Musei di Volterra e Montecatini Val di Cecina

Alabastro e rame sono i due materiali che hanno fatto la storia della Val Cecina. Se volete conoscere meglio questo territorio quindi non dovete perdere musei di Volterra e di Montecatini Val Cecina.

Sono infatti le peculiarità di suolo e sottosuolo a definire la storia e l’economia di un luogo e il sottosuolo di questa valle della Toscana è ricca di rame e alabastro. Il rame non credo abbia bisogno di presentazione mentre l’alabastro è una pietra candida, che ha influenzato la storia e l’economia del borgo più importante della Val Cecina, Volterra appunto.

GUIDA VOLTERRA E VAL CECINA: se state organizzando una vacanza in zona vi segnaliamo questa guida dedicata alla città. Se invece rimarrete più a lungo questa guida propone diversi itinerari in Maremma. Seguite i link per i dettagli.

Volterra - Mastro alabastraio - Credits Luisa

L’alabastro di Volterra

Più facile da lavorare del marmo, questa pietra era conosciuta fin dai tempi degli Etruschi, che la usavano per costruire sarcofaghi e urne cinerarie. Queste ultime erano ricche di decorazioni raffiguranti l’immagine del defunto insieme a scene di vita quotidiana, ad immaginari viaggi nell’oltretomba e ad episodi famosi della mitologia greca.

L’alabastro di Volterra è quindi legato a doppio filo alla storia degli etruschi e questo di può comprendere soprattutto andando a visitare l’Ecomuseo dell’Alabastro.

Volterra - Una bottega dell'alabastro - Credits Luisa

Museo dell’Alabastro di Volterra e i mastri alabastrai

Oggi l’artigianato dell’alabastro è ancora una realtà culturale e produttiva importantissima per Volterra che i Volterrani difendono e valorizzano sia attraverso l’Ecomuseo dell’Alabastro che attraverso il lavoro dei mastri alabastrai.

L’Ecomuseo dell’Alabastro raccoglie e custodisce il patrimonio di storia, cultura, e tradizioni che questo artigianato ha prodotto in secoli e secoli di attività. Si tratta di una struttura museale distribuita su tre comuni, ciascuno dei quali ha un punto espositivo. Quello di Volterra è dedicato alla storia della lavorazione e commercializzazione dell’alabastro ed è ospitato nelle Torri Minucci con tre sezioni una dedicate alle tecniche di lavorazione, alla storia e agli oggetti realizzati da artigiani contemporanei. Vi sono esposti cinerari in alabastro in epoca etrusca, medaglioni e altri oggetti che raccontano il passato di questa pietra e del territorio.

Le botteghe degli alabastrai rimasti sono poche. Ogni giorno producono oggetti unici e preziosi, usando ancora gli attrezzi e le tecniche di un tempo. I mastri alabastrai raccontano molto volentieri il loro lavoro ai visitatori e noi siamo andati a trovare uno che ci ha raccontato alcune particolarità dell’alabastro e delle tecniche di lavorazione e ci ha mostrato come nasce una ciotola.

Maggiori informazioni per la visita all’Ecomuseo dell’Alabastro si possono trovare sul sito ufficiale del comune di Volterra.

Museo Guarnacci a Volterra

Altra realtà importante tra i musei di Volterra è il Museo Etrusco Guarnacci. Nato nel 1761 grazie alla donazione dell’abate Mario Guarnacci oggi si trova nel Palazzo Desideri Tangassi e raccoglie reperti che vanno dal periodo preistorico fino al periodo ellenistico.

All’interno del Museo Guarnacci si trovano oltre 600 urne con diversi motivi ornamentali: rosoni, demoni, maschere, animali fantastici e miti greci. Due dei pezzi più conosciuti custoditi al Museo Guarnacci sono “L’Ombra della Sera” e l”Urna degli Sposi”. L’Urna degli Sposi raffigura due anziani coniugi distesi sul letto mentre L’Ombra della Sera è un bronzetto votivo che raffigura un giovane uomo dalla forma allungata, un capolavoro della scultura etrusca del III sec. a.C.

Palazzo Viti a Volterra

Volterra è una città antica e ricca di storia, come testimoniano le mura etrusche e i suoi tanti palazzi rinascimentali. Tra i tanti palazzi visitabili, noi abbiamo scelto di visitare una dimora storica, Palazzo Viti, anch’esso legato all’alabastro della Val Cecina.

Palazzo Viti era la dimora ottocentesca di Giuseppe Viti, importante commerciante di alabastro e grande viaggiatore. A tutt’oggi questo palazzo di Volterra è abitato da un discendente di Giuseppe, che ci ha accompagnato alla scoperta delle 12 stanze aperte al pubblico, raccontandoci la storia della sua famiglia, del palazzo e di alcuni pezzi presenti nel Museo. Il palazzo è aperto al pubblico dal 19 marzo al 2 novembre, maggiori informazioni le trovate sul sito ufficiale di Palazzo Viti.

Il nostro viaggio alla scoperta della Val di Cecina si è concluso a Montecatini Val di Cecina, dove invece si può conoscere meglio la storia del rame.

Volterra - Scorcio - Credits Luisa

Museo delle Miniere di Montecatini Val di Cecina

Anche qui parte della storia nel 1800 è stata strettamente legata alle caratteristiche del sottosuolo. Il territorio qui era infatti così ricco di rame che, dal 1827 al 1907, la miniera di Montecatini è stata la miniera di rame più importante d’Europa.

Oggi la Miniera è stata trasformata nel Museo delle Miniere Montecatini Val di Cecina che offre uno spaccato interessante della vita dei minatori, incluso l’obbligo del silenzio durante l’attraversamento della galleria, in memoria dei minatori che in galleria non potevano parlare. Sono visitabili le gallerie originali e la torre di Pozzo Alfredo con il montacarichi sospeso sulle teste dei visitatori e dalla cui sommità si può spaziare su gran parte del territorio dell’alta Val di Cecina. Tutti i dettagli sono sul sito ufficiale del Museo delle Miniere Montecatini Val di Cecina

Per informazioni su giorni, orari e biglietti dei musei e dei parchi della Val di Cecina è possibile  o contattare il Consorzio Turistico Volterra Val di Cecina Valdera all’indirizzo email info@volterratur.it oppure visitare il sito www.volterratur.it.

*per questo guest post dedicato ai musei di Volterra, città degli Etruschi e dell’alabastro, e al Museo delle Miniere di Montecatini Val di Cecina ringraziamo Luisa. Se volete scoprire di più sulle cose da fare in Toscana coi bambini potete leggere altri racconti sulla stupenda Volterra o sulla Val Cecina semplicemente seguendo i link. Se vi è piaciuto questo articolo condividetelo perché… sharing is caring! 😉 e seguiteci su Facebook, Instagram o YouTube.

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