Mamma viaggiatrice uguale mamma degenere?

Oggi volevo condividere qualche riflessione da mamma viaggiatrice che parte da una domanda: si può viaggiare con i bambini piccoli?. Oppure chi sogna di far scoprire il mondo ai propri figli – magari neonati – è una “madre degenere”?

È un po’ che ci penso visto che, girando tra i forum, mi capita spesso di incappare in mamme dubbiose sul fatto che viaggiare sia la scelta giusta. Ma anche in viaggiatrici nostalgiche che hanno deciso, dopo la nascita dei loro pargoli di appendere le loro guide al chiodo, ma ne sentono la mancanza.

Viaggiare con i bambini piccoli è da mamma degenere?

Ecco, io ho sempre pensato di volere per me qualcosa di diverso. Non voglio chiudere le mie passioni nell’armadio (e anche per questo c’è il blog!) e voglio mantenere viva quella parte di me che mi dà gioia “oltre” mio figlio.

E voglio crescere il mio Patato (anche) attraverso i viaggi. Anche se lui non è esattamente un bambino “facile”.

Perché il mio piccino che mi fa sciogliere con un sorriso, che è capace di seguire attento le conversazioni come un adulto, che chi lo vedeva a nemmeno due mesi di vita diceva sorpreso “Oh, come ti guarda! Sembra che capisca!”, che appena nato stupiva tutti perché sembrava avere “lo sguardo di un bimbo grande”, che ti conquista con la sua espressione da furbetto e la sua risata irresistibile. Ecco lui,  il mio adorabile Patato è un bambino impegnativo, da tanti punti di vista.

Lui che a nemmeno tre mesi ha imparato a girarsi e a tuffarsi dal fasciatoio, lui che è in moto perpetuo e quando è stanco invece che addormentarsi accelera. Lui che quando qualcosa lo disturba “va in over”, che si spaventa per cose banali e mi cerca sull’orlo delle lacrime, soprannominato Nanidì per l’abilità nel liberarsi da ogni cintura e abbraccio o Lupen per la capacità di impossessarsi di un qualsiasi oggetto pericoloso presente sulla tavola. Lui che durante i primi momenti della nostra vita insieme ci ha fatti così tanto spaventare e che ancora oggi un po’ di quell’ansia e di quell’attesa mi è rimasta dentro, nonostante i suoi sorrisi, le sue risate e la sua vivacità.

Ma lui, che mi somiglia così tanto perché pare io fossi esattamente così (mater dixit: “da esaurimento!”), è anche un bambino che vuole vivere il mondo, guardarlo coi suoi occhi grandi e curiosi (sarà per questo che dorme poco?).

Ecco, e io allora voglio farglielo scoprire questo mondo, per quanto posso, voglio viaggiare e anzi, voglio viaggiare con lui, un “bambino piccolo”. Forse per un po’ di (sano?) egoismo, ma anche perché sono convinta che viaggiare aiuti la mente e l’anima ad aprirsi.

Quindi scrivo questo post, nella speranza che qualche genitore dubbioso, ma desideroso di viaggiare ci capiti per caso perchè viaggiare con i bambini piccoli è possibile. Perché spesso se dite che state per partire e vi portate ANCHE vostro figlio neonato (o forse si dice lattante?) nonni, amici e parenti sembrano coalizzarsi per farvi sentire una madre un po’ matta o addirittura… degenere!

E così condivido la mia esperienza per “farmi” (e farci) forza.

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Viaggiare con i bambini piccoli: viaggio in Slovenia

In viaggio con i bambini: esperienza

La prima volta che abbiamo portato il Patato sull’aereo (A Budapest a 5 mesi eh, non in un qualche paese a rischio epidemia…) il nonno ha detto testuali parole: “Se succede qualcosa ci saranno delle conseguenze!“. Giuro che l’ha detto davvero! Immaginate come mi sono sentita io, neomamma piena di ansie con ancora gli ormoni che facevano le capriole…

C’è voluta tutta la pazienza della mia metà mela per farmi smettere di prefigurarmi disgrazie e prenderla sul ridere (io che ironica non sono per nulla!). Anche grazie alla comprensione di quella santa della nostra pediatra (tre figli all’attivo) che, quando io ancora titubante le ho chiesto se potevo portare il Patato all’estero, mi ha risposto: “In Ungheria? Chissà dove credevo! Ma certo!” senza nemmeno consigliarmi quali farmaci portare! (Io comunque ne avevo la valigia piena!!).

Perciò, senza nulla togliere a chi decide di non viaggiare più dopo la nascita dei propri pargoli ed è felice della propria scelta, io vorrei incoraggiare tutte quelle mamme che, pur tra mille attenzioni e con una pianificazione degna di un viaggio del pontefice, decidono di partire col proprio bambino “zerododici” al seguito: viaggiare con i bambini piccoli è possibile. Tranquille! Non siete degeneri! Ci sono altre mamme come voi!

Perché se è vero che molto spesso l’opinione diffusa è che viaggiare con un bimbo piccolo equivalga a portare con sé una centrale nucleare pronta a esplodere, è vero anche che viaggiare si può, seppure con qualche attenzione in più. Quindi… io ci provo! Perché credo che ognuno debba fare quello che si sente senza forzarsi e senza annullarsi!

Viaggi con i neonati: organizzandosi si può tutto!

Ogni mamma saprà quindi organizzarsi, documentandosi accuratamente sulla meta, nel modo migliore per il proprio piccolo. Senza dover per forza rinunciare in partenza.

Da viaggiatrice ho incontrato spesso genitori con piccoli viaggiatori in giro per il mondo e ho sempre pensato che avrei voluto essere come loro in futuro. Ho conosciuto famiglie svizzere girare con i figli piccoli su e giù per l’India e bimbi italiani che, zaino in spalla, affrontavano felici il Cammino di Santiago, genitori sudafricani in vacanza sulle rive dell’Okawango con una bimbetta per mano e una nella pancia e piccoli viaggiatori di ogni nazione estasiati davanti alla vista di un koala. Viaggiando ho incontrato anche bimbi tranquillamente addormentati su un volo intercontinentale e adulti talmente terrorizzati dal volare da doversi prendere un calmante…

Penso che ognuno di noi sia diverso e ciascuno debba scegliere ciò che è meglio per sé e la propria famiglia e credo che se il desiderio è quello di viaggiare sarebbe ingiusto soffocarlo.

Ci sono dei capisaldi che non si possono dimenticare (vaccinazioni e zone pericolose in primis) ma per questo ci sono opportune fonti di informazione da consultare, per il resto invece penso che ciascun genitore debba affidarsi alla conoscenza di se stesso e del proprio bimbo, lasciando perdere gli eventuali “terrorismi psicologici” di chi c’è intorno.

Io ho scoperto che il nostro bimbo è più tranquillo quando siamo in giro di quando siamo a casa. Però ogni volta cerco di scegliere le mete anche in relazione a quelle che credo possano essere le sue esigenze e la sua “resistenza”, oltre che ai miei desideri. Certo, questo è il mio approccio, il mio modo per viaggiare con un bambino piccolo e crescere insieme a lui.

Quindi non sentitevi strane né degeneri se volete continuare a viaggiare e far conoscere il mondo ai vostri figli e se vi viene una gran voglia di partire ogni volta che nella mail trovate una newsletter con le offerte di viaggio… Per quanto può valere non siete le sole!

E se vi viene la tentazione di farvi sopraffare dall’ansia pensate che l’ansia è normale e magari ci aiuta a essere più vigili, ma…senza farsi dominare!

Voi cosa ne pensate?

35 commenti su “Mamma viaggiatrice uguale mamma degenere?”

  1. Pata-mamma, ancora una volta, sono d’accordo con te.
    Sia in generale, quando dici che diventare mamma non vuol dire per forza rinunciare alle proprie passioni, sia in merito alla possibilità di viaggiare (sereni) con baby al seguito.
    Ovviamente, come dici, bisogna scegliere mete giuste, adottare ritmi sostenibili, tener conto delle loro necessità ed esigenze, evitare luoghi ooggettivamente pericolosi, ma detto questo: si parte!
    Figurati come hanno detto a noi i parenti,quando per tutta la prima estate del nano (6 mesi) lo abbiano portato a fare escursioni nello zainetto, tutti i weekend, e ce lo portiamo dietro quando andiamo ad arrampiacare fuori ed in palestra!
    Noi abbiamo portato il nano in aereo solo a 12 mesi giusti. Il viaggio in sè è andato bene e anche la permanenza lì.
    Poichè parli di viaggi e siti sui viaggi con i baby, mi permetto di scriverti che,in realtà, malgrado i pediatri non lo sappiano, gli aerei sono presurizzati come se fossero a 3.000 mt di altezza circa, quindi è come portarli in montagna a tale quota: i medici dicono di non portare i bambini solpra i 2.000 – 2500 mt di quota ma poi autorizzano a protarli in aereo sin da subito, per vera e propria “ignoranza” (= non conoscenza).
    Detto questo, io aspetterei l’anno, perchè il bambino possa far capire se sta male, come per la montagna, dove entro i 2.500 (sopra tale quota sarebbe meglio aspettare, a meno che non sia già abituato sin dalla gravidanza) bisogna solo avere l’accortezza di salire a piedi (senza partire lo stesso giorno dal livello del mare!) e non con funivie e ascoltare il proprio figlio: se manifesta disagio o piange inspiegabilmente, scendere.
    Per il resto, il viaggio è scoperta, avventura, crescita, per noi e per loro ancora di più..
    se sei una madre degenere, lo sono anche io!!

    • E’ bello essere in buona compagnia!:)
      Non lo sapevo dell’aereo, grazie per averlo spiegato! Devo ammettere che ho una brava pediatra poco incline ai terrorismi e sempre felice quando le diciamo che partiamo!Anche questa e’ una fortuna!
      Per il nano “zainettato” in montagna mi piacerebbe…ma ci vuole un buon allenamento nelle gambe!:) Per ora il patato sta nel passeggino o nel marsupio in passeggiate in tranquille campagna!Devo ancora rimettermi in forma dopo il parto!:(

    • Io per l’aereo ho sempre utilizzato il rimedio “ciuccio” fin da piccolissima e non ho mai avuto problemi. Alla fine il loro fastidio è dato dal fatto che non sono in grado di degluttire per stappare le orecchie e alla lunga dà molto fastidio (provate e ve ne renderete conto!). Col ciuccio la mia si è sempre fatta delle dormite esagerate a qualsiasi età! E poi appena capisce basta spiegarle come fare a degluttire… 🙂
      Buon viaggio a tutti!!!

  2. Sai che sono d’accordo con te. Come non potrei? il viaggio è apertura mentale, amore, scoperta, condivisione, arricchimento. E farlo insieme ai nostri bimbi è semplicemente meraviglioso. Certo, non è sempre facile, ma io da ogni viaggio torno sempre arricchita. Forse più dei miei figli. Perchè da loro imparo ad osservare il mondo con occhi diversi. Forse più veri…

    • Lo so!;) Mi piacerebbe che le mamme dubbiose che vorrebbero viaggiare ma non osano e le viaggiatrici che saranno mamme e temono di non poter viaggiare piu’ leggessero questo post, i siti/blog e i racconti delle esperienze di viaggio con bimbi per “prendere coraggio” e vedere che si puo’!pensa che una mia conoscente mamma di una bimba “da manuale” alla vigilia della nostra partenza per la Spagna mi ha detto: “Oh come mi piacerebbe ma noi non abbiamo ancora osato farlo!”.
      E invece come dici tu e’ un arricchimento!Per noi genitori e per loro!

  3. Io ho viaggiato poco da quando sono nati. Perchè per me era un problema muovermi con un bambino di 25 mesi e un neonato piangente e dolorante 23 ore al giorno.
    Adesso sì, sarebbe il momento in cui portarseli in giro per il mondo. Ma sono subentrati altri problemi, di varia natura. Per cui, tornassi indietro, viaggerei, fin da subito.
    Avrebbe aiutato anche me a semplificare tante dinamiche.

    • Immagino che con due piccoletti sia organizzativamente piu’ complicato, soprattutto se uno dei due non e’ proprio “da manuale” … Pero’ grazie per la tua riflessione “ex post” (e per le altre riflessioni e condivisioni di cui sai) mi sono ancora piu’ da stimolo!;)

  4. Ho una sola figlia. A 14 mesi aveva già fatto 14 stati e poi… abbiamo continuato!
    Anche se, purtroppo, non con gli stessi ritmi! Ma il problema è sempre stato il portafoglio e non Valeria!

    Anch’io nel mio blog cerco di spiegare che viaggiare con un bambino non solo è possibile, ma è davvero la cosa più bella del mondo e mille anni di scuola non aprono la mente come un viaggio!
    E qui… cerco di giustificare il fatto che quest’anno siamo stati più di un mese tra Sri Lanka e crociera alle Maldive e mia figlia ha quasi esaurito tutte le assenze scolastiche per non farsi bocciare!!!! :DDDDD

    Per quanto riguarda familiari, parenti ed amici vi garantisco che col tempo e non dando loro retta, si stufano di parlare! Anche se… quelle poche volte in cui dici che la prossima meta è un paese “normale”, tirano davvero un sospiro di sollievo!!! 😀

    Comunque… adesso ha 12 anni ed è sopravvissuta senza problemi… forse meglio di tanti altri coetanei!!!

    • Avevo letto qualche tuo racconto, forse su “Non solo turisti”…puo’ essere?
      Cmq grazie per essere passata a trovarmi e aver condiviso la tua esperienza!
      Per i parenti/amici…speriamo, noi siamo ancora all’inizio nel nostro viaggio da genitori e tutti forse pensavano/credevano che con l’arrivo del piccoletto avremmo smesso di viaggiare per il mondo!;)
      Beh per ora ci stiamo dedicando ai paesi “normali”, e a riscoprire la nostra bellissima Italia e il piacere di una gita ma…quanto lo sogno un tour in Sri Lanka con relax finale alle Maldive???Magari vengo a trovarti sul blog e a chiederti qualche consiglio!:)

    • Su Non solo turisti scrivo in maniera fissa (anche se troppo saltuaria). 🙂
      Per i parenti, noi li avevamo già preparati prima al fatto che non avremmo smesso, ma loro erano convintissimi che avremmo cambiato idea… insomma, se l’erano cantata e suonata, ma gli accordi erano tutti sbagliati! 🙂
      I paesi normali vanno sempre bene e nostra figlia spesso si lamenta che lei dell’Italia non conosce niente perchè noi l’abbiamo girata tutta quando eravamo giovani e spiantatissimi…
      Per lo Sri Lanka, ti assicuro che costa molto meno di quanto uno possa pensare e un volo fuori stagione lo si trova a poco più di 400 euro (a volte anche meno) e i ragazzi di Roadtosrilanka sono stati davvero fantastici! Chiedi pure qualsiasi consiglio! Sarà un piacere!

