Lo scambio casa: l’esperienza di una famiglia

Il guest post di oggi nasce da un incontro in rete che sembrava fatto apposta per darmi le informazioni che cercavo sullo scambio casa.
Per questo ringrazio Paola, una mamma viaggiatrice che ha sperimentato con i suoi figli questo particolare modo di viaggiare, e con il suo entusiamo mi ha spiegato come funziona e cos’e’ lo scambio casa.
Insomma, se anche voi siete incuriositi leggete qui la sua esperienza e… poi ditemi!Quando  Francesca  mi ha chiesto se avessi avuto voglia di scrivere un post sull’esperienza dello scambio casa, sono stata travolta dal suo entusiasmo, dalla splendida idea e dai miei ricordi…così le ho detto istantaneamente di si’!!!!
Beh, ecco, poi mi son trovata davanti il solito foglio schermo bianco e mi son chiesta: ”ed ora, da dove inizio?
Quindi come per tutte le favole, direi di cominciare dall’inizio, quando…
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Scambio casa – Credits Paola
C’era una volta una famiglia di quattro persone: mamma, papà e due bambini che all’epoca avevano rispettivamente uno e tre anni.
Era autunno, tornavamo da un bellissimo fine settimana a Bologna, bello per la città, gli amici e la fiera della Creatività; ma un po’ anonimo il posto dove avevamo dormito. Nella nostra tradizione di viaggio infatti abbiamo sempre ricercato residenze d’epoca, particolari B&B o agriturismi capaci di coniugare insieme accoglienza familiare, gusto, semplicità e comodità, abbiamo sempre cercato di entrare in contatto con i proprietari per ascoltare le loro storie, il vissuto, i tesori della loro conoscenza, qualche segreto dello spazio che avremmo occupato.
Con l’allargarsi della famiglia abbiamo però constato più volte che tutte queste caratteristiche hanno quasi sempre un “retrogusto” poco friendly 😉 ..
Dovevamo quindi trovare l’alternativa, la soluzione per continuare a  viaggiare, conoscere e immergerci nelle culture differenti per periodi medio lunghi…ma senza spendere troppo!
In quello stesso periodo un’amica ci aveva parlato dello scambio casa
[cml_media_alt id='5858']Scambio casa - Credits: Paola[/cml_media_alt]
“Scambio casa???? Mi piace quest’idea!!!!”
“Si’, però dobbiamo capire bene come funziona, i costi…”
“Penso a  tutto io, ora aspro San Google e cerco, sono sicura che fa per noi!”
“Certo, magari verifichiamo anche quali garanzie ci sono…ci sarà un’assicurazione?”

Così, in poche ore, ha inizio la prima fase: l’indagine conoscitiva!
Ho effettivamente cercato i vari siti di riferimento (scambio casa, intervac-homeexchange, homelink, homeforhome) e mi sono dettagliatamente documentata sui costi e le modalità di iscrizione e partecipazione.
Per poter accedere allo scambio casa bisogna essere membri di una delle varie associazioni specializzate, ci si iscrive pagando una quota annuale (costo che varia tra 80 e 130 euro all’anno, homeforhome è gratuita) e si costruisce il proprio profilo fornendo informazioni (e preferibilmente anche delle foto) sulla propria casa, la famiglia, i dintorni (più è dettagliata e invitante più aumentano le possibilità di concludere uno scambio soddisfacente).
Fatta l’iscrizione si può così accedere al sito con le proposte di scambio in tutto il mondo: in rete si possono vedere le altre case inserite nel circuito e accedere al profilo di chi si propone per scambiare casa. Alcuni siti offrono anche la possibilità di una prova gratuita per 15 giorni circa (intervac-homeexchange).
La nostra prima ricerca di scambio è stata molto mirata, io volevo andare in Provenza…e ce l’abbiamo fatta, trovando uno scambio meraviglioso a Marsiglia.
[cml_media_alt id='5859']Scambio casa - Credits: Paola[/cml_media_alt]
Scambio casa – Credits: Paola
Prima di concludere lo scambio abbiamo valutato tantissime proposte, ci siamo scritti tante mail con gli “offerenti” analizzando tutti i dettagli del viaggio (costi di spostamento, posizione della casa, eventuale necessità di scambio macchina, attrezzatura e/o giochi disponibili per bambini, presenza di animali…ecc).
Grazie alle numerose mail o chiacchierate via skype è possibile approfondire la conoscenza, sebbene ammetto che la scelta alla fine sia stata dettata da una sorta di istinto, basato sull’ “empatia”…e non abbiamo sbagliato!
Credevo fosse difficile, invece si ricevono numerose proposte e in media per concludere uno scambio credo siano sufficienti un paio di mesi. 
Comprendo chi mi dice di non volersi “lanciare” in quest’esperienza perché non si fida completamente a lasciare la propria casa; forse non rassicura del tutto, però ogni scambio è preceduto da un “agreement” tra le parti in cui sono definiti tutti i dettagli e in cui ci si accorda di prassi su un reciproco impegno a “pagare” o se possibile sostituire ogni un eventuale oggetto danneggiato.
Certo se fosse stato solo per una ragione di economicità, considerato anche l’impegno necessario per lasciare case nelle migliori condizioni nonché eventuali rischi “materiali” per danni (da tenere comunque in considerazione), non avremmo mai scelto questa modalità per viaggiare, perché lo scambio casa non è un modo per viaggiare più economico (o meglio non solo): E’ anche un po’, soprattutto, uno stile di vita.
Per chi cerca nel  viaggio l’autenticità, per chi cerca un’esperienza di incontro, per chi è aperto alle novità, all’imprevedibile, per chi sa essere fiducioso e tollerante (magari la casa non è all’altezza dell’aspettativa)… allora  è una soluzione perfetta!
Una delle cose che ho più adorato ad esempio è la possibilità di “vivere” la città, il quartiere, la strada, il palazzo e  il giardino, come se fossi un abitante e non un turista… E poi avere a disposizione una “guida vera” (chi ti ospita!) che ti dona (perché è davvero un regalo) tanti piccoli straordinari consigli pratici su dove comprare il pane e la carne, qual è il mercato cittadino più caratteristico, dov’è il parrucchiere di fiducia  è  davvero meraviglioso per me!
Il viaggio diventa davvero un’esperienza umana, aprire la porta (le porte) della propria casa è un dono reciproco, un esercizio alla fiducia e al rispetto delle cose altrui e viverlo con i bambini vale molto più di qualsiasi “insegnamento”! E’ davvero bello, vedere come preparano la loro cameretta e i loro giochi per i bambini che “mamma ma vengono proprio qua, a casa nostra…! Bello!!!” e con che responsabilità giocano, o meglio direi “vivono” negli spazi degli altri.
E poi è un modo di viaggiare ecologico, economico – anche a livello macro perché in questo modo non si alimenta la crescita delle multinazionali del turismo a danno della popolazione locale-  e rispettoso della diversità.
E’ un modo per entrare nei luoghi e sperimentare differenti stili di vita, differenti modi di essere e di stare al mondo, le abitudini alimentari e di gioco. Scambiare casa ti dà la possibilità di abitare in una casa vera che parla di storie e famiglie, con i loro libri e la musica e le foto, con gli utensili e gli ingredienti in cucina (è incredibile ma da qui si coglie un mondo!) oppure tra i giocattoli e la biancheria di casa…
Sono proprio le cose che uno potrebbe ritenere minori che mostrano molto e delineano culture e abitudini.
E poi, poter pensare a soggiorni più lunghi (qui grazie soprattutto all’aspetto economico) ti regala quei giorni speciali in cui puoi rilassarti e godere dello spazio intorno, girare nel quartiere e viverlo senza cercare “cose da vedere”, ma godendo dell’offerta ordinaria e quindi autentica: il mercato, magari, o semplicemente il panettiere, il parco giochi dove si incontrano gli abitanti del posto, il café e il bistrot che non ha nulla di “speciale”, a prima vista, ma che è straordinariamente capace di offrirti la verità del luogo.
Spero di avervi almeno incuriosito un po’ e per qualunque domanda, dubbio, perplessità, informazione o confronto…scriveteci pure!
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

12 comments

  1. è un modo di viaggiare a cui stiamo pensando da un po’ e che iniziamo a prendere seriamente in considerazione, soprattutto ora che abbiamo una casa nostra e abbastanza spaziosa.
    dobbiamo solo finire di arredarla e renderla nostra, per poi aprire le sue porte al mondo.
    condivido ogni riga di questo vostro approccio e la lettura a tuttotondo che offrite dello scambiocasa.
    verrò a chiederti direttamente dei consigli quando saremo pronti per il lancio!

  2. Noi ne abbiamo fatti due e mezzo (turchia, parigi e bali) con nostro figlio all’epoca treenne e sono andati alla grande. Non abbiamo scambiato la nostra prima casa, come ho raccontato giá nel mio blog, e abbiamo scelto di andare in seconde case. Lo dico x tutte quelle persone che possono essere attratte dall’idea ma sono timorose di avere sconosciuti sul proprio letto: magari come prima esperienza può essere un’idea, no?!?

    1. certo…!!!!
      magari non è proprio così diffusa la seconda casa…ma magari qualche amico o parente generoso… 😉

  3. Paola mi ero persa questo tuo racconto… che bello!!! Io sono l’amica che le ha parlato dello scambio casa.. Per me è una cosa naturale perchè ho iniziato con i miei genitori a 8 anni e i miei ricordi di viaggi sono sempre legati allo scambio casa.. Ne abbiamo fatti tantissimi e naturalmente ho replicato una volta che ho avuto una casa e una famiglia mia. E’ una esperienza unica…. e Paola esprime benissimo tutto!

    1. anche qui…pubblicamente…grazie ALICEE (e visitate il suo blog che oltre ad essere una viaggiatrice è una grande appassionata di cakedesigner ed è bravissimissimaaaaaaa) che poi, al nostro primo scambio…ci siamo anche incontrate perché avevamo scelto -casualmente- la stessa regione (Provence)

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