La sua storia e un sogno

Lei aveva trentanni anni una laurea in ingegneria, un marito e un lavoro di quelli che tanti sognano. Era infatti una consulente in una delle “Big Five“, una delle società di consulenza più potenti del mercato, con ritmi serrati e ottimo stipendio quando è rimasta incinta del suo primo figlio e ha capito che quella vita non faceva più per lei

Dopo la prima gravidanza aveva chiesto e ottenuto il part-time, deciso di avere un secondo bambino e cercato di riprendere la sua vita di prima rendendosi conto che quella vita in realtà non faceva più per lei…

Lei aveva un sogno nel cassetto, accantonato dai tempi dell’Università quando aveva scelto una facoltà dal “posto di lavoro sicuro” al posto di una dal futuro incerto: voleva insegnare matematica. Così infine lei, con due bimbi che in due facevano meno di tre anni, si era licenziata, mollando tutto e iscrivendosi alla SISS e ritrovandosi di punto in bianco con un solo stipendio in famiglia e con due figli piccoli da mantenere.

La nuova situazione non era stata facile da gestire per una che fino a poco prima guadagnava più del marito ma lei era andata avanti lo stesso, concludendo la scuola di specializzazione.

Dopo il diploma aveva trovato lavoro in una Scuola Privata, precaria insegnante di matematica di un liceo e madre di due ometti che crescevano velocemente.

Dopo quasi dieci anni dal primo parto aveva deciso di fare il terzo figlio, questa volta una femmina, e con una bimba di un anno da poco staccata dal seno lo scorso luglio aveva affrontato il concorso per insegnanti, convinta di non passarlo.

A settembre di quest’anno lei ha iniziato ad insegnare matematica come professoressa non più precaria in una scuola della città vicina.

Lei, che sorride sempre ai suoi tre piccoli teppisti, è la vicina di casa di mia madre a cui penso sempre quando mi chiedo se sia da folli inseguire i propri sogni.

Io sono nel mezzo di una tempesta emotiva, sto prendendo decisioni e mi sembra di stare su una barca senza timoniere ma ieri ho condiviso via mail questa storia con due persone speciali conosciute da poco.

Loro sono sognatrici piene di sorrisi e talento ma anche di dubbi e paure.

Una di loro ieri mi ha scritto una cosa molto bella accaduta nella sua vita: ha rifiutato un lavoro che non “era il suo” e subito dopo le si è presentata l’opportunità di fare ciò che sognava, un piccolo passo avanti verso il raggiungimento dei propri sogni.

Allora ho pensato che fosse giusto condividere queste storie a lieto fine anche qui.

Lo so, sono tempi bui, in cui chi ha un lavoro se lo tiene stretto ad ogni costo, spesso facendo mille sacrifici, talvolta andando in ufficio con un groppo in gola che la mattina non si scioglie nemmeno dopo il caffè bollente.

Non mi permetto di dire che sia sbagliato, tutt’altro, vorrei con questo post solo segnalare che a volte i sogni si avverano, certo, non per tutti e non sempre, ma a volte si avverano davvero e quando succede sono un raggio di sole anche per tutti gli altri sognatori.

E secondo me è giusto condividerlo.

Io continuo con la mia tempesta ma queste storie a lieto fine mi hanno regalato un sorriso e una speranza, spero possa essere lo stesso per voi…

“Le tue radici erano pronte per cercare altra terra…”
(P. Neruda)

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

14 comments

  1. oh Francesca…che nodo in gola.
    non è così facile ahimè, o forse non per tutti.
    anche noi ora siamo in quattro con uno stipendio, quella che non lavora sono io, perché il posto dove lavoravo ha chiuso quando ero incinta della prima bimba.
    perché per seguire i miei figli avrei probabilmente rinunciato comunque al mio lavoro.
    e non mi spaventa il futuro, la cinghia si stringerà ancora e le faremo altri fori, se necessario.
    quello che mi avvilisce, mi rattrista e mi lascia un nodo in gola è il pensiero che chi sta crescendo questi figli con me esce tutte le mattine e rientra alla sera, vedendoci poco, ahinoi, e rinunciando a molto.
    e i salti nel buio fanno paura, anche se ci sono storie a lieto fine, come quella che hai raccontato.
    che a leggerle ti verrebbe anche un po’ di coraggio…
    grazie.

    1. Lo so…
      Non e’ facile. Non lo e’ per niente. Non lo e’ mai.
      Solo che sapere che intorno a noi, nel buio, ci sono cose belle fa bene. O almeno…fa bene a me…
      Per questa ragazza sono passati 10 anni ma in questi anni lei ha sorriso, io l’ho vista. Forse molte volte ha anche rimpianto la sua scelta, non so, ma alla fine la vita le ha dato ragione…
      E’ bellissimo.
      Poi non tutte le storie sono uguali, non sempre la vita restituisce cio’ che le viene donato… lo so…ma mi fa star meglio pensare che a volte succede…mi aiuta ad affrontare il buio…

  2. Si è tanto difficile, ma dobbiamo continuare a pensare che i sogni POSSONO avverarsi, anche se nella contingenza ci sembra impossibile. Io faccio parte della schiera di chi ha un lavoro precario, malpagato e che non sento “mio”, ho il groppo in gola e trangugio caffè perché questi pochi soldini ci fanno comodo, ma quanta amarezza, quando penso ai miei studi e alle mie aspirazioni, a ciò che ho perso lungo la strada. Eppure dobbiamo continuare a sperare e il tuo posto ci aiuta!

    1. Grazie cara… era quello che speravo nello scriverlo…
      I sogni si possono avverare e come l’Isola che non c’e’… finiscono solo quando smetti di cercarla…e di crederci…

  3. Una bella storia davvero. Quando sei una moglie, una madre, riesci a realizzare i tuoi sogni se il marito ti da pieno appoggio e condivide il tuo sogno. Sa che realizzandoti non potrai che essere più felice e serena. Se hai un marito così accanto sei già sulla buona strada.
    Ti auguro di trovare la tua e di poterla perseguire.

    1. Grazie cara per il tuo prezioso augurio…lo so, avere una persona del genere al tuo fianco è il punto di partenza ma anche una fortuna.

  4. tanta speranza! continua a condividere con noi queste storie Francesca, mettono davvero il buon umore 🙂
    Un abbraccio!

  5. Queste storie e questi sogni fanno bene all’anima, di chi li vive e di chi li conosce. Tutto si può fare, tutto, basta volerlo. Grazie!!! ;-))))

  6. Io mi incrocio tutta per te. Sto uscendo da poco dal ruolo di “solo mamma” e mi chiedo continuamente cosa voglio fare, ho una vita che mi regala tante possibilità, ma oltre al lavoraccio dle Navigante che non mi da un attimo di stabilità, ho anche un grosso difetto: io di sogni ne ho a milioni, sono una che si appassiona di tanto e vorrebbe fare tutto, insomma una vita non mi basterà mai!!! In questo sono proprio una pesci!

  7. Una storia di coraggio e speranza, molto molto bella!
    Ma a te, cosa succede!

    1. ciao cara! in realtà questo post è di quasi 3 anni fa, non so come mai ti sia comparso proprio ora! In quel periodo stavo prendendo delle decisioni importanti che hanno di certo cambiato la mia vita! 🙂

      1. Ah, ecco! Mi è comparso nella mail riepilogativa dei nuovi post, con un titolo riferito a Disneyland è così l’ho letto, invece era questo. Pensavo fosse errato il titolo, invece era il post! In ogni caso, visto che me la ero persa, mi ha fatto piacere leggere questa storia!

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