Petra Monastero

Itinerario per un viaggio in Giordania a dicembre

Il post di oggi è scritto da Fabrizio che condivide con noi l’itinerario che ha fatto in Giordania a dicembre: il suo viaggio è partito da Amman ed è arrivato fino al Mar Morto, ovviamente passando da Pietra ma senza trascurare le altre meraviglie di questa terra. Ed è bellissimo sapere che qualcuno a cui consigli una meta per un viaggio si trova talmente bene da decidere di condividere con altri la sua esperienza… 🙂

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Viaggio in Giordania – Jerash Porta di Adriano
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Viaggio in Giordania Petra e il gatto

Itinerario in Giordania: da Amman al Mar Morto

La posizione e la bellezza del Tesoro sono tali da esercitare un’impressione straordinaria sul viaggiatore, il quale giunge dopo aver attraversato un passaggio oscuro e quasi sotterraneo…queste sono le antiche rovine più raffinate giunte fino a noi”.

Sono queste le parole scritte sul suo diario di viaggio da Johann Ludwig Burckhardt, l’esploratore svizzero che nel 1812, fingendosi arabo, fu il primo europeo a percorrere il Siq e scoprire le rovine di Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno e forse la ragione principale per cui visitare la Giordania. Sebbene l’antica città nabatea sia una perla di rara bellezza che tutti i viaggiatori dovrebbero vedere almeno una volta nella vita, la Giordania non è solo questo ed un viaggio in questa terra di pace in un territorio di guerra merita di essere assaporato fino in fondo. Una vacanza che per me e mia moglie aveva anche un significato particolare perché significava un ritorno al viaggio dopo oltre due anni di brevi weekend italiani oppure vacanze dai parenti. Per chi almeno una/due volte all’anno partiva per una meta più o meno remota, questo stop forzato è stato quasi innaturale. Ed ecco che per “festeggiare” abbiamo optato (grazie al suggerimento di una coppia di amici che dovreste conoscere bene…) per una scelta particolare, un viaggio fly&drive all’interno di una terra e di una cultura per noi quasi sconosciuta (avevamo visitato solo l’Egitto ma con una crociera sul Nilo, qualcosa di veramente controllato e sicuro).

La Giordania, seppur stretta in una parte di mondo sempre in conflitto, con la Siria a Nord-Ovest ed il Mar Morto che la separa dai territori palestinesi e da Israele ad Est, rimane un paese incredibilmente pacifico e tranquillo, in cui muoversi è più semplice di quanto si pensi pur osservando regole basilari e rispettando, come sempre d’altra parte quando si è in vacanza, usi e costumi locali senza farsi prendere dalla frenesia da “milanese imbruttito”. Le uniche tracce di un paese pacificamente armato si hanno nei controlli quasi paranoici a cui tutti sono sottoposti in aeroporto, agli ingressi degli alberghi, nei luoghi turistici e soprattutto nella zona del Mar Morto che essendo terra di confine richiede un controllo maggiore lungo le strade, in particolare nella valle del Giordano, dove i confini sono delimitati dal fiume (o forse meglio chiamarlo ruscello, vista la sua consistenza in questa zona) ed in alcuni punti basterebbero due salti nel letto del fiume per trovarsi nei territori palestinesi e viceversa, come ad esempio nei pressi del Baptisme Site.

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Viaggio in Giordania – Amman Teatro Romano dalla Cittadella
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Viaggio in Giordania Amman Cittadella Tempio di Ercole

Itinerario in Giordania: Amman

Come si diceva, la Giordania non è solo Petra sebbene abbia rappresentato il fulcro del nostro viaggio, che è partito però da Amman. Perché se si vuole capire cosa è oggi la Giordania bisogna fermarsi almeno un giorno nella sua capitale, non tanto per la sua limitata offerta artistica, quanto per l’atmosfera tra passato e presente, tradizione e modernizzazione che si respira. Originariamente costruita su 7 colli come Roma, oggi Amman si sviluppa su oltre 20 alture, suddividendosi essenzialmente in due zone, quella Ovest più moderna con gli hotel di lusso, nuovi ristoranti e locali alla moda, e quella Est più antica, con i resti delle vestigia romane, le principali moschee ed il suo movimentato, rumoroso ma anche pulito suq. Le due zone sono collegate tra loro da ampi viali ma anche da vie in cui le due anime della città si fondano, dando vita ad una intensa attività culturale e commerciale, come il caso di Rainbow Street. In una giornata, tra un giro in taxi ed una piacevole passeggiata (attenzione però alle salite e discese che contraddistinguono la capitale), si riescono a coprire tutte le cose più interessanti di Amman, a partire dalla Cittadella che domina la zona Est della città. Al suo interno è possibile ammirare i resti romani dell’antica Filadelfia (antico nome di Amman), tra cui i meglio conservati sono il Palazzo degli Omayyadi ed il Tempio di Ercole, con il suo portale di ingresso ed i resti di quella che doveva essere un’ imponente statua del Dio romano.

Passeggiando tra i sentieri della Cittadella, soprattutto se vi trovate lì intorno alle 11.30/12, vi arriverà sicuramente all’orecchio la voce del muezzin che dalla Moschea di Re Hussein, che si trova nella sottostante Hashemi Street arteria principale della vecchia Amman che costeggia il suq, richiama i musulmani alla preghiera. Sarà quasi un richiamo anche per voi per andare a scoprire questa parte della città, fermandosi però prima ad ammirare il Teatro Romano che domina la nuova Hashemite Square, dove un tempo c’era il Foro Romano, ora ristrutturata e luogo di incontro serale per i giordani della Capitale, nonché teatro di animate partite a pallone tra i ragazzini. Da qui l’ingresso del suq dista non più di 200 metri a piedi e gli aromi di frutta e verdura, noci, fichi, datteri e poi pane e dolci appena sfornati, così come il caffè tostato, riempiranno l’aria e le vostre narici, trascinandovi quasi d’inerzia all’interno delle strette stradine su cui si aprono i negozi dei vari mercanti. È per chi ha potuto visitare altri suq non può che saltare subito all’occhio l’ordine e la pulizia, ma anche il decoro con cui i giordani svolgono le loro attività. Ci sono i richiami alla propria merce, ovviamente la migliore di tutte, ma nessuna insistenza, solo sorrisi ed inviti a provare o comprare quello che si trova sul bancone.

Sicuramente più caotica la situazione sulla trafficatissima Al-Malek Faisal Street che incrocia Hashemi Street proprio in corrispondenza della Moschea di Re Hussein, una strada che, dopo aver visitato il suq, conviene percorrere in quasi la sua interezza in direzione Ovest per gustare due prelibatezze di Amman. Prima i kunafa di Habibah e poi l’hummus ed i felafel del leggendario Hashem Restaurant. La prima è una nota pasticceria che sforna questi dolci di pasta fillo ripieni di crema di latte di pecore ricoperti di sciroppo, mentre il secondo si dice prepari i migliori felafel di tutta Amman. L’Hashem Restaurant è tutto tranne che un ristorante, o quanto meno quello che è un ristorante nella nostra concezione. È nascosto all’interno di un vicolo senza uscita, con chiassosi tavolini all’esterno ed un decina di tavoli all’interno ed un menù praticamente fisso costituito dal tipico Mezze arabo. Una specie di aperitivo formato dai felafel, l’hummus, un altra salsa con ceci e cipolle, insalata di pomodori con cipolla, patatine e pane arabo ad accompagnare. Tutto buonissimo, soprattutto i felafel che in tutto il nostro viaggio sono stati i migliori assaggiati. Un giro per Amman, poi, non può non comprendere Rainbow Street. Questa via, posta al limite della zona Est della città, rappresenta una delle strade simbolo del centro antico di Amman e di tutta la città. Ricca di bar, caffè e ristoranti sia in stile arabo che alcuni aperti da occidentali, Rainbow Street rappresenta la doppia anima di Amman e della Giordania, e tutte le sere si anima di famiglie, giovani e anziani, arabi e occidentali, che si riversano qui per mangiare, bere un thè o semplicemente passeggiare. Più o meno a metà di Rainbow Street si trova Turtle Green, uno dei locali più belli, un thè shop dove è possibile bere un thè caldo o ghiacciato, mangiare qualcosa o semplicemente rilassarsi guardando le due grandi tartarughe che si trovano all’ingresso. Il tutto in un ambiente curato, moderno e dove trascorrere anche solo un’ora, rilassandosi dopo una giornata di lavoro, o anche solo di passeggiate nella capitale giordana, è un immenso piacere. Il luogo perfetto per chiudere la nostra prima tappa dopo quasi 25.000 passi su è giù per Amman.

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Viaggio in Giordania – Jerash_Teatro
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Viaggio in Giordania Jerash_Foro

Itinerario in Giordania: Jerash

Dalla capitale ci siamo mossi in direzione sud verso il deserto e Petra, ma prima non potevamo non toccare uno dei luoghi più belli della Giordania, che si trova a non più di 50 minuti di auto dalla capitale. Jerash, o Jarash in lingua araba, l’antica Gerasa dei romani, è oggi una tranquilla città agricola non troppo lontana dal confine siriano e dai territori palestinesi, ma che nasconde un gioiello nella sua zona antica, conosciuta come la “Pompei dell’Asia” per gli antichi resti della dominazione romana, splendidamente conservati soprattutto per il clima particolarmente secco in questa zona del paese. Le rovine dell’antica Jerash occupano un area molto vasta ma vale la pena perderci almeno 2/3 ore per visitarla quasi interamente, nonostante le cose forse più interessanti si trovino vicino all’ingresso. La struttura ricorda molto i Fori Imperiali di Roma, con una via colonnata centrale, il Cardo Massimo, che era il fulcro della antica città, su cui si trovano i resti delle botteghe, ma anche templi di dimensioni memorabili, come quello di Artemide che si apre più o meno a metà del Cardo, le cui dimensioni possono essere facilmente percepite dall’immensa scalinata di accesso. Come dicevamo, però, i resti meglio conservati si trovano nella parte iniziale del percorso, come l’Arco di Adriano, lo spettacolare Foro dalla particolare forma ellittica, il bellissimo Teatro Romano, ancora oggi utilizzato per il Festival della Cultura e delle Arti di Jerash, oppure il Tempio di Zeus. Vicino l’ingesso si trova anche l’antico Ippodromo che poteva arrivare ad accogliere anche 15.000 spettatori. La struttura è utilizzata ancora oggi per una rievocazione storica che si svolge due volte al giorno e che culmina con una corsa delle bighe. La conservazione del luogo è eccellente, così come la cura che è stata messa nel mantenerlo pulito ed ordinato, sintomo di come la Giordania viva di turismo e ci tenga a preservare questa ricchiezza.

Insieme alla visita di Jerash si potrebbe aggiungere anche quella di Ajloun e del suo castello, che domina le alture a nord-ovest di Jerash, ma la nostra strada deve andare verso sud, verso Petra, ed il clima non certo favorevole, con pioggia e vento previsti nelle ore successive, ci ha consigliato di prendere subito la strada che in circa 4 ore ci porterà a Petra. E mai decisione fu più saggia.

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Viaggio in Giordania Petra le Facciate
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Viaggio in Giordania Petra Siq_Tesoro

Itinerario in Giordania a dicembre: Petra

La strada, nota come Desert Highway che punta verso sud ed il Mar Rosso attraversando il deserto, è una specie di riassunto di quello che è il paesaggio ed il clima della Giordania. Si passa dal caos ordinato, dalla modernità (evidenziata anche dai primi negozi dell’economia globale come l’IKEA) di Amman, con il suo clima continentale (ed una pioggia battente), agli spazi infiniti del deserto con il vento che spazza il paesaggio, la strada ed i paesi che la Desert Highway taglia in due (si avete letto bene, per ulteriori informazioni vi rimando ai Consigli Utili in fondo). E poi una volta presa l’uscita verso Petra ecco attraversare la parte di montuosa del paese, laddove in inverno anche la neve fa il suo capolino e questa volta ad attenderci c’era una nebbia che nemmeno nel cuore della Brianza in pieno Novembre. Petra, o per meglio dire Wadi Musa (ovvero “La Valle di Mosè”) il villaggio sorto intorno a Petra, ci accoglie con nebbia, vento gelido e pioggia battente. Un clima che affossa subito i nostri sogni dell’esperienza “Petra by night”, un percorso all’interno del Siq fino al Tesoro, dove sorseggiare a lume di candele un thè offerto dai beduini. Però il giorno dopo siamo pronti per visitare uno dei posti più visitati del mondo ed oggi una delle sette meraviglie del mondo moderno. Per riuscire a visitare nel modo migliore Petra vale forse la pena fermarsi qui un paio di giorni, o forse anche tre, perchè una volta che si inizia il cammino non ci si vorrebbe mai fermare e non solo il percorso principale merita di essere attraversato per intero, ma la alture che dominano il fondo valle nascondono tanti piccoli segreti che varrebbe la pena andare a scoprire.

Purtroppo noi abbiamo trascorso un solo giorno completo a Petra ed abbiamo dovuto fare di necessità virtù, riuscendo comunque a vedere le cose più importanti del sito facendo anche una piccola deviazione su uno dei sentieri battuti meglio accessibili, quello che porta all’altura del Sacrificio. Dopo l’ingresso si inizia a scendere verso il Siq, la spaccatura tra le roccie (non un canyon ma un’apertura creata da movimenti tellurici) che rappresenta senza dubbio la parte più scenografica e conosciuta nel mondo di Petra, e che si apre dopo circa 15/20 minuti di passeggiata davanti ad Al-Khazneh, ovvero Il Tesoro, una delle facciate più belle e meglio conservate di Petra alta circa 40 metri e costruito per ospitare la tomba del re nabateo Aretas III, deve in realtà il suo nome alla leggenda locale secondo cui un faraone egizio nascose il suo tesoro nella grande urna che si trova nella parte alta della facciata. Una leggenda che evidentemente ha fatto presa su più di qualcuno visti gli evidenti segni di colpi di fucile che si vedono ancora oggi sull’urna. Pur essendo probabilmente il motivo per cui la maggior parte delle persone arrivano a Petra, il Tesoro non è l’unica cosa da vedere. Poco più avanti ad esempio si trova la magnifica Strada delle Facciate, posta di fronte al Teatro, unico al mondo scavato nella roccia. E per chi ha un po’ di fiato non si può non salire sull’ Altura del Sacrificio, anche solo per godere di una vista dall’alto di Petra. Poco più avanti, dopo la Strada delle Colonne e Qasr al-Bint, una delle poche costruzioni di Petra non scavate nella roccia e probabilmente uno dei luoghi di culto più importanti della antica città, inizia la lunga salita verso l’altro capolavoro di Petra. Se il Tesoro infatti è accessibile a tutti, salire al Monastero, sebbene il percorso non sia complicato e duri più o meno 40 minuti, è una specie di sfida soprattutto se affrontata dopo aver camminato per oltre mezza giornata. Anche qui però, la vista di questa bellissima facciata, ben più grande del Tesoro, ripagherà la fatica fatta per arrivarci soprattutto se riuscite ad esserci nel primo pomeriggio quando il sole inonda completamente il Monastero risaltandone i colori della pietra in cui è scavato.

Petra è un posto magnifico, la sua visita sebbene stancante ci ha riempito gli occhi di una bellezza che definirei unica. Purtroppo questo luogo magnifico rischia di essere rovinato dalla sua stessa bellezza, perchè il numero di visitatori che arrivano fin qui è via via più crescente ed anche nel periodo invernale inizia a diventare quasi insostenibile. Bisogna dire che il governo locale, insieme ai gruppi internazionali che sovraintendono alla conservazione e continuano ad esplorare la zona, stanno attuando una serie di politiche volte a preservare il luogo e renderlo il più possibile accessibile a tutti, anche se il turismo di massa è ormai giunto anche in questo luogo e fa specie vedere l’insegna “Wi-Fi” campeggiare su una tenda beduina nel bel mezzo di Petra, oppure sentire il rumore fastidioso dei generatori che servono a tenere in vita le attività commerciali messe su dagli stessi beduini. Così come può diventare anche fastidioso il via vai di asini e cammelli, costretti a scarrozzare i turisti avanti e indietro per tutto il sito, salite e discese incluse. Gli unici animali che sembrano comunque godere di Petra sono i tanti gatti che si possono incrociare lungo i sentieri più isolati (secondo qualcuno i gatti conquisteranno il mondo!!!)

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Viaggio in Giordania – Mar Morto
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Mar Morto al tramonto

Itinerario in Giordania a dicembre: il Mar Morto

La terza tappa del nostro viaggio è quella che da Petra ci ha condotto nel punto più basso della Terra, sulle sponde del Mar Morto. La strada attraversa le montagne che circondano Petra prima di arrivare nella sottostante vallata desertica da cui inizia la discesa vero il lago salato. Il panorama è particolare perchè la vista spazia quasi fino all’infinito senza individuare nulla ed il Mar Morto, sebbene anticipato dalle saline che si trovano nella parte meridionale, appare all’improvviso vasto e di un blu cristallino, con le acque che virano verso il verde vicino la riva. Fortuna ha voluto di aver trovato la giornata migliore, con sole e temperature accettabili, così una volta arrivati in albergo siamo subito corsi verso la spiaggia per provare un’esperienza che deve essere fatta da chiunque vada in Giordania. Tuffarsi, per modo di dire, nel mare salato è strano anche per chi arriva dal mare ed è abituato all’acqua. Tutti i riferimenti a cui siamo abituati svaniscono ed il galleggiare senza fare nulla per riuscirci è realmente strano. Così come far finta di camminare e sentire i piedi che non toccano il terreno, restando in piedi sostenuti solo dalla altissima concentrazione di sali di cui è piena l’acqua. Ovviamente  il “trattamento” non può non completarsi con una auto-seduta di fanghi. La permanenza nella zona del Mar Morto non è comunque solo il bagno nel lago salato oppure una giornata nelle SPA dei resort.

Se ci andate nel periodo estivo merita una visita la Biosfera di Wadi Mujib con i suoi “sentieri bagnati” che risalgono i canyon dei wadi che attraversano la riserva naturale nota anche come “Petra con l’acqua”. Ma ci sono anche luoghi biblici come il Monte Nebo, da cui la vista spazia fino a Gerusalemme e che secondo la tradizione è il luogo da cui Mosè vide la Terra Promessa prima di morire ed essere sepolto proprio nei pressi della vetta della montagna nel luogo in cui oggi c’è una comunità francescana. Così come è sicuramente toccante ed emozionante la visita al Baptisme Site, nei pressi del minuscolo villagio di Betania. In questa zona, secondo la tradizione, Giovanni Battista predicò e nel fiume Giordano battezzò Gesù Cristo. La visita al Baptisme Site è strettamente controllata e non può essere fatta in solitario in quanto il luogo è uno dei pochi della Giodania in cui l’atmosfera di paese in pace viene scalfita dai militari che controllano in modo rigoroso il territorio, che qui è veramente ad un passo dai Territori Palestinesi. Ancora oggi i bambini possono essere battezzati utilizzando l’acqua del Giordano depurata e chi vuole, indossando una tunica bianca, può anche immergersi nel Giordano rinnovando il rito di oltre 2000 anni fa.

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Viaggio in Giordania Amman Hashem Restaurant
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Amman Turtle Green

Consigli utili per un viaggio in Giordania

Sul Mar Morto si conclude anche il nostro viaggio. Ripensando ai dubbi della vigilia possiamo dire senza ombra di dubbio che mai scelta poteva essere più felice e le preoccupazioni prima della partenza sono crollate appena messo piede sul suolo giordano e ora dopo ora, giorno dopo giorno, abbiamo assaporato l’essenza di una terra e di un popolo diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. Un popolo che ti apre il cuore e ti accoglie come il miglior amico, pronto ad offrirti un thè in mezzo alle rovine di Petra senza chiederti nulla in cambio (anche se magari l’acquisto di una pietra o di una pashmina sono ben accette), disposto a servirti solo perché tu sei un turista e loro sono lì per rendere più piacevole la tua permanenza. Non si può che essere d’accordo con i poliziotti giordani “Welcome to Jordan and enjoy!

Informazioni per visitare la Giordania

  • La moneta corrente in Giordania è il dollaro giordano (JOD) spesso detto volgarmente dinaro. Il cambio con l’euro è circa 1,16, quindi 10 JOD valgono circa 11,6 €. Gli euro vanno benissimo ma devono essere cambiati subito in aeroporto, dove il tasso di cambio è abbastanza buono, altrimenti difficilmente venogno accettati nei negozi. Viceversa i dollari americani sono accettati in qualche negozio e negli alberghi anche se cambiarli in JOD è comunque un buon consiglio. In ogni caso la Giordania è un paese molto moderno e si trovano abbastanza facilmente banche e sportelli bancomat un po’ ovunque, quindi se avete una carta abilitata ai circuiti internazionali non serve rifornirsi di troppo contante in Italia;
  • Per entrare in Giordania serve un visto dal costo di 40 JOD che viene rilasciato all’arrivo in aeroporto;
  • Per il noleggio auto noi ci siamo rivolti alla Hertz spendendo circa 330 € per 7 giorni inclusa l’assicurazione all inclusive, con un’auto di medio livello. La patente italiana è accettata senza alcuna riserva (nonostante quello che si può leggere su alcune guide);
  • I navigatori satellitari non sono così diffusi e non era incluso nel noleggio dell’auto. Esistono dei navigatori offline che possono essere scaricati sul telefono con il download della mappa del paese. Noi abbiamo utilizzato GPS Navigation applicazione sviluppata da Sygic, con mappa della Giordania scaricata offline. L’applicazione ha funzionato egregiamente e non abbiamo mai sbagliato strada. Esistono molte altre applicazioni del genere ma il produttore (Sygic), sicuramente uno dei più famosi in questo ambito, è sinonimo di garanzia;
  • Guidare in Giordania non è complicato, la situazione delle strade è abbastanza buona e addirittura abbiamo notato più problemi di manutenzione sulle autostrade che non sulle strade locali (probabilmente perchè le strade locali non sono così trafficate). In ogni caso, se proprio non è strettamente necessario, vi consiglio di non utilizzare l’auto dentro le città e di prendere un taxi per brevi spostamenti. Il traffico è esagerato e le regole stradali abbastanza random: o vi abituate in fretta alla “giungla” oppure correrete il rischio di restare fermo per mesi ad un incrocio!
  • Sulle autostrade le uscite, così come le concepiamo noi, sono rare e si trovano quasi esclusivamente intorno ad Amman e quando si incrociano altre strade di grande comunicazione. Non è raro che l’ autostrada tagli in due una città o un piccolo villagio, con relative conseguenze, tipo incroci con semaforo e non, ma anche automobili che viaggiano a bordo strada in controsenso!
  • Non abbiate timore dei controlli della polizia. Se la Giordania è un paese relativamente tranquillo lo si deve anche e soprattutto ai controlli sistematici che avvengono sulle strade e autostrade, in particolare nelle zone di confine, come il Mar Morto e la Valle del Giordano, ma anche nei pressi di tutti i luoghi turistici. Tenete sempre a portata di mano passaporto, patente di guida e licenza dell’automobile (una tesserina che rappresenta il libretto di circolazione e che viene tenuta nel vano portaoggetti). Con i turisti, come d’altra parte tutti i giordani, la polizia è molto gentile, si limiteranno a chiedervi da dove arrivate e vi saluteranno con il classico “Welcome to Jordan!
  • A livello climatico la Giordania è un posto particolare, in quanto in inverno il clima varia notevolmente da una zona all’altra, ed a volte anche all’interno della stessa giornata. Nel caso andiate in Giordania a dicembre vi consigliamo sia vestiti invernali che primaverili (una giacca pesante è consigliata, così come un costume da bagno), inoltre a Petra consigliamo un abbigliamento da escursione (soprattutto scarpe da trekking) per poterne godere appieno;
  • Per quanto riguarda gli alberghi a Petra c’è ampia scelta così come ad Amman, mentre sul Mar Morto le uniche alternative sono i resort delle grandi catene (noi abbiamo alloggiato al Mövenpick Dead Sea un bellissimo resort con all’interno la Spa). Ovviamente come consiglio se viaggiate da soli leggete i suggerimenti su una guida prima di prenotare un albergo. Al proposito vi suggerisco la Lonely Planet, aggiornata a fine 2015, come sempre contiene suggerimenti più che utili su cosa visitare e soprattutto dove dormire e mangiare
  • A proposito del mangiare e del bere, la Giordania è un paese fondamentalmente senza problemi se paragonato ad altri luoghi in cui siamo stati come l’Egitto o il Kenya. Ad esempio mangiare frutta e verdura fresche non comporta particolari rischi, viceversa per esperienza personale vi sconsiglio di bere l’acqua se non in bottiglia e soprattutto il ghiaccio. E visto che siamo in argomento, rifornirsi di appropriati farmaci prima della partenza, anche se nelle farmacie potrete trovare tutti i prodotti occorrenti.

Altri racconti di esperienze di viaggio in Giordania

Altri racconti utili per pianificare un viaggio in Giordania li trovate nel blog, ecco un breve riepilogo:

  • Mete imperdibili in un viaggio in Giordania: Se cercate spunti su cosa non perdere durante una vacanza in Giordania potete cliccare sul link e leggere il post di approfondimento.
  • Le terme in Giordania: Avete mai pensato a una vacanza termale in Giordania? Se vi incuriosisce potete saperne di più seguendo il link.
  • Visitare Petra: Alcune informazioni e itinerari non così famosi per scoprire questa antica città le trovate seguendo il link.
Fabrizio Quattrini

Fabrizio Quattrini

Ingegnere delle telecomunicazioni, grande amante del basket e soprattutto grande appassionato di viaggi. Il suo viaggio perfetto è noleggiare un auto e guidare per chilometri e chilometri in territori sconosciuti, scoprendo ad ogni curva il paese che lo ospita.