Imparare a viaggiare leggendo: il primo viaggio

Quando ero piccola ero una lettrice accanita.
Non che ora non lo sia più, ma allora avevo tutto il tempo disponibile per leggere e così, soprattutto nei pigri giorni d’agosto, mi isolavo dal mondo rimanendo sul divano per giorni finché non avevo terminato il libro di turno.
Tutto era nato con “La storia infinita“, guarda caso il libro di un viaggio, che mi aveva fatto scoprire quanto fosse bello volare tra le pagine di un racconto e vivere straordinarie avventure in posti sconosciuti.

Da quel momento i libri per me erano diventati una sorta di malattia, e arrivavo a leggere di nascosto dai miei genitori in piena notte, pur di sapere come andava a finire il libro che in quel momento catturava i miei pensieri e la mia immaginazione.
Crescendo la “malattia dei libri” si era affiancata alla “malattia dei viaggi”, e anzi, le due cose avevano trovato un felice connubio perché tra le mie manie c’è quella, prima di ogni viaggio, di cercare i libri che parlano del paese o della città scelti come destinazione e leggerli per iniziare a conoscere la mia meta…dal divano di casa mia!

È così che i libri dei miei viaggi, non importa se diari di viaggio, classici della letteratura o sconosciuti romanzi, hanno iniziato ad accumularsi ed arredare la libreria di casa, insieme alle guide (Lonely Planet ovviamente)!
Se mi guardo indietro però penso che la mia passione per i viaggi sia nata proprio lì, tra le pagine di quei primi libri letti durante l’infanzia.
E non sto scherzando! Lo dimostra il fatto che un posto che non ho mai visitato e che però è una mia “fissa” dove spero di poter andare presto è la Camargue, che ancora ricordo da un libro letto da ragazzina. È grazie alle pagine di quel romanzo che ho iniziato a desiderare di vedere i cavalli bianchi di quella terra correre tra stagni e lagune e le lunghe distese di sabbia vuote lambite dalle onde…
Ma la Camargue è solo l’inizio… Se ripercorro la mia storia di viaggiatrice in chiave “libresca” rivedo Londra nascere tra le avventure del Principe e il Povero e poi farsi passione per il pop con dei ragazzini musicisti. Vedo comparire l’India curiosando nel giardino segreto, per poi trovarmi, tra le stesse pagine, catapultata nel verde dell’Inghilterra.
Attraverso la vita dei “figli” di Mao, pur non capendo nulla del comunismo, sogno una Cina così lontana e diversa dalla mia realtà di bambina e riconosco il mio “mal d’africa” nascere vicino a Tarzan.
Tra i miei libri dell’infanzia riesco a vedere l’America degli indiani e la giro in lungo e in largo insieme allo zio Tom e alla piccola Lady Jane, imparo ad amare le montagne seguendo le disavventure di Heidi e mi immagino i profumi d’oriente insieme alle favole di Sharazade.
Pagina dopo pagina combatto contro i mulini a vento in Spagna e ammiro Parigi dalle guglie di Notre Dame, piango per Zanna Bianca e ascolto la musica degli strani “musicanti” di Brema

La lista potrebbe continuare all’infinito… Imparare ad amare i viaggi per me è stato un tutt’uno con l’imparare ad amare i libri perché mentre si legge ci si fa trasportare dal narratore in un viaggio in mondi lontani.
Quindi posso dire che il mio primo viaggio è iniziato proprio così.
E adesso quando sogno ad occhi aperti mi immagino il mio Patato già grande e noi due insieme pianificare i nostri viaggi e vedo il mio piccolo ometto leggere, prima di ogni partenza, un libro che gli racconterà qualcosa della nostra meta.
Me lo immagino con i suoi occhi grandi e curiosi attendere la sera per ascoltare la nuova avventura di un bambino come lui che vive però lontano, in un paese che saremo andati insieme a cercare sul mappamondo.
È solo un sogno certo e forse corro troppo con la fantasia ma non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura insieme a lui, non appena… smetterà di cercare di mangiarsi i libri quando provo a leggerglieli!;)
Per chi avesse dei figli a cui voler leggere qualche libro “di viaggio” o per chi fosse semplicemente curioso sotto indico i titoli e gli autori dei miei personalissimi “libri di viaggio da bimba” o forse dovrei dire…del mio viaggio tra i libri!
Sono elencati seguendo il filo della memoria, raggruppati per “paese di viaggio” (spero di ricordarmeli bene!) senza badare all’età consigliata per la lettura (perché non mi ricordo quando li ho letti!) e senza recensioni (perché non ho le competenze per farle!).
Tanti ne mancano ma questo è un pezzo del mio personalissimo bagaglio.
Visto però ci sono cosi tanti paesi da visitare e tantissimi libri che non ho mai letto “da bambina”…avete dei suggerimenti per me e il mio piccolo patato viaggiatore?
Francia
Là dove soffia il Mistral – G. Righini Ricci
Il Gobbo di Notre-Dame – V. Hugo
Cina
I figli di Mao – G. Padoan
Inghilterra
Quintetto Beat – T. Ranieri
Il principe e il Povero – M. Twain
Il giardino segreto F.H. Burnett
Stati Uniti
La piccola Lady Jane – Jamison
Pelle Rossa – A. Jurgen

La capanna dello Zio Tom – H.B. Stowe

Svizzera
Heidi J.Spryri

Canada
Zanna Bianca – J. London

Africa
Tarzan – E. Rice Burroughs

Fantasia (Il primo “paese” visitato!)
La storia infinita – M. Ende

Paesi Arabi
Le mille e una notte

Spagna
Don Chisciotte della Mancia – M. de Cervantes

Germania
I musicanti di Brema – Fratelli Grimm
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

6 comments

  1. Mi sono gustata questo post tutto d’un fiato..sono certa che crescerai un patato amante di viaggi e libri, proprio come te!
    Non è un libro per bambini ma ti suggerisco comunque:
    “In un paese bruciato dal sole” di Bryson Bill,
    sull’Australia, letto prima di un viaggio programmato ma poi non affrontato ma in cui sogno di andare presto e poi,
    “Il bosco delle volpi” di Arto Paasilinna,sulla finlandia, anche questo non per bimbi ma bellissimo.
    Per bambini (piccoli e grandi), invece, come mai dal tuo elenco manca: “Il giro del mondo in 80 giorni”?, Non te lo sarai mica perso?
    e ancora: “Senza famiglia” di Hector Malot, quello originale, ossia la storia di Remì, trovatello in Francia. Bellissimo anche se triste.

  2. Grazie dei suggerimenti ma soprattutto…grazie perche’ mi hai ritrovato Remi’!Quando ero piccola adoravo quel cartone animato!pensa che a tre anni dopo una sgridata ricevuta ho fatto il mio “fagotto” come Remi’ e sono andata via da casa (poi ripresa da mia madre dopo pochi metri!!)
    Ancora oggi mi ricordo la sigla!!!
    Lo devo comprare assolutamente!!!!

Lascia un commento