Lavorare da casa con un bimbo: un bilancio

Ormai è più di un anno che lavoro da casa come freelance. Sono travel blogger professionista e web writer quindi di fatto la mia giornata la trascorro davanti al pc, con qualche intervallo tra lavatrice e fornelli.

Una scelta presa non a cuor leggero, decisa dopo mille “ma” e “però”. Una scelta però che, quando ne parlo, in molti, soprattutto donne, mi invidiano. Perchè quando dico che lavoro da casa normalmente la reazione delle altre mamme lavoratrici è “Oh, fortunata te!“.

In realtà prima intraprendere questa strada lo pensavo anche io. Adesso però vedo le cose un po’ diversamente.

Ma com’è in realtà lavorare da casa per una mamma?

La verità è che avere come “ufficio” la propria abitazione ha di certo molti vantaggi ma non sono certo tutte rose e fiori. E se state valutando questa scelta qui sotto vi metto i pro e i contro, sulla base ovviamente della mia esperienza.

[cml_media_alt id='13862']Casa da Freelance[/cml_media_alt]

Lavorare da casa con un bimbo: i vantaggi

Iniziamo dai vantaggi perché, ovviamente, ci sono.

  • Incastrare tutto: Se una mamma normalmente deve fare magie per incastrare tutto, combattendo, almeno in Italia, con un mercato del lavoro che fatica a concedere flessibilità di orario e di giorni lavorare da casa aiuta. Per capirci ora io non devo chiedere il permesso a nessuno per la recita della scuola di mio figlio che inizia alle due del pomeriggio, evitandomi alzate di sopracciglio e risposte poco carine. Ovvio, poi dovrò recuperare magari lavorando la sera ma queso è solo un mio problema.
  • Le colazioni: Per il tipo di lavoro che facevo io prima uscivo di casa prima che mio figlio andasse a scuola. A volte non era nemmeno sveglio. Adesso mi sono riappropriata del tempo di questi momenti. La mia sveglia suona prima della sua comunque ma almeno ci sono quando si sveglia e fa colazione.
  • La scuola: Andare a prendere mio figlio a scuola o andare a portarlo erano due cose che non riuscivo a fare prima. Ora non è che io ci riesca sempre (tutt’altro!) ma almeno posso farlo decidendo autonomamente. E sapere di non esserne esclusa automaticamente è un’altra cosa per me importante.
  • Non buttare il tempo: Ho sempre odiato sprecare il tempo in auto o in treno per raggiungere la mia sede di lavoro. Mi sembrava di buttarlo, elegantemente, nel water. Ora questi “tempi sprecati” non esistono più. Lavoro da quando apro gli occhi a quando li chiudo. Confesso: devo ancora capire se è un bene o no!
  • Quando tuo figlio è malato ci sei: Questo è in realtà sia un vantaggio che uno svantaggio… Però sicuramente ci sei e non devi fare i miracoli per affidarlo a qualcuno proprio quando ha più bisogno di te.

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Lavorare da casa con un bimbo: svantaggi

Ci sono però anche degli svantaggi, in parte legati all’incretezza di una libera professione e in parte connessi alla gestione dell’attività:

  • Lavorare sempre: Quando lavori da casa lavori sempre. Non esitono il sabato, la domenica e le sei di sera. Capita di rispondere al telefono ad un cliente mentre sei al parchetto o che di dover scrivere una mail urgente quando tuo figlio vorrebbe giocare con te. E questo non è facile da far capire a un bambino.
  • Se stai male lavori comunque (e anche in ferie): La parola d’ordine dei liberi professionisti è “incertezza”. Anche se stai male devi lavorare e le vacanze sono una chimera, perchè comunque non si stacca la spina. Poi nel mio caso lavorando come travel blogger c’è una gran confusione da parte di tutti tra quando sono “in viaggio per il blog” (ovvero sto lavorando) e quando sono “in vacanza”. E per tanti io sono sempre in vacanza, cosa abbastanza sfustrante, soprattutto quando ti lamenti di essere stanca e qualcuno fa battutine in proposito! 😉
  • Manca un confronto: Se qualcosa non va sei da sola. Da sola con la tua tastiera e con le tue paranoie. Non hai colleghi con cui bere un caffè, al massimo se ti va bene hai qualche amica virtuale con cui sfogarti un po’. Ma il caffè con le colleghe mi manca, condito da chiacchiere di supporto o anche da qualche pettegolezzo, per ridere e confrontarsi.
  • Ti devi saper organizzare: Perchè, ok, bello, hai tutta la giornata a tua disposizione, non butti il tempo in auto o in treno. Ma la giornata la devi far fruttare, ogni secondo. Gli obiettivi te li devi dare tu, comprendere le priorità e gestirle. E non è sempre facile. E poi c’è “la casa” per cui ti ritrovi a cercare di incastrare la lavatrice con la mail urgente, la telefonata con il bagno da pulire.
  • Quando tuo figlio è malato ci sei: Ci sei tu con lui, certo, ma devi anche trovare il modo di lavorare, perché tu non sei malata (e anche se tu lo fossi lavoreresti lo stesso!). Il che non è spesso nè semplice nè producente.

Questa è ovviamente solo la mia esperienza, un bilancio che per ora è in equilibrio ma, lo confesso, ben lontano dal quadro tutto rosa che avevo immaginato facendo “il grande salto” e decidendo di lavorare da casa.

Poi ci sarebbe da aprire anche il capitolo “rischi”: tipo che il rischio più grande per me per una mamma che lavora da casa è di trascurarsi. Perché chi te lo fa fare di truccarti o metterti qualcosa di diverso dalla tuta? Tanto sei in casa! Questo non per tutti è un male ma finisce anche che un vestito non te lo compri perché tanto non lo useresti e idem un rossetto o uno smalto. E questo non è un bene secondo me…

Ma adesso se vi va raccontatemi la vostra esperienza: lavorate da casa? Come vi trovate? E che consigli mi dareste per trasformare quelli che io vedo come svantaggi in punti di forza? 😉

Come sempre se vi va seguiteci su Facebook e Instagram, la discussione continua lì 😉

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