Le chiese colorate delle Langhe: la cappella del Barolo e quella del Moscato

Tra le tante cappelle delle Langhe ce ne sono due che sono diverse da tutte le altre chiesine langarole ma anche differenti da qualsiasi chiesa italiana. Si tratta della Cappella del Barolo e della Cappella di Coazzolo, due edifici che non potrete non notare durante un weekend in giro tra i vigneti delle Langhe visto che sono davvero molto particolari.

Queste cappelle colorate delle Langhe sono infatti state decorate da due artisti internazionali e oggi svettano, con i loro colori sgargianti, tra le vigne dove vengono protti i celebri vini Barolo e Barbaresco. Due meraviglie del Piemonte e dell’Italia intera, a cui queste due piccole chiesette colorate rendono omaggio.

Follie di questo territorio, dove rose rosse ornano i vigneti e panchine giganti punteggiano le colline. Ma anche una meraviglia per gli appassionati di fotografia, che, proprio come noi, non resistono ad andare a cercarle per scattare loro qualche fotografia.

Ma dove sono le cappelle colorate delle Langhe e soprattutto qual è la loro storia?

NOTA DA APPASSIONATI: Noi amiamo molto il territorio delle Langhe e Roero che è “un po’ casa”, visto che parte della famiglia viene proprio da questa zona. Per questo motivo troverete molti articoli sparsi per il blog, ma se volete un approfondimento per non perdervi nulla il nostro consiglio è di partire insieme a una guida cartacea. Questa guida delle Langhe è molto dettagliata per ristoranti, cantine e enoteche mentre la nostra guida è focalizzata su itinerari e curiosità, per chi vuole conoscere il territorio “like a local”.

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Le cappelle colorate delle Langhe: dove sono e come raggiungerle

Le piccole chiese colorate del Piemonte più visitate sono due e si trovano ai due estremi del territorio delle Langhe e Roero, l’una verso Barolo e l’altra verso Asti. La terza invece è all’interno di una struttura privata.

La cappella colorata delle Langhe a La Morra

La cappella colorata delle Langhe più famosa si trova a La Morra, vicino a Barolo. Il suo nome originario era quello di Cappella di Santissima Madonna delle Grazie anche se è conosciuta anche come Cappella delle Brunate. Per arrivare alla Cappella del Barolo provenendo da Alba troverete le indicazione “Cappella del Barolo” all’altezza della Cantina Terre di Barolo.

Una volta in cima potrete lasciare l’auto e poi, dopo aver visitato la cappellina, fare una passeggiata nei vigneti seguendo la strada che si inerpica oltre il parcheggio oppure proseguire per Barolo, per una visita al WiMu, il Museo del Vino.

La cappella colorata vicino ad Asti

La seconda chiesetta colorata piemontese è invece a Coazzolo, che in verità sarebbe in provincia di Asti e quindi fuori di quel territorio delle Langhe e Roero divenuto patrimonio UNESCO. Anche se geograficamente il comune di Coazzolo si trova fuori dalle Langhe in realtà la cappella gode di una vista splendida proprio sulle colline delle Langhe, in particolare sui vigneti del Barbaresco.

L’edificio è anche chiamato “La cappella del Moscato” e per raggiungerla troverete le indicazioni lungo la strada: se arrivate da Alba incontrerete il cartello con indicato “cappella di Tremlett” proprio fuori da Neive che, guardacaso, è un altro dei borghi da vedere nelle Langhe. Lì davanti ci sono alcune panchine per godersi in tranquillità il meraviglioso panorama sui vigneti ed è possibile seguire i sentieri segnalati che si snodano tra i vigneti.

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La Cappella del Barolo nelle Langhe: la storia

La cappella colorata del Barolo è la più antica delle due, realizzata nel 1999 dai due artisti David Tremlett e Sol LeWitt. La piccola chiesa in verità è ben più antica visto che la Cappella di SS. Madonna delle Grazie risale al 1914 , non fu però mai consacrata e alla fine degli anni ’90 l’edificio versava in stato di grave abbandono.

Fu la famiglia Ceretto, che l’aveva acquistata nel 1970 insieme al vigneto di Brunate, a decidere di ristrutturarla trasformandola in un’opera di arte contemporanea e chiamando per questo progetto i due artisti. La chiesa non è consacrata ed è possibile visitarne l’interno, anch’esso affrescato.

La Cappella del Moscato a Coazzolo: la storia

La storia della cappella colorata vicino ad Asti è invece più recente visto che la sua inaugurazione risale al 2017. Ma la Chiesetta di Coazzolo, che in verità è la Chiesa della Beata Maria Vergine del Carmine, è ben più antica visto che è stata edificata alla fine del Seicento. L’artista David Tremlett è quindi tornato nelle Langhe quasi vent’anni dopo la realizzazione della Cappella del Barolo per una nuova opera d’arte e proprio in questa occasione ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco come riconoscimento del suo impegno per la valorizzazione del territorio.

In questo caso il promotore dell’iniziativa è stato Silvano Stella, proprietario del castello di Coazzolo ma l’intervento è stato possibile solo dopo due anni di pratiche burocratiche necessarie per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni dalla Curia e dalla Soprintendenza delle Belle Arti e del paesaggio. La chiesa continua ad essere consacrata e si trova lungo il “Sentiero Panoramico delle Vigne”.

La Cappella di San Maurizio a Santo Stefano Belbo

C’è poi un’altra cappella realizzata o meglio, affrescata, da David Tremlett nelle Langhe. Si tratta della Cappella di San Maurizio che l’artista ha decorato internamente in occasione dell’anniversario per i quattrocento anni del complesso monastico. L’intera struttura è di proprietà della famiglia Gallo che ne ha fatto in relais (il Relais Chateaux San Maurizio) ed la visita è possibile solo per gli ospiti dell’hotel oppure su appuntamento.

Questa cappella colorata delle Langhe ancora ci manca e speriamo di visitarla presto! E soprattutto di poter sperimentare i servizi dell’hotel che pare davvero super: seguite il link se siete curiosi! 😉

Non solo chiese colorate nelle Langhe!

Le informazioni riguarda la cappalle colorata delle Langhe e dell’Astigiano terminano qui ma nel blog troverete molti articoli dedicati al territorio. Vi basterà cercare nella sezione apposita e troverete di tutto, dai mercati più belli (uno su tutti il mercato di Alba!) all’antico gioco della Palla Pugno. Ma non mancano ovviamente i ristoranti da non perdere, le ricette tipiche da provare e i borghi più belli da visitare durante un weekend in zona.

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