  5. Beh, che dire? Noi di Momsontherun.it siamo assolutamente pro viaggi con i bambini! Il punto è che in Italia esiste troppa poca informazione in merito e troppa inesperienza da parte delle strutture turistiche quando si tratta di accogliere bambini. Manca l’abitudine, insomma. Personalmente non ho mai smesso di viaggiare. Mia figlia è venuta con me ai Caraibi a 5 mesi, alle Faroer a 12 e così via. A 5 l’ho portata con me in mezzo a una comunità boscimane nel deserto del Kalahari, dove non c’era acqua potabile e il ricordo più bello che ho è di un bimbo che avrà avuto più o meno la sua età che cercava di insegnarle a tirare con l’arco (lui era davvero un fenomeno) usando frecce fatte di bastoncini che aveva intagliato lui stesso. Non si capivano, perché una parlava inglese e l’altro afrikaans ma si sono divertiti tantissimo. Per lei è stata un’esperienza straordinaria che l’ha fatta crescere moltissimo.
    Viaggiare per i bambini è sempre un’esperienza straordinaria, per loro piccoli e per noi grandi.
    Non serve andare dall’altra parte del mondo, è il fatto stesso di sperimentare sapori nuovi (nel Kalahari mia figlia mi diceva sempre “mamma qui anche il latte è spicy!…”, ma alla fine ha mangiato anche l’antilope stufata e se lo ricorda molto bene), odori nuovi, colori nuovi, dialetti e lingue diverse e questo può accadere anche a 30 km da casa…
    L’importante comunque è sempre l’organizzazione. Con una buona dose di praticità, qualche trucco, la valigia giusta e le idee chiare su quello che vogliamo dal nostra viaggio (e per viaggio intendo anche un week end fuori porta) si può fare tutto senza problemi e divertendosi.
    E proprio su queste stesse convinzioni si fonda il progetto momsontherun.it…il piacere di viaggiare con i bambini… che noi portiamo avanti con tanto entusiasmo, perché tutti dovrebbero viaggiare, grandi e piccoli, e rendersi conto che il viaggio è un’opportunità di crescita e maturazione senza eguali!

    • Chiedo venia e vi inserisco di diritto tra quelli da cui prendere spunti e consigli!:)
      Per il resto posso sono dire che condivido, viaggiare mi ha aiutata a crescere e conoscermi meglio, oltre che a conoscere il mondo!E spero sara’ cosi’ anche per mio figlio!:)
      A presto!

  6. Ciao!
    IO la penso come voi, il viaggio soprattutto se vengono comunque rispettte le esigenze del bambino non è da escludere. Io la mia prima figlia l’hoportata in aereo, in barca…etc.
    Ho smesso però ugualmente di viaggiare dopo l’ultimo disastrosissimo viaggio a Tenerife quando aveva 18 mesi perchè ho capito che mia figlia soffre per “l’ambientamento”, le ci vogliono almeno 2 settimane per ambientarsi e dormire in un nuovo posto. Ma sono fasi ed appena mi renderò conto che anche questa è superata ritornerò a pianificare un bel viaggio…

    • Quando si diventa mamme le esigenze dei piccoli diventano la cosa piu’ importante, anche nel pianificare il viaggio (o non pianificarlo!)
      Il nostro patato e’ un “risvegliatore folle” quindi fin’ora non ho mai notato la differenza nel suo sonno tra “a casa” e “in giro”, pero’ in giro di giorno e’ piu’ tranquillo, forse perche’…e’ sempre in braccio o nel marsupio!;) quindi e’ felicissimo!:))

  7. Ci siamo appena “conosciute” (anche se solo virtualmente) e già mi hai conquistata.
    Temo che i nonni siano tutti uguali a questo punto, e che si resti a casa o si vada a Kathmandu, sempre per loro saremo inadeguate.

    Pensa che una sera alle 20 volevo raggiungere il mio compagno a circa 5 km di distanza e i nonni del piccolo nano malefico si erano agitati come se dovessi partire per arrivare ai confini del mondo. Per fortuna non li ho ascoltati (e cerco di ascoltarli poco in genere 😀 )

    In ogni caso, grazie mille per avermi nominata qui! E’ un grande piacere!

