La nostalgia è canaglia. E anche viaggiatrice.

Oggi tiro fuori qualche pensiero sparso, di quelli che si aggrovigliano senza far rumore ogni volta che mi sto preparando per tornare a casa. Perché non so se capita anche a voi, ma a me ogni volta accade la solita (strana) storia: non importa dove io vada o quanto ci rimanga, non importa se il luogo è di quelli da cartolina, se si tratta di una meta a lungo sognata o se è solo la destinazione di una piccola fuga nemmeno troppo lontana.

Immancabilmente ogni volta, quando arriva il momento di allontanarsi e fare le valigie, è la stessa cosa: una nostalgia canaglia mi prende la pancia – perché è lì che si annidano tutte le mie emozioni da sempre – e mi rimbalza nella testa, fino a che piano piano una frase silenziosa si materializza nella mia testa: “Non voglio tornare a casa… voglio rimanere qui“.

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Tramonto

Non fraintendetemi, amo casa mia, eppure ogni volta mi innamoro dei posti dove vado, al punto da sentirli un po’ come “casa”, anche se ci rimango solo lo spazio di un weekend.

Mi piacciono le piccole abitudini che si creano anche in pochi giorni: sapere dove fare la spesa, riconoscere la strada che porta a “casa”, muovermi a mio agio negli spazi che fino a poco prima erano tutti da scoprire.

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Poi da quando ci sono il Patato e il mio compagno di viaggi è ancora peggio: i miei neuroni sembrano essersi messi d’accordo per ripetere tutti la stessa frase: “Ok, va bene tornare, ma in fondo… tornare da chi visto che qui con me ci sono loro?

Per me la frase “partire è un po’ come morire” dovrebbe essere riletta in “ri-partire è un po’ come morire…

Così ogni volta – sentendomi pure un po’ folle eh! – preparo le valigie con quel nodo nella pancia, rimandando fino in ultimo e arrivando a volte al punto di commuovermi per quel piccolo – normalissimo – strappo.

Così silenziosamente – perché va bene tutto ma le scene strappalacrime me le tengo nella mia (folle) pancia! 🙂 – saluto un luogo dove sono stata bene e da cui mi sono sentita accolta e mi preparo al viaggio di rientro, che – questo ormai lo so – è per me sempre un momento un po’ “mogio”, in cui riguardare le fotografie scattate e ripercorrere attimi e episodi…

[cml_media_alt id='5379']Le valigie pronte per il ritorno a casa[/cml_media_alt]
Le valigie pronte per il ritorno a casa

Ogni volta è lo stesso copione: si inizia con la malinconia, poi arriva la nostalgia e una volta a casa c’è quella breve gioia di rivedere le mie cose che subito dopo cede il posto a nuovi sogni sul prossimo viaggio e sul luogo che per un po’ diventerà “casa”. Insomma, non lo so perché, non so nemmeno se sono l’unica a vivere queste mie ripetitive emozioni ad ogni ritorno da un viaggio, però mi sono fatta una mia idea: la nostalgia è canaglia ma ama molto viaggiare… 🙂

Un commento su “La nostalgia è canaglia. E anche viaggiatrice.”

  1. A me capita ma non tanto perchè vorrei rimanere dove sono quale luogo fisico, ma perchè a mancarmi, a casa, è quella sensazione di libertà dalla ruotine, dai doveri lavorativi e casalinghi, che a casa mi prende allo stomaco, quello sì, soprattutto la domenica pomeriggio!
    Penso, però, che per quanto un luogo possa piacermi e sembrarmi accogliente quando lo visito, a viverci sarebbe lo stesso che nella casa attuale…la nostalgia post viaggio ricomparirebbe!

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