Blogging - diventare un travel blogger professionista - aggiornare i social sempre anche in viaggio - cellulare in mano fin dal risveglio col caffè

Lavorare come travel blogger: quale routine

Quando ho aperto il mio blog di viaggi, sette anni fa, non sapevo nulla di blogging, social media e influencer marketing. Tra le tante cose che non immaginavo c’era il fatto che il blog sarebbe diventato il mio lavoro lavoro. Ma, credetemi, non pensavo nemmeno che avrebbe richiesto tanto impegno quanto un lavoro ben prima di diventare veramente remunerativo.

Diventare travel blogger: come si fa a trasformare un hobby in un lavoro?

In molti – inclusa me all’inizio della mia attività da blogger – sottovalutano quanto impegno ci sia dietro la scrittura di un post, quanto tempo si impieghi a editare le immagini, postare sui social e scegliere le parole chiave. Ma se vuoi gestire il tuo blog in modo professionale queste sono le basi. Perché solo così il blog può avere una chance di diventare altro da un hobby e anche così non sarà facile, credetemi.

Il problema però, quando questa attività non è ancora remunerativa, è proprio il tempo da dedicare al blog.

Come si fa a trovare ore di lavoro per fare un lavoro che – di fatto – non viene pagato quando magari si ha una famiglia oltre che un’occupazione full time? E ok la passione ma siamo tutti umani e, se non hai vent’anni, dopo un po’ le nottate a lavorare e i weekend chini sul pc si fanno sentire. Oltre a suscitare mugugni e polemiche i famiglia.

Quindi?

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Il tempo per il blog: la mia routine da Travel Blogger

In questo caso l’elemento chiave è trovare la giusta routine. In questo modo tutto sarà più facile, più organizzato e anche più proficuo. E visto che in tanti mi scrivono per chiedermi consigli su come fare trasformare una passione in un lavoro ho deciso di condividere qualche cosa di più sulla mia routine da Travel Blogger.

Innanzitutto prima di diventare freelance il mio tempo da blogger era veramente ben organizzato.

Lavorando non potevo scrivere quando sentivo “l’ispirazione” o aggiornare i social “a richiesta” quindi mi ritagliavo per il blogging solo poche ore ma molto concentrate. Per la mia – e preciso mia, perchè poi ognuno deve trovare la propria organizzazione – routine funzionava  dedicare un’ora circa ai social la mattina molto presto (programmando i post del giorno grazie a tool come quelli raccontati qui), mentre la sera e nei weekend mi dedicavo alla scrittura dei post, per cui avevo bisogno di più calma. Mentre nei ritagli di tempo rispondevo alle email o ai messaggi.

Ho sempre però avuto un file di appunti su cui mi segnavo le idee e gli spunti che mi venivano in mente durante il giorno per poi, nella calma della sera, trasformarli in parole. Moltissimi articoli poi li scrivevo in viaggio, sia perché la mente era più fresca sia perché avevo più tempo.

Ovviamente questo da dipendente significava anche non fare mai “una vacanza vera” (non che adesso sia diverso eh… ) perchè comunque una parte delle mie ore in viaggio erano dedicate alla scrittura. Però funzionava.

Quando ero una Travel Blogger part-time – con partita iva ma un altro lavoro da dipendente a “coprirmi” le spalle – la mia scelta era stata di concentrarmi su alcuni social in particolare. Quelli che mi richiedevano meno tempo perché erano più affini a me. In particolare la mia scelta era caduta su Instagram che è stato il social network su cui sono stata più costante nelle pubblicazioni per parecchi anni. Attenzione però, questo non significa che sia la scelta giusta per tutti, semplicemente per me era più facile editare una foto che creare un post per Facebook.

Ognuno però secondo me deve trovare la propria strada, valutando quali e quanti social può gestire in base alle proprie inclinazioni. Anche perché i canali da gestire sono molti e per ciascuno è necessario un linguaggio differente.

Infine come Travel blogger part time ho sempre avuto un piano editoriale per il blog, perché una delle cose che Google ama è la costanza di pubblicazione. Inutile quindi pubblicare un articolo al giorno per un mese e poi sparire per due settimane, meglio fare meno ma con più regolarità, dilanzionando i contenuti nel tempo se si sa che certi periodi – a causa di problematiche lavorative o di particolari impegni – saranno già full e non rimarrà spazio da dedicare al blog.

[cml_media_alt id='15786']Tramonto a Durazzo - Albania[/cml_media_alt]

Da travel blogger professionale a professionista

Questi sono secondo me spunti utili per chi vuole “fare il salto” e passare dal gestire il blog come un hobby a qualcosa in più. Ad un certo punto però, inevitabilmente, bisognerà fare una scelta. Personalmente infatti ritengo che sia molto difficile – se non impossibile – conciliare il lavoro da travel blogger con un lavoro da dipendente full time in ufficio canonico.

Quelli da 9-17 fissi in sede per capirci, con in aggiunta il tempo di trasferimento per arrivare al lavoro.

Questo per due motivi. Innanzitutto perché un travel blogger deve viaggiare e non è coerente – nè professionale – pensare di lavorare con i clienti nei periodi di altissima stagione, come possono essere le vacanze di Natale o di Pasqua, quando le aziende chiudono. E difficilmente un lavoro da dipendente lascia così tanta flessibilità da poter partire in qualunque momento e con scarso preavvisi. O almeno: io un lavoro così non l’ho mai trovato ma se lo trovate ditemelo che mando il CV! 😉

Il secondo motivo è la mole di lavoro che gestire un blog comporta. Essere un professionista del blogging richiede di rispettare certe tempistiche e produrre materiale con una serie di caratteristiche qualitative, implica formazione continua e aggiornamento delle proprie competenze. Ai blogger – travel e non solo – viene richiesto di essere multicanale, di conoscere le dinamiche di tutte le piattaforme sociale e di saper realizzare contenuti per esse.

Riuscire a fare tutto questo nella pausa pranzo, dopo cena o nei weekend è – a mio parere – una mission impossible. E non credo sia un caso che i travel blogger professionisti al momento in Italia sono praticamente tutti liberi professionisti che si dedicano al 100% al blog o, in alcuni casi, affiancano al blogging altre attività da imprenditori, freelance o magari gestendo attività di famiglia che permettono loro di concilare i tempi del blog con quelli dell’altro lavoro.

Poi possono esserci fortunate eccezioni. Ovvero dipendenti che hanno un lavoro molto – ma molto! – flessibile, con ampi margini di indipendenza e tanto tempo libero. Ma, considerando la media del mercato del lavoro italiano in cui il part-time non viene concesso nemmeno per “chiedendolo in ginocchio sui ceci” e la flessibilità è intesa come “tu lavori anche dopo l’orario ma io non ti pago“… Ecco, diciamo che è difficile. E implica una buona dose di fortuna! 😉

Io per ora mi fermo qui, spero che questi consigli possano esservi utili se il vostro obiettivo è diventare blogger di viaggi professionisti. Poi se vi va vi lascio il link alla playlist Tea&Blog sul nostro canale YouTube dove ci sono molti video tutorial dedicati proprio a questo argomento. Enjoy e seguitemi su Facebook, Instagram e YouTube per saperne di più!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

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