  8. Ciao!
    Mi hai risposto sul post di Israele, quindi sai che sono mamma e voglio viaggiare! 🙂 Alla fine abbiamo scelto ovest degli USA, perché … boh .. a parte il volo abbiamo pensato che il viaggio sarebbe stato più facile e ci saremmo sentiti più tranquilli.

    La mia pulce, quando era in pancia, aveva già viaggiato in 9 paesi diversi (compresi Brasile e Oman, per farti un esempio) e in questo suo primo anno di vita, in Europa ha già girellato un po’ … ma quanti sguardi e commenti di disapprovazione abbiamo dovuto subire!

    Per cui che dire: sono perfettamente d’accordo con te!

  9. totalmente d’accordo con te. il viaggio è avventura e vita. e i banmbini si divertono moltissimo e noi con loro. noi viaggiamo solo in europa e in italia per limiti di budget ma cerchiamo sempre luoghi insoliti da ricordare e facciamo in modo che ogni viaggio sia unico. il mondo è bellissimo, come si può non viaggiare solo perchè hai dei bambini? anzi, per noi è uno stimolo in più. quando poi i bambini crescono un po’ non c’è nemmeno bisogno di strutture ad hoc (ma noi non ci siamo andati nemmeno con i neonati, a dire il vero). i nostri figli hanno una capacità di adattamento che noi stessi ci sognamo. la nostra modalità è trovare cose interessanti da fare sia per i grandi che per i bambini e il mondo ne è pieno. certo bisogna essere noi stessi tipi curiosi e coraggiosi e pronti all’avventura!!!! i nostri figli ringrazieranno!!!!!

  10. Carissima Francesca mi riconosco molto in questo post e nella descrizione del Patato, capriole comprese. il nostro grosso limite nei primi mesi è stata l’incapacità di clems a dormire, cosa che ancora adesso è problematica, ma quando ci siamo trovati a portarla in fascia 20 ore al giorno per farla rilassare e riposare tranquilla abbiamo deciso di calmarci un pochino pure noi. Noi che sognavamo e scimmiottavamo una vita normale. Noi che dopo 20 gg dalla sua nascita abbiamo iniziato a portarla in giro il weekend passando notti insonni e giornate da incubo. Hai presente i bimbi che vedi in giro nei passseggini per le grandi città, per musei, ristoranti o solo per una vasca? Ecco non ci è mai successo. A dirla così sembro esagerata ma non so spiegare bene quello che abbiamo passato, ora sembra surreale. Da quando però ha iniziato a camminare le cose si sono semplificate e allora via con i viaggi, il nostro must è stato da sempre il viaggio in furgone in mezzo alla natura e lei ci si trova benissimo. Abbiamo passato una bellissima vacanza in tenda e presto inizieremo a fare viaggi più lunghi extraeuropei. Lei si sveglia ancora tot volte per notte, va a letto alle 23.30 e si alza alle 8 del mattino. Qualche volta fa un sonnellino altre no. Senza viaggi noi però ci spegniamo e nonostante la stanchezza e le corse non rinunceremo mai. I nonni in tutto ciò protestano ma che ti devo dire? Baci

  11. Posso immaginare la stanchezza e le notti da incubo.
    Anche il patato come sai e’ un “risvegliatore folle” ma per fortuna in giro (in passeggino o marsupio) si e’ sempre rilassato (e addormentato…almeno li’!). Anche per questo ho riscoperto il piacere delle gite nel we (e perso il piacere del riposino della domenica!!) perche’ stare in casa desiderando dormire con lui che invece sembrava un grillo piangente era terribile!.
    Speriamo continui cosi’!E speriamo che presto entrambi i nostri bimbi inizino ad amare il sonno!:)
    Buoni viaggi!:)

