Il braccialetto identificativo

Mamme paranoiche e bimbi che crescono

Chi mi conosce sa che io sono la classica mamma paranoica. Quella per intenderci che osserva con sospetto ogni adulto che si avvicina al suo pargolo, quella che trattiene il fiato quando lui si allontana per andare a giocare e non lo lascia solo nelle aree bimbi dei ristoranti a costo di mangiare freddo e scotto. Lo so, sbaglio, eppure non posso farci nulla. Il timore di perderlo di vista per qualche attimo e che proprio in quel momento possa accadergli qualcosa è il mio incubo.

Perché? Non lo so, a dire il vero fino ad oggi non ho mai perso di vista il Patato. Se mai, come ho già avuto modo di raccontare, mi sono persa suo padre per le strade di Vienna. Per fortuna però, in quel pomeriggio di vento in cui la mia ansia atavica piano piano si è trasformata in panico, il mio bimbo era con me.

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Mamma paranoica – Perdersi tra la folla a Vienna
Se vi state chiedendo come è possibile che io mi sia persa mio marito per le strade della civilissima Vienna ve lo racconto. Più o meno è andata così: spingevo il passeggino cercando di calmare un nervoso Patato mentre Quello Grosso stava scattando una fotografia poco dietro. Ad un tratto mi sono girata e… puff! Un uomo di quasi due metri era completamente scomparso dalla mia vista, volatilizzato. All’inizio non mi sono particolarmente agitata, decidendo di dirigermi verso la meta che avevamo concordato. Quando però mi sono ritrovata da sola ferma davanti alla porta di un museo, mentre le ore passavano e io ero senza cellulare nè portafoglio ho iniziato a preoccuparmi. E ad ascoltare con timore il suono delle sirene…

Va beh, comunque dicevo che fino ad oggi sono sempre riuscita a tenere a portata di sguardo il Patato, ma nonostante questo l’angoscia di perderlo di vista c’è sempre, tanto che come dico spesso, se potessi gli impianterei un microchip sotto pelle e lo collegherei ai mio cellulare così da sapere sempre dove si trova. Sono seria. E sono anche malata, lo so… Forse perché io mi ricordo il mio terrore di bambina quando la mamma smarrì al supermercato. Quegli interminabili minuti in cui mi resi conto di essere rimasta sola. Vi è mai captato? Ok, nulla di grave per fortuna, la mamma mi recuperò poco dopo alla Cassa Centrale, dove mi avevano accompagnata in lacrime gli addetti del supermercato. Però io ancora me lo ricordo. Non so se questo piccolo incidente da bambina possa aver influito sulla mia paranoia da mamma, però è certo che davvero l’idea di perdere di vista mi figlio mi angoscia. Adesso poi che il Patato, compiuti i tre anni, è molto più mobile (e imprevedibile) e si interessa di tutto quello che è sociale, l’angoscia cresce.

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Mamma paranoica – Perdersi tra la folla
Così per calmare almeno un poco la mia ansia Quello Grosso, approfittando di un buono sconto, mi ha ordinato e fatto recapitare a casa un pacchettino contenente alcuni braccialettini con indicato sopra il nome del Patato e il nostro numero di telefono. Si tratta di braccialetti identificativi che il Patato, che di solito non ama mettersi braccialetti nè altri gingilli, ha accolto di buon grado – forse perché il suo papà ha scelto di farci stampare sopra la simpatica faccina di un pirata, nuova fissazione del momento – e che ora porta saldamente agganciato al polso (hanno uno speciale chiusura di sicurezza che ne impedisce l’apertura accidentale). Se non li avete mai visti sono questi qui sotto e si possono acquistare comodamente via internet sul sito di Stikets. La spedizione è tramite posta e noi, sempre dallo stesso sito, avevamo fatto arrivare anche delle etichette per vestiti (sempre con il nome) da applicare ai vestiti e agli oggetti del Patato.

[cml_media_alt id='5894']Braccialetti identificativi di Stikets[/cml_media_alt]
Braccialetti identificativi di Stikets
Lo so, non è il microchip sottopelle che tanto mi piacerebbe, ma questo braccialetto mi aiuta almeno un pochino a calmare l’ansia, soprattutto nei contesti molto affollati, visto che così so che, qualora il Patato dovesse perdersi, almeno in questo modo possono chiamarci immediatamente (noi, da veri paranoici, abbiamo scelto di inserire il numero di cellulare…)

Ok, fin qui la mia paranoia da mamma e la soluzione trovata. Ma voi ditemi, sono l’unica che soffre di questo tipo di ansia? E in caso negativo, come avete risolto voi il “problema”?

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer