La Moto Guzzi: storia, mito e museo della fabbrica di motociclette

Mio padre è un appassionato di motociclette da sempre. Motociclista e laghée, il mito della moto Guzzi – la casa motociclistica dell’aquila  ce l’ha nel DNA, coltivato sulle strade del lago ai tempi in cui un giubbotto di pelle e un paio di jeans bastavano per sentirsi un vero pilota. Per me da bambina salire sulla moto Guzzi di papà per fare un giro la domenica pomeriggio per la via sterrata dove abitavamo era il momento che aspettavo tutta la settimana. La sensazione del vento tra i capelli, quella che sa di libertà, non l’ho mai scordata e se ci penso ancora oggi sorrido.

Crescendo ho visto la Guzzi di mio padre invecchiare in un angolo del garage, ho guidato motorini e moto non mie, sono stata passeggera entusiasta di partire per una vacanza o per una semplice gita della domenica. Ogni volta le sensazioni dei pensieri che scorrono via veloci liberati dalle ruote che mordono l’asfalto, il rumore del motore quando si apre il gas e il vento che si insinua sotto il casco annodandoti i capelli mi colpivano come la prima volta.

Per tutti questi motivi appena ho letto che tra i siti aperti in occasione delle Giornate di Primavera del Fai c’era anche la fabbrica della Guzzi con annesso Museo Guzzi non ci ho pensato due volte e ci sono andata portandoci tutta la famiglia.

Il Museo della Moto Guzzi

Visitare il Museo della Moto Guzzi: la nostra esperienza con la fabbrica aperta

La sede della Moto Guzzi si trova a Mandello del Lario, una meta perfetta per una gita di primavera ma purtroppo quel giorno il sole aveva deciso di non comparire per nulla. La fila davanti all’ingresso però, nonostante la pioggia, era quella delle grandi occasioni: ombrelli aperti sotto cui si riparavano appassionati di moto, famiglie intere e generazioni di motociclisti con i nonni che tenevano per mano i nipoti.

Dentro i dipendenti della Guzzi si alternavano ai volontari fai pronti a spiegare e raccontare i segreti dell’azienda ai curiosi.

“Quanto ci vuole a costruire un motore?” “Dove vengono prodotti i pezzi?” “Chi assembla e collauda le moto?”. Io ascoltavo affascinata, osservando la galleria del vento e immaginandone il frastuono: “Quando era in funzione teneva svegli tutti gli abitanti della zona!” ci aveva raccontato uno dei dipendenti presenti. E c’era da credergli perché questo gigante costruito negli anni ’50 per le gare di una Guzzi che vinceva tutto colpisce ancora oggi,  sebbene sia vuoto e silenzioso.

Dagli anni ’80 infatti i collaudi vengono fatti con il computer, come ci aveva spiegato il paziente tecnico, aggiungendo, con una nota malinconica nella voce, che “Ora la Guzzi non corre più…“.

La storia della moto Guzzi in un museo

Già perché le moto Guzzi gareggiavano e vincevano, contribuendo con le loro vittorie a creare un mito che il Sig. Guzzi forse non avrebbe mai immaginato. Carlo Guzzi era infatti un meccanico che, quasi per gioco, assemblò la sua prima moto nell’officina sotto casa, lì, sulle sponde del lago iniziò il successo di questa casa e un mito che, nonostante tutto, continua.

Tutta la storia di questa casa motociclistica è ripercorsa nel museo Guzzi allestito nel cuore della fabbrica, vicende che rendono ancora famosa l’Italia nel mondo, anche oggi che Guzzi è parte del gruppo Piaggio e esporta ovunque le sue creature rombanti. Le prime moto, la società con Parodi e la scelta del simbolo – quell’aquila voluta per ricordare un amico morto in un incidente di volo – poi la guerra e i veicoli militari, ma anche quelli della NATO e della polizia.

Tra le stanze del museo Guzzi si ripercorrono le vicende di un mito diventato realtà insieme a quelle moto dal sellino lungo su cui generazioni intere di motociclisti sono cresciuti.

Quel giorno la nostra visita è proseguita nel reparto di assemblaggio, il luogo in cui sogni prendono forma, dove ci eravamo fermati lasciando libera l’immaginazione davanti ai modelli in mostra: la California, lo Stelvio, Il Griso… I parafanghi erano ancora lucidi e i motori silenziosi ma il nostro bimbo era impazzito ugualmente dalla gioia mentre noi scattavamo fotografie ridendo…

Terminata la visita del Museo della Moto Guzzi, mentre un vento freddo spazzava via la pioggia, noi ci eravamo soffermati a pensare a quanto era stato bello vedere la passione negli occhi di chi era lì, per lavoro o per inseguire un sogno. Tra i muri della fabbrica avevamo infatti incrociato gli sguardi di coloro che, pur non avendo una moto, conservano il mito della Guzzi e di quelli che erano arrivati col casco sotto braccio, nonostante la pioggia battente, di quelli che davanti a vecchi motori esposti esclamavano entusiasti “Ha la valvola di scoppio separata!” come se parlassero dell’ultima partita di calcio e quelli che avevano i capelli bianchi e un bimbo per mano che già indossava lo stemma dell’aquila.

Anche per questo noi siamo tornati a casa dalla nostra visita al Museo Moto Guzzi portandoci dentro il sorriso: avevamo incontrato da vicino un mito e io per un attimo ero ritornata bambina, quando “la mia moto” era la Guzzi.

Il Museo della Moto Guzzi

Informazioni per visitare il Museo della Moto Guzzi a Mandello del Lario

Se anche i vostri bambini amano le moto (o se voi le amate) ecco qualche informazione utile per la visita della Moto Guzzi. Noi ci siamo stati durante uno degli eventi FAI ma il Museo Moto Guzzi è visitabile anche al di fuori delle giornate FAI ed è una visita davvero interessante per gli appassionati di motociclismo.

Orari del Museo Moto Guzzi

Il Museo Guzzi è aperto dal lunedì al venerdì nel pomeriggio (sabato e domenica su prenotazione). Non è invece possibile visitare la fabbrica a meno che non ci siano iniziative speciali, come quelle delle Giornate del FAI, in cui la fabbrica della Guzzi è aperta.

All’interno del museo ci sono alcune scale, quindi attrezzatevi se viaggiate con passeggini o carrozzine. Trovate maggiori informazioni sugli orari e i giorni di chiusura sul sito della Guzzi.

Come arrivare a Mandello del Lario

Se non volete arrivarci in auto (o in moto) potete arrivare a Mandello in treno. La direzione è quella di Lecco/Sondrio e ci sono frequenti collegamenti che partono da Milano (o Monza).

Cosa vedere vicino al Museo Guzzi di Mandello

La fabbrica della Guzzi si trova a Mandello del Lario quindi sul lago di Como, che lì viene chiamato lago di Lecco. Se volete qualche informazione su cosa vedere nei dintorni al Museo Guzzi vi lascio qui sotto alcuni post che potrebbero esservi utili e che riportano alcune attrazioni vicine al Museo Guzzi:

  • Orrido di Bellano: l’Orrido è un’attrazione del lago di Como conosciuto fin dai tempi antichi. Si tratta di di uno spettacolo naturale, soprattutto quando ha piovuto molto. Nel post tutti i dettagli per la visita.
  • Lecco: Questa città è spesso sottovalutata e invece una passeggiata a Lecco è molto piacevole, soprattutto in primavera.
  • Varenna e Villa Monastero: Questa villa è una delle più belle del lago di Como ed è famosa soprattutto per i suoi giardini.
  • Il Castello di Vezio: Uno dei castelli più suggestivi della zona, soprattutto per lo spettacolo dei falconieri.

I consigli per visitare il Museo Guzzi terminano qui. Se avete dubbi o domande contattateci su Facebook, Instagram o YouTube saremo felici di rispondervi.

2 commenti su “La Moto Guzzi: storia, mito e museo della fabbrica di motociclette”

  1. Sono capitata qui per caso cercando info sul trenino rosso ma appena ho letto Guzzi gli ho dato una sbirciatina,e ho notato con piacere che hai citato la mia citta’..Lecco! Grazie mille! 😀

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