Problemi dell’Albania: luci e ombre del viaggio

Durante il nostro primo itinerario di viaggio in Albania fatto con nostro figlio mi hanno detto che io “vedo tutto bello“. In realtà a dirmelo è stata una adorabile ragazza, che – per dovere di cronaca – ha anche aggiunto che “chi vede tutto bello è bello dentro“.

Però questa frase mi ha fatto riflettere, soprattutto quando, tornati a casa, in tanti mi hanno chiesto informazioni, incuriositi dai miei racconti, ma hanno anche voluto saperne di più sui problemi dell’Albania, sulla sicurezza del paese e sui rischi di partire per una vacanza fai da te.

Ma allora com’è l’Albania davvero?

Più o meno l’esordio era sempre questo. A pesare era quel davvero aggiunto a tradimento alla fine della frase. Quasi a sottintendere che dietro alle fotografie e ai racconti entusiasti dedicati al nostro viaggio ci fosse stato in verità qualcosa in più. Qualcosa che non si può dire – nè tantomeno scrivere – ma rischia di rovinare una vacanza.

Quindi com’è davvero il Paese delle Aquile? Quali sono i pericoli di un viaggio in Albania e quali i suoi problemi?

Ho deciso di scrivere questo post proprio per parlare dei problemi dell’Albania. L’ho fatto dopo il nostro primo viaggio in famiglia in questo paese. Una partenza che è però venuta dopo due viaggi individuali fatti da Roberto e che ci ha fatti innamorare del Paese delle Aquile tanto da tornarci poi più volte.

Quindi è sicuro andare in Albania? Quali sono le cose da sapere prima di partire?

ATTENZIONE: Questo non è un post pratico di consigli per organizzare una vacanza in Albania. Altri ne ho scritti proprio per questo e se vi va li trovate seguendo il link. Se però siete capitati qui per organizzare il viaggio vi consiglio di iniziare da due cose: una buona guida di viaggio sull’Albania e qualche ottimo libro da mettere in valigia (magari quelli di Kadarè).

Viaggio in Albania: esperienza e opinioni a caldo

Devo fare una premessa: in effetti io sono un’entusiasta dei viaggi. Lo sono proprio.

Adoro viaggiare, mi riempie di energia e per questo lo faccio. Ho anche avuto la fortuna di viaggiare tanto nel corso degli anni, visitando paesi che in molti non considerano certo “belli” ma che io ho amato. Un esempio su tutti? L’India, dove tornerei al volo, nonostante tutto.

Quindi sì, sono un’entusiasta dei viaggi ma non è tutto è sempre bello quando si viaggia. Ah no!

E allora? Beh, come ogni viaggio anche la mia esperienza in Albania ha luci e ombre, proprio come tutti i viaggi.

Però questo paese mi è entrato nel cuore. Me ne sono innamorata al primo sguardo e non sono la sola. A Roberto ad esempio sono bastati due viaggi e alcune storie degli albanesi incontrati là per decidere che dovevamo tornarci tutti insieme. Cosa che abbiamo fatto dopo circa un anno dal suo ultimo soggiorno nel Paese delle Aquile.

In un mese di viaggio questa terra mi ha conquistata, pur facendomi vedere lati diversi di sé, anche quelli che avrei preferito non vedere. Ma nessun paese è perfetto, proprio come nessun viaggio lo è, e non ci sono – o almeno io non le ho mai trovate – nazioni in cui tutto è meraviglioso.

Per il tipo di viaggiatrice che sono io tutto sta a fare un bilancio e poi decidere. E il mio personale balance del nostro viaggio in Albania sicuramente più che positivo.

Racconto di una vacanza in Albania: la gente

Dell’Albania innanzitutto mi ha conquistata la gente. Noi italiani credo ci portiamo dentro un clichè dell’albanese tipo.

Ho ragione?

Ecco, nel Paese delle Aquile mi sono resa conto, una volta di più, che gli stereotipi sono la peggior cosa che ci può capitare come viaggiatori (e non solo). Perché proprio come gli italiani non sono tutti “pizza e mandolino” anche gli albanesi sono ben diversi da come Striscia la Notizia li dipingeva negli Anni Novanta.

Gli albanesi che ho conosciuto io sono persone decise e appassionate, desiderose di guardare avanti senza però dimenticare le difficoltà del loro passato. Sono cordiali e gentili, capaci farsi in quattro se tu, turista sprovveduto, capiti nel loro paese col buio e senza l’indirizzo della casa che hai prenotato.

In Albania si sente spesso parlare italiano tanto che nei negozi ti capitano cose buffe. Tipo che il tizio in fila accanto a te ti fa la traduzione automatica di quanto devi pagare perché ha capito al volo che tu non hai la minima idea di cosa ti abbiano detto. E poi ti capita di chiedere informazioni ad un passante che alla domanda: “Parli italiano?” ti risponde che lui è italiano, nato a Valona. E poi ti racconta che oggi lavora a Maranello, e quando tu, dubbiosa, chiedi maggiori informazioni, salta fuori che sì, proprio in Ferrari, dove ha realizzato il sogno di una vita.

Poi ci sono gli altri. Quelli che il loro sogno non l’hanno realizzato, quelli che sono tornati a casa, perché “in Italia è andata male” ma ti dicono che pur amando la loro terra amano anche il Belpaese allo stesso modo.

E allora a me queste persone sono entrate nel cuore, perché ne ho ascoltato le storie, davanti a una tazza di caffè o all’ombra di un pergolato. Racconti di distacchi dolorosi, di figli lontani e di nipoti conosciuti solo per telefono, di giovani in gamba che per farsi una vita sono partiti, lasciandosi indietro la propria.

E ho visto un volto dell’Albania che non conoscevo.

Vacanza in Albania: cosa vedere e cosa fare

Poi c’è il resto da vedere in Albania.

Ci sono una natura che stupisce e una storia antica, fatta di guerrieri che hanno costruito castelli per respingere nemici che poi a loro volta hanno edificato città meravigliose. C’è un mare che è quello delle cartoline e boschi che sembrano fatti apposta per ospitare leggende, strade a picco sul mare, montagne brulle e brughiere verdi dove risalta il colore di una terra rossa che pare sangue.

Ci sono leggende nascoste nei castelli, come il Castello di Rozafa, a Scutari. E gole che celano meraviglie misteriose, come il Blue Eye vicino a Saranda.

C’è la cucina albanese che è ricca di sapori e la frutta “che sa di frutta” ma non perché è quella della pubblicità. Ci sono bar eleganti dove si beve il caffè buono come a casa e ristoranti dove si mangiano specialità italiane cucinate alla perfezione.

Tutto questo mi ha fatta innamorare dell’Albania, mi ha fatto venire voglia di scoprirla ancora e meglio.

Poi c’è anche il resto, ovvio.

Problemi e sicurezza dell’Albania

Il resto è quello che vedi in un viaggio come il nostro, macinando chilometri in automobile, sbagliando strada e uscendo dalle “rotte” abituali. O quelle che noti affacciandoti dal balcone della tua casa, oppure ancora quello che emerge chiacchierando con le persone.

Tra i problemi dell’Albania ci sono le case non finite che ti chiedi se saranno terminate mai e i detriti lasciati lì, in attesa che qualcuno li porti via. Ci sono i cani randagi che hanno la tristezza negli occhi e persone che vivono tra i rifiuti che non sai spiegarti cosa ci facciano lì e perché. C’è il fumo nei locali, i rifiuti nelle spiagge e le borse di plastica, la raccolta non differenziata e quello che io chiamo “abusivismo edilizio”, che permette di costruire fino al mare in luoghi che dovrebbero essere santuari preservati da tutto, tanta è la loro bellezza.

Durante il viaggio vedrete calessi che dovrete sorpassare suonando il clacson e sarete bloccati da greggi di capre. Incontrerete mucche che brucano sul ciglio della strada e buche che vi sembreranno infinite nelle vie secondarie. Percorrerete strade tortuose dove però ci sono guidatori che sfrecciano come fulmini, una curva dopo l’altra.

Quindi no, non è pericolosa l’Albania, anzi. Ma preparatevi perché queste sono cose che vi accompagneranno durante tutta la vostra vacanza, a volte facendovi arrabbiare, altre lasciandovi senza parole.

Quindi quali sono i problemi dell’Albania?

Questi che vi ho descritto sopra sono alcuni dei problemi dell’Albania. O forse sono solo segno di un paese che sta crescendo velocemente e che a volte nella fretta di farlo si dimentica dei pezzi.

Qualcuno con cui ho parlato ha infatti definito tutto questo arretratezza. Io vi confesso che in certi momenti ho ricordato i boschi della Brianza, dove spesso vengono scaricati lavatrici e televisori. Ma anche le estati della mia infanzia, quando mio padre si spingeva a sud, lasciando indietro le spiagge pettinate della Riviera, e io mi stupivo dei rifiuti abbandonati sulla sabbia. Mi sono ricordata di quando, di ritorno da una serata con gli amici, dovevo farmi una doccia perché i miei capelli erano impregnati dell’odore acre del fumo e delle polemiche scatenate nel nostro paese a seguito dell’abolizione dei sacchetti di plastica.

Io non credo di vedere tutto bello quando racconto la nostra esperienza e consiglio di andare in Albania. Penso al contrario che quando si parte si debbano lasciare a casa i pregiudizi e semplicemente aprire il cuore al posto dove, per poco, si è ospiti.

Solo così si può dare a quel paese una chance per conquistarci.

Io ho provato a farlo, pur tra le mie personali luci e ombre, e l’Albania è riuscita a conquistarsi uno spazio nel mio cuore. Voi se vi va provateci e poi … ditemi come è andata! 🙂

POST SCRIPTUM: Al primo viaggio in famiglia ne sono seguiti tanti altri e il Paese delle Aquile non mi ha mai delusa. Quindi se avete letto fino alla fine e vi ho convinti a organizzare il viaggio oltre a consigliarvi si acquistare la guida di viaggio sull’Albania vi segnalo che trovate tanti spunti nel blog. Se poi avete bisogno di una dritta in più scriveteci su Facebook, Instagram e YouTube vi rispondiamo volentieri!

7 commenti su “Problemi dell’Albania: luci e ombre del viaggio”

  1. Complimenti per il racconto,sono Albanese di nascita ma vivo in Italia e sono quasi 12 anni che non vado nel mio paese.Mi è sembrato di essere in viaggio con lei.Grazie di questi piccoli emozioni che mi hai fatto rivivere.

  2. Ecco, devo dire che a me l’Alpmarito, che però ci è stato solo tre giorni per lavoro, e una coppia di zii con figlie piccole al seguito, che ci sono andati in camper e ospiti di una famiglia benestante per 20 giorni, hanno raccontato solo le ombre, a parte la bellezza del mare.
    E’ stato bello leggere nei tuoi post le luci e, soprattutto, la tua premessa sullo spirito con cui hai affrontato il viaggio e la consapevolezza che c’è del bello e del brutto in ogni luogo. A volte più uno e meno l’altro o viceversa, ma paesi perfetti non ne ho ancora trovati neppure io ed è raro che un blog di viaggi ne parli.
    Quanto alle persone, io penso che i preconcetti siano giusti e in certa misura siano una forma di protezione personale utile, perchè nascono sempre da esperienze concrete. Solo che ci si dimentica in fretta che ogni popolo è fatto da milioni di individui che non sono tutti uguali e che spesso è l’occasione che fa l’uomo ladro o, al contrario, lo rende più o meno onesto.
    E soprattutto, che essere intelligenti significa anche cambiare opinione dopo aver conosciuto una persona e dargli la possibilità di farsi conoscere davvero.
    Cosa ne pensi?
    p.s. Belle foto!!!

    • Come dici tu è facile “cadere” nei luoghi comuni ma di fatto nn esiste uno stampino per le persone. E poi pensiamo a noi italiani, alla “fama” che abbiamo nel mondo, siamo davvero così?
      No, o forse, anche.
      Come dici tu c’è una logica di protezione nei luoghi comuni ma anche intelligenza nella capacità di cambiare.
      Io non pretendo di conoscere, ho visto solo una parte dell’Albania. Però quello che ho visto mi è piaciuto. Poi si potrebbe fare ancora tanto, ma è una terra che sta crescendo velocemente, spero riesca a farlo nel migliore dei modi.
      Un abbraccio cara!

Lascia un commento