    1. a volte basta passeggiare anche dietro casa per riuscire a estraniarsi e ritornare in contatto con se stessi!il vantaggio di Santiago sono i giorni, passano e con i chilometri percorsi ti sembra che i tuoi pensieri si facciano piu’ chiari…almeno un po’!:)

  4. Mi piacerebbe molto fare questo cammino, ma mio marito non se la sente per ora. Io ho bisogno di ritrovare me stessa, lui non si è mai perso. So che non è necessario arrivare fin lì, ma staccarsi dalla routine è essenziale per mettere ordine.

    1. Io l’ho fatto senza mio marito, ma era piu’ semplice prima senza bimbo!:)
      Hai ragione, staccare dalla routine e’ fondamentale, ma ci sono magari altre possibilita’, altri “cammini” o trekking che potrebbero magari piacere anche a lui…per fare questa esperienza insieme!che dici?

  5. deve essere un’esperienza bellissima! il problema però sono i giorni di ferie :(( magari in un futuro.. complimenti per il sito, ciao andrea

    1. Le ferie (e il denaro) sono sempre il tasto dolente per chi ama viaggiare!
      Il sogno è sempre riuscire a fare del viaggio un lavoro… Chissà… Sognare non costa nulla e non c’è bisogno di ferie per farlo!;)
      Grazie e ricambio i complimenti xè il tuo sito lo conoscevo già!:)

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