Studiare le lingue on line con Babbel

Imparare lo spagnolo con Babbel

Imparare le lingue è diventata una mia priorità nel momento in cui ho capito che amavo viaggiare. Prima non ci pensavo proprio. Anzi, a dirla tutta, ai tempi della scuola studiare le lingue non era per nulla la mia vocazione. Amavo scrivere e mi piacevano la filosofia, la storia e il latino, il resto era uno sforzo che avrei volentieri evitato di fare.

Poi però ho iniziato a viaggiare e lì, finalmente, ho compreso il senso delle ore spese sui libri di grammatica straniera.

Purtroppo però i tempi del liceo erano ormai terminati da un pezzo quindi l’unica cosa che ho potuto fare è stata cercare di recuperare le opportunità perse con corsi ad hoc. Anche se a quel punto ho dovuto confrontarmi con due temi: i costi e il tempo (che non c’è!).

Anche per questo non sono mai andata oltre le due lingue che già conoscevo (o almeno avrei dovuto conoscere!): inglese e francese, cercando di mantenere almeno quelle a un livello decente e convinta che imparare una lingua straniera da capo fosse una mission impossible.

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Imparare lo spagnolo con Babbel a Santiago

Obiettivo: Imparare lo spagnolo per il Cammino di Santiago

Quando abbiamo deciso di partire per il Cammino di Santiago però ho voluto fare uno sforzo per imparare almeno un po’ di spagnolo. Partendo da zero il mio obiettivo era studiare almeno quel tanto che mi sarebbe servito per fare una conversazione “base” oltre a “Buen Camino” e “Ultreya“, ovvero i due saluti tipici che si scambiano i pellegrini e che tutti imparano, anche senza volerlo.

Avendo già percorso il Cammino ero infatti consapevole di quanto la ricchezza di questo viaggio stesse nelle persone. Una cosa scontata e sempre valida sempre quando si parte per qualsiasi esperienza da viaggiatori eppure quando si sceglie di andare verso Santiago questo è ancora più vero. Perché il Cammino di Santiago è incontro con l’altro e con se stessi, a volte in un intreccio tale che proprio attraverso l’altro riesci a comprendere meglio te, i tuoi limiti e le tue potenzialità.

Nel mio caso la prima volta che ero partita per Santiago a piedi avevo sperimentato la barriera linguistica come mancanza. Pur conoscendo l’inglese e il francese i pellegrini che parlavano solo spagnolo erano moltissimi e mi ero resa conto di aver “sprecato” tante opportunità di scambio con chi avevo incontrato lungo la via. Sapere infatti le ragioni che hanno portato un compagno di viaggio a partire verso Santiago ti apre un Universo e ti fa vivere più intesamente il tuo cammino, indipendentemente dalla fede. Inoltre mi era mancata la possibilità di parlare con la gente del luogo, che, gentilissima, mi aveva sempre accolta a braccia aperte con un sorriso.

Questa volta poi, viaggiando con mio figlio, avevo un motivo in più per voler imparare lo spagnolo ovvero permettere anche a lui di comprendere l’importanza di imparare le lingue vivendo in pieno il Cammino. Desideravo che camminare insieme verso Santiago fosse un’esperienza indimenticabile, una di quelle da mettere nell’archivio dei ricordi belli di famiglia, di cui parlare quando sarà grande. Ed ero convinta che essere in grado di parlare con gli altri pellegrini potesse aiutare in questo.

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Babbel – studiare le lingue ovunque on line

Studiare le lingue on line con Babbel

Per queste ragioni ho provato il servizio di Babbel, una app per l’apprendimento delle lingue straniere. O meglio, per essere precisi, una piattaforma di apprendimento delle lingue straniere disponibile in 14 idiomi, quasi 200 paesi e un milione di utenti registrati in tutto il mondo.

Il servizio di Babbel per imparare le lingue è molto facile da utilizzare e soprattutto flessibile. Si può scegliere il livello di partenza – principiante o avanzato – e poi iniziare a studiare. Si tratta di un servizio a pagamento ma vale la spesa: le lezioni sono create da un team di esperti sulla base della nazionalità dell’utente che può personalizzare il proprio percorso stabilendo il piano di apprendimento. Le lezioni spaziano tra temi diversi e sono brevi – 15 minuti – così da permettere la massima fruibilità.

Il sistema è innovativo e disponibile via app mobile e via web così che gli studenti possano fare le lezioni ovunque e con tutti i dispositivi in loro possesso, dallo smartphone al pc, passando per l’Apple Watch. Il profilo dell’utente, le lezioni e i progressi sono infatti caricati in cloud in modo che si possa accedere e riprendere la lezione da qualsiasi dispositivo, iniziando magari sul treno per poi terminare la sera a casa.

L’apprendimento della lingua straniera on line prevede un meccanismo a quiz e la possibilità di svolgere lezioni “silenziose” o con un focus sulla pronuncia, per allenarsi anche a parlare davvero la lingua, si può accedere a diversi corsi e ripetere le lezioni se necessario. Esistono poi pacchetti con costi da diversi e anche la possibilità di studiare più lingue.

Noi abbiamo fatto il nostro corso “in famiglia” cercando di coinvolgere il più possibile nostro figlio. Forti dell’esperienza in America – per cui al termine dei nostri 70 giorni coast to coast ci eravamo resi conto che lui era diventato capace di comprendere frasi basiche – abbiamo infatti cercato di coinvolgerlo in quello che stavamo studiando e la cosa l’ha divertito e stimolato a chiacchierare con gli altri pellegrini che, vedendolo così piccino, spesso si fermavano per parlare con lui e chiedergli quanti anni avesse.

Tutte le informazioni per acquistare il servizio di Babbel con anche le FAQ più comuni le trovate sul sito ufficiale. Se utilizzate il link che vi abbiamo inserito qui acquistando un abbonamento trimestrale potete avere diritto a tre mesi di corso gratuito, una piccolo regalo che il partner ha voluto fare a tutti i nostri lettori che stanno pensando di buttarsi nello studio di una nuova lingua.

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Babbel – studiare le lingue on line

La nostra esperienza con Babbel

Sia per me che per Roberto l‘esperienza con Babbel è stata la prima volta con lo studio di una lingua on line. La app è veramente ben fatta con lezioni che spaziano tra tematiche diverse e che permettono di cavarsela in differenti circostanze: ad esempio per lo spagnolo c’è una lezione dedicata al viaggio, una alla cucina e una addirittura al viaggio zaino in spalla che è utile per il Cammino di Santiago.

Conoscere i vocaboli base e le espressioni più usate aiuta un sacco a comprendere le conversazioni anche se, nel mio caso, la cosa più difficile rimane “rompere il ghiaccio” (e parlare senza timore di fare figuracce). Ma questo è probabilmente una fissa mia visto che ho avuto lo stesso problema con l’inglese prima di doverlo utilizzare obbligatoriamente tutti i giorni e anche ora ce l’ho spesso in francese.

Come sempre poi nell’imparare una lingua quello che conta davvero sono il tempo e l’impegno con cui ci si dedica all’apprendimento. E infatti il mio obiettivo ora è approfondire lo studio per riuscire davvero a arrivare a un livello decente di spagnolo per… il prossimo Cammino! Perché il nostro viaggio a Santiago è stato un’esperienza che mi ha lasciato tanta voglia di partire ancora. Al momento non so quando nè quale cammino farò – i cammini sono sette – ma so che vorrei nuovamente percorrere il tragitto verso Santiago.

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer