La Moto Guzzi: il mito e il museo

Mio padre è un appassionato di motociclette da sempre. Motociclista e laghée, il mito della moto Guzzi – la casa motociclistica dell’aquila  ce l’ha nel DNA, coltivato sulle strade del lago ai tempi in cui un giubbotto di pelle e un paio di jeans bastavano per sentirsi un vero pilota.

Per me da bambina salire sulla moto Guzzi di papà per fare un giro la domenica pomeriggio per la via sterrata dove abitavamo era il momento che aspettavo tutta la settimana.
La sensazione del vento tra i capelli, quella che sa di libertà, non l’ho mai scordata e se ci penso ancora oggi sorrido.

Purtroppo però non ho mai avuto la mia moto: un brutto incidente di un amico ha trasformato mio padre in un “quattro ruotista“, convinto che sua figlia non dovesse per nessun motivo guidare una motocicletta. Nonostante questo però la passione per le due ruote mi è rimasta dentro. Crescendo ho visto la Guzzi di mio padre invecchiare in un angolo del garage, ho guidato motorini e moto non mie, sono stata passeggera entusiasta di partire per una vacanza o per una semplice gita della domenica.
Ogni volta le sensazioni dei pensieri che scorrono via veloci liberati dalle ruote che mordono l’asfalto, il rumore del motore quando si apre il gas e il vento che si insinua sotto il casco annodandoti i capelli mi colpivano come la prima volta.

Museo Moto Guzzi

Visitare il Museo della Moto Guzzi: la nostra esperienza durante le Giornate di Primavera del FAI

Per tutti questi motivi appena ho letto che tra i siti aperti in occasione delle Giornate di Primavera del Fai c’era anche la fabbrica della Guzzi, con la scusa di un bimbo che dai suoi novanta centimetri adora tutto quello che assomiglia a una motocicletta, non ci ho pensato due volte e ci sono andata portandoci tutta la famiglia.

La sede della Moto Guzzi si trova a Mandello del Lario, una meta perfetta per una gita di primavera ma purtroppo quel giorno il sole aveva deciso di non comparire per nulla. La fila davanti all’ingresso però, nonostante la pioggia, era quella delle grandi occasioni: ombrelli aperti sotto cui si riparavano appassionati di moto: famiglie intere e generazioni di motociclisti con i nonni che tenevano per mano i nipoti.

[cml_media_alt id='4793']Il Museo della Moto Guzzi[/cml_media_alt]
Il Museo della Moto Guzzi
Dentro i dipendenti della Guzzi si alternavano ai volontari fai pronti a spiegare e raccontare i segreti dell’azienda ai curiosi.
“Quanto ci vuole a costruire un motore?” “Dove vengono prodotti i pezzi?” “Chi assembla e collauda le moto?”
Io ascoltavo affascinata, osservando la galleria del vento e immaginandone il frastuono: “Quando era in funzione teneva svegli tutti gli abitanti della zona!” ci aveva raccontato uno dei dipendenti presenti. E c’era da credergli perché questo gigante costruito negli anni ’50 per le gare di una Guzzi che vinceva tutto colpisce ancora oggi,  sebbene sia vuoto e silenzioso.

Dagli anni ’80 infatti i collaudi vengono fatti con il computer, come ci aveva spiegato il paziente tecnico, aggiungendo, con una nota malinconica nella voce, che “Ora la Guzzi non corre più…“.

[cml_media_alt id='4793']Il Museo della Moto Guzzi[/cml_media_alt]
Il Museo della Moto Guzzi

Già perché le moto Guzzi gareggiavano e vincevano, contribuendo con le loro vittorie a creare un mito che Carlo Guzzi – il meccanico che quasi per gioco assemblò la sua prima moto nell’officina sotto casa – forse non avrebbe mai immaginato.

Tutta la storia di questa casa motociclistica è ripercorsa nel museo Guzzi allestito nel cuore della fabbrica, le vicende di un mito che rende ancora famosa l’Italia nel mondo, anche oggi che Guzzi è parte del gruppo Piaggio e esporta ovunque le sue creature rombanti.
Le prime moto, la società con Parodi e la scelta del simbolo – quell’aquila voluta per ricordare un amico morto in un incidente di volo – poi la guerra e i veicoli militari, ma anche quelli della NATO e della polizia.
Tra le stanze del museo si ripercorrono le vicende di un mito diventato realtà insieme a quelle moto dal sellino lungo su cui generazioni intere di motociclisti sono cresciuti.

Quel giorno la nostra visita è proseguita nel reparto di assemblaggio, il luogo in cui sogni prendono forma, dove ci eravamo fermati lasciando libera l’immaginazione davanti ai modelli in mostra: la California, lo Stelvio, Il Griso…
I parafanghi erano ancora lucidi e i motori silenziosi ma il nostro bimbo era impazzito ugualmente dalla gioia mentre noi scattavamo fotografie ridendo…

[cml_media_alt id='4795']Il Museo della Moto Guzzi[/cml_media_alt]
Il Museo della Moto Guzzi

Terminata la visita del Museo della Moto Guzzi, mentre un vento freddo spazzava via la pioggia, noi ci eravamo soffermati a pensare a quanto era stato bello vedere la passione negli occhi di chi era lì, per lavoro o per inseguire un sogno.
Tra i muri della fabbrica avevamo incrociato gli sguardi di coloro che pur non avendo una moto conservano il mito della Guzzi e di quelli che erano arrivati col casco sotto braccio, nonostante la pioggia battente, di quelli che davanti a vecchi motori esposti esclamavano entusiasti “Ha la valvola di scoppio separata!” come se parlassero dell’ultima partita di calcio e quelli che avevano i capelli bianchi e un bimbo per mano che già indossava lo stemma dell’aquila.

Anche per questo noi eravamo tornati a casa dalla nostra visita al Museo Guzzi portandoci dentro il sorriso: avevamo incontrato da vicino un mito e io per un attimo ero ritornata bambina, quando “la mia moto” era la Guzzi.

Museo Guzzi

Informazioni pratiche per visitare il Museo della Moto Guzzi

Se anche i vostri bambini amano le moto (o se voi le amate) ecco qualche informazione utile per la visita della Moto Guzzi.
Noi ci siamo stati durante uno degli eventi FAI ma il Museo Moto Guzzi è visitabile anche al di fuori delle giornate FAI ed è aperto dal lunedì al venerdì nel pomeriggio. Non è invece possibile visitare la fabbrica. All’interno ci sono alcune scale, quindi attrezzatevi se viaggiate con passeggini o carrozzine. Trovate maggiori informazioni sugli orari e i giorni di chiusura sul sito della Guzzi.

Cosa vedere nei dintorni dei Museo Guzzi

Il Museo Guzzi si trova a Mandello del Lario quindi sul lago di Como, che lì viene chiamato lago di Lecco. Se volete qualche informazione su cosa vedere nei dintorni al Museo Guzzi vi lascio qui sotto alcuni post che potrebbero esservi utili:

  • L’Orrido di Bellano: in questo post troverete un altro luogo che vale la visita se capitate da queste parti: l’Orrido, conosciuto fin dai tempi antichi si tratta di uno spettacolo naturale, soprattutto quando ha piovuto molto.
  • Lecco: Questa città è spesso sottovalutata e invece una passeggiata a Lecco è molto piacevole, soprattutto in primavera.
  • Varenna e Villa Monastero: Questa villa è una delle più belle del lago di Como ed è famosa soprattutto per i suoi giardini.
  • Il Castello di Vezio: Uno dei castelli più suggestivi della zona, soprattutto per lo spettacolo dei falconieri.
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

2 comments

  1. Sono capitata qui per caso cercando info sul trenino rosso ma appena ho letto Guzzi gli ho dato una sbirciatina,e ho notato con piacere che hai citato la mia citta’..Lecco! Grazie mille! 😀

Lascia un commento