Zuppa nel pane

Mangiare in Russia: la zuppa

Della Russia e del suo popolo fintamente freddo ho già parlato ma oggi ritorno la’ con il pensiero per ricordare uno dei miei esperimenti gastronomici.
Eccolo, questa è la zuppa di funghi di cui mi sono letteralmente innamorata durante il nostro viaggio in terra (ex)sovietica e per cui ho aspettato – letteralmente – ore.
Per qualcuno forse sarebbe una semplice zuppa, ma non per me. Per me che adoro i funghi questo piatto è stato la quintessenza della gastronomia russa.
Non ricordo il nome del piatto, so solo che un giorno mentre eravamo in visita al Monastero di Sergiev Posad mi sono imbattuta in un ristorante che esponeva un menù con la descrizione degli ingredienti in inglese e questa foto.
Normalmente diffido dei menù un po’ troppo turistici alla ricerca di qualcosa di più “tipico” ma si dà il caso che né io né il mio compagno di viaggio sapessimo leggere il cirillico e qualche sera prima, proprio per questa ragione, io mi fossi vista portare al tavolo da un gentile cameriere una zuppa – fredda – a base di verdure, acqua gassata e birra. No, non scherzo: acqua e birra. Fredda.
Una prelibatezza locale, ho scoperto poi – almeno secondo la mia fedele guida Lonely Planet – ma non esattamente il piatto che avrei desiderato mangiare dopo una giornata di cammino con una temperatura da inizio primavera fuori.
Insomma, va da sé che per me, che amo i funghi in modo viscerale, quell’immagine sia stata un richiamo troppo forte e che tra me e la terrina sia scattata una sorta di attrazione fatale.
Purtroppo però in tanti devono aver pensato la stessa cosa e quindi il ristorante – complice anche un ricevimento di nozze visto che se capiterete in Russia in agosto noterete che ci sono matrimoni in ogni angolo – fosse “fully booked”.
Con il fare asciutto tipico dei russi l’unica cameriera parlante inglese ci aveva liquidati con poche frasi (forse perché l’inglese lo parlano poco, poveri!) ma io ormai ero innamorata e non riuscivo a trovare nient’altro che andasse bene.
Col senno di poi si chiamano “voglie” ma io al momento non lo sapevo e comunque ero incinta di una settimana al massimo quindi … si chiamano fissazioni e basta!
Sta di fatto che ho costretto il povero Compagno di Viaggio a girare tutti i ristoranti di quel minuscolo paesino abbarbicato intorno al suo monastero, non facendomene andar bene nemmeno uno finché lui – stremato ed affamato – non ha deciso di riportarmi al primo ristorante e pregare che ci facessero accomodare.
A quel punto era più o meno l’ora della merenda ma finalmente, alle cinque del pomeriggio di un tiepido giorno d’agosto ero riuscita ad avere la mia zuppa coi funghi, bella buona e calda. Quasi quanto una tazza di tea coi biscotti.
Una meraviglia!
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer