Le invasioni dei Nativi Digitali al Fuseum

Per il post di oggi ospito un papa’ speciale di cui vi avevo accennato qualche giorno fa: Matteo – ovvero Ibrido Digitale – ed ha organizzato una delle #invasionidigitali a misura di bambino che si sono svolte la scorsa settimana in Italia, accompagnando una intera scolaresca di nativi digitali ad invadere il Fuseum, vicino a Perugia.
Come vi avevo anticipato non ho potuto partecipare a questa sua invasione ma ne condivido in pieno lo spirito: i nostri figli sono il futuro, in tutti i sensi.
Quindi ecco qui il suo racconto e le immagini, per chi non ha potuto essere presente e per chiunque volesse “invadere” il Fuseum con i propri figli anche senza invasioni programmate!


Le #InvasioniDigitali sono finite, o almeno è finito l’evento nazionale che dal 20 al 28 aprile ha portato tante persone ad occupare pacificamente luoghi d’arte e cultura, seguendo un manifesto condiviso ed ordinato. Indubbiamente si è trattato di un successo inaspettato e gradito, per me che ho seguito l’evolversi del progetto dai suoi primi passi è stata davvero un’esperienza irripetibile.
Personalmente ho seguito tre invasioni, tutte sul territorio umbro, la prima in pieno centro a Perugia, seguendo un funambolico professore di storia americano che è riuscito a spiegarci gli aneddoti nascosti della nostra città, con una passione ed una competenza proprie di una persona che sceglie il luogo che vuole amare e lo fa in modo molto più profondo di chi ci nasce. La terza  organizzata nel sottosuolo di  Narni ha portato me a realizzare insieme ad un’altra trentina di persone che le città umbre sono custodi di tesori storici inimmaginabili, dove può respirare l’atmosfera del pieno medio Evo in un’avventura oscura ed affascinante.

la seconda l’ho organizzata io, cercando di adattare le possibilità offerte dall’evento ai miei piani, così ho portato un orda di oltre 70 bambini a visitare un centro d’arte situato in uno splendido bosco dov’è situata la residenza in vita dell’artista. Ho organizzato un evento orientato ai bambini, durante un giorno lavorativo, per portarli insieme alle loro maestre, sacrificando molti adulti impossibilitati dal lavoro, ma sapete: chissenefrega!

I partecipanti alle #InvasioniDigitali italiane sono stati molti e molto motivati, ma tutti interessati già oggi ad ogni forma di arricchimento culturale, non possiamo pensare di lavorare su persone già formate, non in maniera molto efficace.
La mia idea è stata diversa, i bambini di oggi saranno i governanti di domani ed insegnare loro quanto può essere ricco un luogo d’arte, farà ricordare alla bambina che nel 2035 sarà sindaco della città che non si tratta di un luogo inutile ed improduttivo, ma un posto nel quale i bambini hanno esperienze di vita indimenticabili. Dico questo perché lo so, perché è ciò che è accaduto a me, che trenta anni fa e più insieme alla mia mamma visitavo il Fuseum respirandone l’arte che non mi avrebbe mai più lasciato.

Il motivo per il quale da solo il Louvre incassa più di tutti i musei italiani messi insieme è che molto prima di essere percepita come valore economico, la cultura deve essere interiorizzata ed assimilata come valore umano, cosa che in Francia già accade. Gli attuali governanti, soprattutto quelli locali, sono figli di un’epoca nella quale la cultura è stata messa da parte a fronte delle più meschine forme di arraffamento disponibili, come possiamo pensare che queste persone comprendano il valore dell’arte, se non sanno neanche spartirsi le poltrone. Pompei abbandonata perché ritenuta antieconomica, il Colosseo, considerato il monumento più famoso al mondo, trattato come un gigantesco spartitraffico… basta non voglio citare altri esempi.
La rivoluzione deve partire dal basso, da un metro d’altezza, quella degli occhi dei nostri figli, che hanno tutto un altro punto di vista, che io dovevo assolutamente afferrare, così ho pensato di dotare un’intera classe di fotocamera, lasciando tutti liberi di scattare a piacimento in ogni angolo del Fuseum, pregando di limitarsi ad una decina di scatti a testa… Illuso, sono NativiDigitali, non hanno 36 pose,  una bambina ne ha fatti 371 e agli altri a scendere, ma tutti centinaia, così sono stato costretto a sceglierne solo alcuni, che ho pubblicato in quest’album su Facebook, per dare la possibilità di guardare gli scatti ai genitori.
Ora ci sarà la prova del 9, saranno riusciti i miei scolaretti ad invogliare i pigri mamma e papà a visitare il tanto decantato luogo d’arte?
Speriamo, nel frattempo continuerò ad organizzare eventi culturali per la classe di mio figlio, attendendo di invadere il prossimo anno con almeno 100 marmocchi uno splendido teatro di marionette che …. ma questa è un’altra storia.
Lasciatemi dire:

Francesca Taioli
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Francesca Taioli

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. #traveller #mum #dreamer
Francesca Taioli
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  • Anonymous

    Matteo, strordinario Matteo. Questo fa parte dell’Italia che vorrei. Nicoletta

  • Grazie Nicoletta, ci dobbiamo provare assolutamente!

  • Guardare il mondo da 100 cm di altezza! Una prospettiva pedagogica eccezionale e deflagrante. Perché non organizziamo una “giornata ufficiale” di visite di questo tipo in contemporanea in tutta Italia? Immaginate quante foto da scremare. E quanti sguardi differenti tra loro. Magari entriamo anche nel guinness!!!

    • Sì può fare, ma considera che molto dipende dagli insegnanti e da quanto questi temono i genitori, che a volte sono restii a coinvolgere i figli in operazioni che non possono o non vogliono comprendere. La maestra della classe di Lory è una fuoriclasse, siamo fortunatisimi ad averla.

    • Non sono ancora in “fase scuola” con mio figlio, pero’ ho conosciuto insegnanti valide e capaci di mettersi in gioco, quindi…chissa’!:)

  • rinnovo i complimenti. bellissimo|!

    • Grazie, i complimenti sono sempre graditi, anche multipli! 🙂

  • Bravissimo Matteo!