Ci rivediamo di là, cane viaggiatore…

Non ci hai aspettati. Non ce l’hai fatta, non questa volta.

Sapevamo che sarebbe successo ma non pensavamo così presto. Invece il momento della tua morte è arrivato poco prima della fine dell’estate, mentre noi ci riempivamo gli occhi e il cuore di tramonti, facendone scorta in vista dell’autunno.

Che beffa. Figlio del freddo e della neve hai sempre mal sopportato la stagione estiva, faticando sotto la tua spessa coltre di pelo. Tra poco il caldo se ne sarebbe andato ma invece te ne sei andato prima tu.

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Io e il mio cane

Come si fa ad accettare la morte di un cane, un amico fedele come te?

Come si fa ad accettare la morte di un cane come te? Non si può. O almeno io non so farlo.

So però anche che non posso lamentarmi. Quattordici anni sono tanti per un cane, ancora di più per un bestione come te, mezzosangue husky con la forza di un mulo e le zampe ormai malferme. Quindi no, non posso lamentarmi, se mai posso dispiacermi di non esserci stata per accompagnarti nel momento della morte.

Ma forse, egoisticamente, è meglio così.

Perché la morte di un cane, amico e compagno fedele per tanti anni, è un lutto difficile da accettare. Anche quando sai che è giusto così. Anche quando sai che, comunque, la sua anima non ti lascerà mai.

E allora ti scrivo, buttando fuori con le frasi che non ti ho detto prima della tua morte quei pensieri che mi turbinano dentro. Ti scrivo per me ma ti scrivo anche per lui, quel cucciolo d’uomo che negli ultimi cinque anni hai imparato ad amare e che magari avrà voglia di leggere prima o poi.

[cml_media_alt id='5503']Il nostro Peloso su Italo direzione Roma[/cml_media_alt]
Il nostro Peloso su Italo direzione Roma

La mia dedica per tua morte, cane viaggiatore e compagno di viaggio super

Sei stato un compagno di viaggio super, il miglio cane viaggiatore che io abbia mai avuto al mio fianco. Nonostante la tua mole e quel muso “da lupo” che tanto faceva spaventare chi non ti conosceva. Ci hai accompagnati festoso in montagna, sulla neve e tra i boschi, ma hai accettato di buon grado anche le vacanze in città e al mare pur di stare con noi. Hai affrontano trasferimenti in auto, stipato nel bagagliaio “in un minuscolo spazio vitale”, e perfino lunghi viaggi in treno, senza mai fare neanche un plissé.

Ti ricordi quando siamo stati a Roma?

Quanto abbiamo riso quando, all’uscita dal vagone pienissimo della metropolitana, la folla si è aperta in due ali per farti passare, spaventata da quel bestione al guinzaglio con tanto di museruola. In quel caso, proprio grazie a te, siamo riusciti a far uscire agevolmente anche il passeggino… altrimenti sarebbe stata una mission impossible!

Ti temevano cagnone, in tanti ti hanno temuto. Non capivano nulla, pronti a giudicarti per quel tuo aspetto lupino.

Stolti.

Come quell’addestratore che quando avevi un anno profetizzò per te un futuro da cane feroce. Non capiva nulla e tu feroce non sei diventato. Anzi, se mai è stato il contrario. Hai mostrato di essere un cane generoso e paziente, più di quanto perfino io avrei mai immaginato.

Hai accolto nella tua vita un cucciolo d’uomo che non ti saresti proprio aspettato di incontrare. Hai giocato con lui e sopportato i suoi dispetti senza mai nemmeno accennare a una reazione, neanche quando ormai faticavi perfino a camminare. L’hai amato profondamente e lui è stato l’unico essere umano che tu abbia mai leccato. Come lo odiava quando lo facevi! Si ritraeva schifato con la faccia di chi aveva subito un affronto, s’eppur affettuoso.

Tu lo guardavi senza capire e io pure. Perché lui protestava e io invece lo invidiavo un po’.

Sei stato un compagno fedele, cagnone. Testone come pochi ma profondamente buono, un animale orgoglioso e intelligente, di una sensibilità estrema, talvolta esasperante. Sei stato una sfida ma anche una palestra, con te ho capito che avrei potuto prendermi cura di qualcuno e farlo nel modo giusto. Mi sei stato accanto quando ne ho avuto bisogno, sdraiato sotto i piedi come un tappeto, hai corso con me quando dovevo allontanare i pensieri e camminato al mio fianco nel buio facendomi sentire al sicuro.

Sei stato il mio cane e io ti devo ringraziare perché insieme abbiamo fatto uno splendido viaggio. Adesso corri felice, cagnone, ci rivediamo di là.

Il Patato e il Peloso a Roma

*in ricordo di Sky, cagnone testone che ha attraversato il Ponte dell’Arcobaleno ma sarà per sempre con noi. Perché la morte di un cane è un lutto da affrontare e questo blog è, comunque, un diario dei ricordi. Ma soprattutto perché scrivere è, sempre per me, una terapia, utile anche per superare un lutto.

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