  12. Viaggiare mi manca moltissimo!
    Anche Jacopo ha avuto seri problemi di salute i primi meis della sua vita e noi ci siamo un po’ chiusi a chioccia intorno a lui. Lui in più è restio ai cambiamenti, quindi per il momento gite fuori porta e tante passeggiate.
    Ma se tutto va bene, per fine anno abbiamo un mega progetto di viaggio 🙂

    • Posso capire, i primi momenti dovrebbero essere “su una nuvoletta rosa” e se non e’ cosi’…e’ difficile non “chiudersi” e non guardare i nostri cuccioli come “sorvegliati speciali”!
      Pero’ per fortuna certe cose passano quindi…tengo le dita incrociate per voi e per il vostro mega viaggio!!:)
      A presto!!

  13. Ho letto velocemente solo il post che ho la nana in movimento, ma voglio anche leggere tutti i commenti.
    Io ti dico solo che ho portato a 5 mesi la Belva a Parigi e che questo weekend è stato il primo in 4!! E che forse quest’estate affrontiamo un bel volo intercontinentale!! E che a tante cose posso rinunciare, ma mai e poi mai al viaggiare, perchè è divertimento, apertura mentale, cultura, sapere e tanto altro ancora e tutto questo voglio assolutamente che diventi parte anche dei miei figli!

  14. io quando la grande aveva 2 anni e la piccolaa sei mesi le ho messe su un aereo e sono volata a NY. Sono degenerissima.
    Sono allergica alle routine e forse ne ho pagato un prezzo alto perché sono sempre in carenza di sonno e le mie figlie non sono esattamente serafiche statuine sempre composte però dall’altra l’elasticità mi ha permesso di affrontare viaggi più o meno lunghi. Viaggiare con bambini è possibile, magari studiando gli itinerari anche in base alle loro esigenze ma senza esserne schiavi. Una sera cenano con patatine e gelato? pazienza. Dormono in passeggino? Ma meno male. Viaggiare con bambini è faticosissimo ma arrichisce tutti

    • Sulle poco statuine mi sa che ci troviamo ma bisognerebbe aprire un dibaddito sul fatto se siano cosi’ di carattere (e quindi lo sarebbero state lo stesso anche con la routine) oppure no!:)
      Sono felice si come sta crescendo il mio piccolo viaggiatore anche se come dici tu e’ faticoso ma penso che un domani anche lui ne sara’ felice!!!

  15. Noi abbiamo portato il nostro thiago in messico e a cuba a tre mesi!
    Il viaggio è stato faticoso, però come i bambini nascono e crescono in ogni luogo della terra perché non possono viaggiare?

    Anche Thiago è un bambino molto vivace, quindi portarlo in vacanza significa dimenticarsi il relax e seguire le sue esigenze. Io credo che oltre ad una buona organizzazione sia necessaria un’ottima intesa col proprio compagno!

    • Concordo cara, l’intesa con il papa’ e’ fondamentale quando si viaggia con i piccoli, affinche’ diventi un’esperienza bella (e magari anche un po’ rilassante…) per tutti!:)
      Ed e’ importante per me conoscere le esperienze delle altre mamme e avere la conferma di non essere “poi cosi’ degenere”!;)

  16. grazie, mi sento meno degenere anche io. Quando bang bang aveva appena fatto i tre mesi siamo andati in Sicilia in aereo. Siamo andati li per arramoicare, quindi mi dono portata una culla/amaca da attaccare ai chiodi della falesia 🙂 Ma non ü un questione di non voler rinunciare alle nostre cose. io credo fermamente di stare insegnando qualcosa al mio Piccolo: flessibilità, spirito di adattamento, capacità di uscire dagli schemi..

    • Io concordo con te! E soprattutto ora che sono passati un po’ di mesi e un po’ di viaggi noto una cosa incredibile… Il Patato in viaggio è sereno e (più ) tranquillo che a casa!nonostante le tante cose nuove e i ritmi spesso serrati! Lui è felice!forse perché noi lo siamo!:)

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