Babbo Natale incontra gli apprendisti Elfi in una delle più belle case di Babbo Natale in Italia

Le tradizioni natalizie in immagini e parole (e il nostro Natale poco tradizionale)

Quali sono le vostre tradizioni natalizie? Noi da quando è nato il nostro bimbo abbiamo sempre vissuto un Natale semplice e casalingo: regali scartati alla mezzanotte della Vigilia, pranzo a casa con i parenti (con le immancabili tartine di salmone!), messa e passeggiata pomeridiana “per smaltire”. Quest’anno però le cose saranno diverse visto che siamo in partenza per il Trentino, ma non per una vacanza sulla neve, bensì per far fare le cure termali al nostro bimbo. Sì, perchè la voglia di vederlo stare un po’ meglio dopo questi mesi autunnali che sono stati abbastanza complessi ha prevalso sul desiderio di trascorrere un Natale tradizionale e perfino di partire per una meta lontana!

Durante le feste saremo quindi alle prese con le terapie ma mentre riflettevo su quanto poco tradizionale sarà il “Natale con le cure” ho pensato di chiedere ad alcune amiche conosciute sul web di raccontarmi una tradizione natalizia che amano con uno scatto: una ricetta, qualcosa che sono solite fare durante le feste o un “classico” del Natale di un luogo che gli è rimasto nel cuore. Qui sotto trovate i loro racconti natalizi e le loro fotografie con tutti i riferimenti per andarle a conoscere su Instagram!

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@iviaggidelpiccoloesploratore

I biscotti di pan di zenzero di Claudia @iviaggidelpiccoloesploratore

Claudia è una mamma super stilosa che scatta fotografie meravigliose, se non la conoscete cercatela su @iviaggidelpiccoloesploratore dove racconta anche i viaggi con il suo bimbo.

gingerbread conosciuti anche come omini di pan di zenzero sono i famosissimi biscotti allo zenzero tipici di Natale. Hanno un sapore speziato addolcito dalla melassa come vuole la ricetta originale. Oggi però  vi invito a provarli nella variante alla frolla e cioccolato fuso: sono davvero buonissimi e perfetti anche per chi non ama i sapori pungenti ma preferisce quelli dolci. Non appena sfornati potrete divertirvi a decorarli con della glassa o con una spoverata di zucchero a velo, noi li mangiamo immergendoli nel cioccolato fuso.

Ecco la ricetta per i gingerbread: 150 g di burro tagliato a pezzi; 100 g di zuccher, 300 g di farina, 1 uovo, un pizzico di sale, 1/2 bustina Lievito 1 bustina di vanillina per insaporire. Per prima cosa accendete il forno a 180 gradi, preparata una teglia abbastanza grande e ricoprite il fondo con la carta forno. Se preferite mangiarli con il cioccolato fuso, iniziate a far sciogliere le barrette a bagnomaria, fino a quando non saranno completamente fuse. Per l’impasto della frolla, dovrete prima di tutto formare una specie di vulcano in cui al centro buttare tutti gli altri ingredienti, per poi amalgamare, ovvero impastare fino a quando otterrete un impasto solido. Ricopirtelo con la pelliccola, e ponetelo in frigo per almeno un’ora. Con un mattarello stendete la pasta e via di stampo! I gingerbread sono pronti da infornare, fateli dorare in superficie e una volta cotti, fateli intiepidire per cospargerli con lo zucchero a velo! Serviteli per una merenda natalizia in famiglia.

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@50sfumaturedimamma

Il Natale in Bielorussia di Anna @cinquantasfumaturedimamma

Anna vive a Parigi ed è la dolcissima mamma di due splendide bimbe, una viaggiatrice appassionata e mai banale nei suoi racconti con un amore speciale per la Bielorussia. La potete seguire su @50sfumaturedimamma insieme anche a Morna e Clarissa.

C’è un posto nel mondo in cui il Natale profuma di Capodanno, in cui l’albero si ricopre di neve e nei pacchi si trovano mandarini e calzini. Si chiama Bielorussia, e mentre in Natale ortodosso scatta il 7 gennaio, la vera festa è il 31 dicembre. Sarà per questo che sento la Bielorussia così mia pur essendo totalmente italiana, con questo fil rouge che mi lega a lei, io che adoro l’ultimo dell’anno e ho un tiepido affetto per il 25. In Bielorussia seduti intorno ad un tavolo si mangia tutto ciò che non si è mangiato durante l’anno e si passa la notte così, sbucciando mandarini preziosi e concedendosi il lusso di ciò che per il resto dell’anno è solo un sogno.

Per me Natale è questo: l’amore delle persone a cui tieni, un albero illuminato, pochi soldi e tanta condivisione. Il resto, che sia 25 o 31, importa poco.

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@mammadalprimosguardo

Il Presepe Vivente di Serena @mammadalprimosguardo

Quando penso a Serena e alle sue foto le prime cose che che mi vengono in mente sono il suo sorriso e la sua ironia. Cercatela su @mammadalprimosguardo dove troverete anche le sue adorabili bimbe e… Ugo (ma fatevi spiegare da lei chi è!).

Una tradizione natalizia della zona dove vivo è il presepe vivente. Infatti a Santa Cristina, frazione di Borgomanero, nel novarese, ogni due anni si svolge il tradizionale presepe vivente, organizzato la prima volta nel 1980. Partecipano circa 300 comparse su una una trentina di postazioni, che riproducono gli ambienti artigiani del tempo, le antiche locande, il forno. Per l’occasione le luci elettriche del paese vengono spente e la frazione è illuminata esclusivamente da fiaccole, torce e braceri. Il presepe vivente culmina nella chiesa parrocchiale di Santa Cristina e le strade sono chiuse dalle 20 fino a tarda notte.

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@ricominciodaquattro

Wellington di salmone di Adriana @ricominciodaquattro

Adriana è mamma di tre bimbi (ora in attesa di una nuova cucciola!) ed è una delle prime blogger che ho seguito non appena è nato il mio Patato. Racconta di sè e condivide le sue fantastiche ricette su @ricominciodamamma.

Il salmone è una delle nostre ricette tipiche delle feste, per realizzare questi wellington di salmone per 4 persone avrete bisogno di: filetti di salmone; Sale e pepe q.b; 30 g di burro; cipollotti freschi; spicchio d’aglio; ½ bicchiere di vino bianco; 3 cucchiai di formaggio spalmabile; 250 g di spinaci freschi; 30 g di parmigiano; 1 confezione di pasta sfoglia; 1 uovo.

Ecco la ricetta dei wellington di salmone per Natale: In una padella mettete il burro, quando si sarà sciolto aggiungete l’aglio schiacciato e lasciate rosolare qualche minuto. Aggiungete i cippollotti precedentemente lavati e tagliati a rondelle e fate rosolare ancora qualche minuto. Aggiungete 3 cucchiai di formaggio spalmabile e il parmigiano, mescolate bene finchè il formaggio non si sarà sciolto e infine aggiungete gli spinaci, mescolateli con gli altri ingredienti e coprite con un coperchio; lasciate cuocere 3-4 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate riposare. Prendete i filetti di salmone, salateli e pepateli e disponeteli sulla pasta sfoglia precedentemente divisa in 4 parti. Adagiate sopra i filetti di salmone gli spinaci e infine chiudete creando un pacchetto con la sfoglia. Ribaltate su se stessi i fagottini in modo di avere il lato con il salmone in alto; spennelate la superficie con dell’uovo sbattuto e con un coltello affilato praticate dei tagli perpendicolari tra loro. Infornate a 160° per 30 minuti in forno statico poi sfornate e servite i wellington di salmone caldi.

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@italiaconibimbi

Le fochere di Maria Luisa @italiaconibimbi

Viaggiatrice e blogger Maria Luisa è una marchigiana innamorata della sua terra che ama esplorare l’Italia (e non solo!) soprattutto con mezzi lenti e a misura di bambino. La trovate su @italiaconibimbi.it.

In molti paesi delle mie Marche il 9 dicembre di ogni anno torna a vivere una tradizione antica e ancora molto sentita: le Fochere. La fredda nottata invernale viene riscaldata da alcuni falò, accesi in diversi quartieri della città, per illuminare simbolicamente il passaggio aereo della Santa Casa della Vergine Maria da Nazareth a Loreto. Secondo la leggenda, in seguito all’invasione musulmana, la casa della Santa Famiglia di Nazareth venne trasportata dagli angeli, prima in Croazia, poi nell’entroterra marchigiano, nel punto in cui oggi sorge la città di Loreto.  Per illuminare il volo degli angeli gli abitanti della costa adriatica accesero grandi fuochi e da allora  in onore della Madonna ogni anno si ripete questa tradizione.

A San Benedetto del Tronto, la cittadina più a sud delle Marche, grandi e piccini raggiungono la fochera più vicina e poi proseguono il giro con il bus navetta gratuito messo a disposizione dal comune. Ad ogni fermata ci sono canti, preghiere, a volte anche prodotti tipici, e tanta voglia di stare insieme uniti dalle stesse tradizioni. Oggi per motivi di sicurezza le fochere si sono ridimensionate, ma qualche decina di anni fa erano enormi, alte diversi metri, si iniziava a preparare le cataste diversi giorni prima e tutti gli abitanti contribuivano come potevano con legna, pallet e perfino mobili vecchi.

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@IlFruttoDellaPassione

Il Natale romano di Eva @ilfruttodellapassione

Eva è una donna fortissima che ti contagia con la sua allegria e l’amore per i suoi bellissimi bambini, originaria della Toscana ma expat in Brasile la potete seguire su @ilfruttodellapassione dove racconta la sua vita “con i piedi nella sabbia”.

Sono cresciuta in Toscana, ma il mio Natale é da sempre Roma. La capitale, dove vive la mia famiglia, mi ha accolto anno dopo anno con la sua atmosfera magica, le sue luci ed i suoi addobbi da sogno. Il mio Natale gira intorno al Colosseo!

Poi, una nuova vita oltreoceano ed un abete che diventa una palma, seppur addobbata a festa. Le tradizioni che si rinnovano e cambiano in modo radicale. Il pranzo di Natale con i piedi sulla sabbia e non sulla neve, il sole sulla testa invece del vento freddo sulla faccia ed un Babbo Natale con i bermuda. Da quando abito qui il mio Natale é la mia piccola ed unita famiglia ed un paesaggio tropicale che prova a tingersi di rosso!

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@miprendoemiportovia

Il Caganer in Spagna di Elisa @miprendoemiportovia

Elisa è una viaggiatrice vulcanica innamorata della Spagna che è riuscita a trasformare i suoi sogni in una bellissima realtà. Trovate i viaggi che fa in giro per il mondo insieme al marito Luca e al loro bimbo su @miprendoemiportovia

La tradizione di Natale che più ci ha colpito è stata quella del caganer in Spagna.  Il caganer è la figura più amata del presepe catalano che raffigura una persona accovacciata intenta a… defecare.  I bambini sono molto contenti di vederlo nel presepe ed è una tradizione molto amata in tutta la Catalunya anche perché le reinterpretazioni con politici e personaggi famosi sono moltissime.

Siamo legati a questa tradizione perché è proprio a Barcellona che Manina ha fatto il suo primo viaggio in aereo a quattro mesi che poi ci ha portato in un on the road per buona parte della Catalunya dove abbiamo ritrovato questa statuina in tutti i mercatini di Natale.

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@ninakinablog

L’albero di Natale di Elisa @ninakinablog

L’account di Elisa è un concentrato di poesia e di eleganza e poi nelle sue foto ci sono loro, le sue due biondissime birbanti, tanto belle quanto combina guai! La trovate come @ninakinablog.

Fin da quando ero piccina l’8 Dicembre era tempo di albero di Natale, mai il giorno prima, mai il giorno dopo. Andavamo con nonno a prendere la grande scatola di legno piena di palline di vetro soffiato dai mille colori, ricordo ancora l’emozione nell’aprire quello che ai miei occhi da bambina era un vero forziere. Io mettevo le palline più grandi in basso e lui pensava a quelle in alto, alla fine assieme mettevamo il puntale rosso. Erano momenti così magici da averli voluti rivivere ogni anno, prima da nipote poi “solo” da figlia e adesso da mamma. Regalare una tradizione alle mie figlie, una data da aspettare e da ricordare sempre e per sempre è per me il dono più prezioso.

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@lasottilelinearosa

Gesù Bambino di Francesca @lasottilelinearosa

Mamma fashion e appassionata di fotografia, coi suoi scatti racconta ogni giorno la sua vita fatta di piccole cose piene di gioia e amore. La trovate su Instagram come @lasottilelinearosa.

Chi vi portava i doni da piccoli? Avanti ditemi la verità! A me, come voleva la tradizione milanese, li portava Gesù Bambino. Sinceramente mi sono sempre chiesta come un neonato potesse portare dei doni a tutti i bambini del mondo, e poi intorno a me tutti i miei amici parlavano continuamente di questo fantomatico Babbo Natale: tutto vestito, paffuto, con la barba lunga e bianchissima, le guanciotte rosse e poi la slitta volante con le renne…dai ma volete mettere?! Decisamente tutta un’altra storia!

Be fatto sta che da piccola la tradizione l’ho sempre un po’ snobbata, lo ammetto, ma oggi rimpiango un po’ la magia di quel Gesù bambino così dolce e amico che con la magia della sua stella cometa mi avrebbe portato tanti regali, proprio quelli che desideravo io.
Meno blasonato, sicuramente più sacro e ricco di storia, nonché legato alle mie origini…ed è così che oggi quando sento parlare di Gesù bambino la mia mente vola alla mia infanzia e, come sei flash, mi ricordo ancora a casa coi miei parenti, l’albero e i regali, la tavola imbandita e il calore della famiglia, quella famiglia che ancora oggi fa sognare il mio Alessandro e le mie nipoti. Ogni tanto gli scappa ancora quel “Gesù bambino” portatore di regali, ma Babbo Natale ormai ha fatto capolino anche in casa mia e forse un giorno racconterò ad Alessandro la favola di Gesù bambino che porta i regali. Sicuramente oggi sta già scoprendo la vera storia di quel bimbo venuto a salvare il mondo…ma questa è un’altra faccenda!

E … quali sono le vostre tradizioni natalizie?

Quali sono invece le vostre tradizioni di Natale? Se vi va mandateci i vostri racconti e seguiteci in questo nostro Natale poco tradizionale che condivideremo su Instagram Stories. Buone feste, qui è ufficialmente partito il countdown!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

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