Il Patato incontra Pinocchio

L’estate sta finendo…

L’estate sta finendo, stai diventando grande ... ” canticchio mentre fuori infuria l’ennesimo temporale. O forse non è mai iniziata visto che i temporali ci hanno accompagnati per tutti questi mesi…

Quello che è però è certo è che sono finite le nostre vacanze. Valigie sistemate, lavatrici fatte, tu dormi e io scrivo. Questa è stata la nostra terza estate insieme, con te che sei nato proprio sulla soglia della caldissima estate di due anni fa. Quest’anno, proprio come quell’estate, abbiamo scelto il Piemonte come meta del mese di agosto ed è stato facile e un po’ scontato perdersi tra confronti e ricordi tra l’ometto chiacchierone che sei ora e il bimbo in preda alle coliche di allora.

Parli tanto, troppo a volte, proprio come tua madre, con una proprietà di linguaggio e una capacità di argomentare inusuale per la tua età, parli anche nel sonno e i tuoi capricci si trasformano in negoziazioni che manco da un buyer esperto ci si aspetterebbero. A volte sei sfinente, a volte le mie orecchie vorrebbero solo un po’ di silenzio, a volte la tentazione di inondarti di Peppa Pig è forte, poi mi viene da ridere da sola e di buttarmi anche io per terra come la tua adorata famiglia di maiali così magari da lì in basso tutto riacquista una prospettiva nuova.

Sei cocciuto, proprio come avevano pronosticato saresti stato, un toro forte e deciso che pare inamovibile quando si impunta. Inutile prenderti di petto, meglio girarti intorno, eppure io lo faccio lo stesso, perché forse la cocciutaggine è anch’essa ereditaria, ma tu, dal turbinio dei tuoi “terrible two” non ti fai spaventare da nulla, mi sfidi e non molli.

Sorridi, sorridi tanto e quando sorridi sei il bimbo più bello del mondo, canti a squarciagola e all’infinito le tue canzoni preferite, non importa se sono in italiano o in inglese, poi sembri d’improvviso molto grande quando – forse percependo che inseguo pensieri strani – mi guardi preoccupato e mi chiedi “Mamma stai bene?” con quella cantilena buffa che hai.

Dormi poco, ora come due anni fa, il tuo sonno continua ad essere un tasto dolente per noi, dicono che ci si abitua ma non è vero, almeno non per me, così ai tuoi risvegli notturni rispondo quasi da sonnambula e al mattino cerco invano di convincerti a dormire ancora un po’. Ma è tutto inutile, tu hai fretta di cominciare la tua giornata anche se è l’alba.

In questi giorni in Piemonte per la prima volta mi hai detto “Io non sto bene, andiamo a casa!“. Intendevi casa tua, casa vera, non casa delle vacanze e la tua faccina da bimbo malato mi ha stretto il cuore. Poi però ti sei ripreso e quando l’ultimo giorno mi hai vista preparare le valige hai detto “Mamma, andiamo al mare?

Durante questa vacanza insieme hai nuotato vicino ai pinguini, guidato un trattore vero, giocato con giochi antichi e con satelliti spaziali, sgranato gli occhi davanti a Pinocchio e cercato di afferrare i lemuri, imparato cosa sono le luffe e visto il tuo primo spettacolo di magia, fatto pic-nic e combattuto zanzare, toccato giocattoli che non si potevano toccare e mangiato gelati impiastricciandoti il viso. Hai riso, pianto, fatto i capricci, ti sei addormentato nel lettone e hai fatto lunghi viaggi in macchina, i tuoi occhi si sono illuminati di gioia e riempiti di lacrime, sei stato bambino, un bambino viaggiatore.

Io non lo so come diventerai da grande, se amerai viaggiare oppure no, se durante un’estate piovosa come questa preferirai stare in casa sotto un piumone a leggere un libro o afferrerai un ombrello per scoprire il mondo, se ti piaceranno le estati fresche o amerai il caldo. Non so nemmeno se ti ricorderai qualche piccolo frammento di questo “agostobre” in Piemonte nella vecchia casa dei nonni e allora te l’ho raccontato io, proprio come ogni sera quando  la domanda di rito era: “Cosa abbiamo fatto oggi?“…

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer