New York con l’uragano Sandy

Per questo viaggio in America ospito Serena, anche lei  “travel addicted”, che con una sua foto ha deciso di farmi fare un viaggio particolare, a New York, insieme a una “compagna di viaggio” molto “speciale”: Sandy. Perchè viaggiare a volte è davvero imprevisto ed avventura e certe fotografie sanno aprirti un mondo di ricordi ed emozioni che non sembra neanche vero...

I viaggi, la nostra passione (mia è di mio marito Fabrizio). Ecco perché abbiamo deciso di partire tra fine ottobre e inizio novembre 2012 (la prima volta che siamo riusciti ad andare via in un periodo non canonico), quando ho avuto l’opportunità di una settimana di ferie poiché cambiavo lavoro.

Quale occasione migliore per partire?

Preparativi per un viaggio a New York

Nessuna preoccupazione lavorativa e la voglia di concedersi un premio dopo un ultimo periodo in ufficio difficile appena trascorso e finalmente finito. Avevamo tutto il mondo a nostra disposizione, dovevamo solo scegliere dove andare e le mete che ci sono venute in mente sono state:
  • Madagascar (una delle nostre opzioni per il viaggio di nozze che quindi spunta fuori sempre quando dobbiamo decidere dove andare)
  • Cuba (affascinante sia per il suo mare che per la sua storia)
  • Maldive (il mio sogno, quel mare cristallino, relax, l’idea di vivere una settimana solo con pareo e infradito)
  • Stati Uniti (la mia passione, amo gli americani, amo le città americane e quel senso di patriottismo che si respira).

Fatta una rapida valutazione dei pro e contro dei vari luoghi, abbiamo deciso per gli Stati Uniti e in particolare per Washington, Philadelphia e New York, perché, dovendo il 5 novembre presentarmi al mio nuovo posto di lavoro, mi era sembrata la metà più sicura (nessun rischio di malattie del viaggiatore, collegamenti con l’Europa giornalieri, nessun rischio climatico….o almeno così pensavamo).

A Washington e Philadelphia non c’eravamo mai stati, a New York invece sì, ma siccome ci avevo lasciato un pezzo di cuore e avevo voglia di riprovare quella sensazione di sentirmi al centro del mondo, ci tornavo volentieri, anche per fare un po’ di sano shopping!!!

E finalmente è arrivato il momento della partenza: sveglia all’alba, un saluto ai miei due adorabili mici (è l’unica nota dolente di quando viaggiamo, lasciarli soli…e per fortuna mia mamma viene a casa nostra a curarli quando non ci siamo) e pronti partenza via per una nuova avventura!!

E questa volta sarebbe stata davvero un’avventura…

Viaggio a New York: l’Uragano Sandy

Mentre stavamo andando entusiasti verso l’aeroporto ho dato una sbirciatina a Twitter e ho letto una notizia dell’Ansa che diceva “Sandy in arrivo a New York”… poche parole che mi hanno gelato il sangue: Sandy, l’uragano che era appena passato da Cuba lasciando dietro di se’ morte e distruzione (anche se, per qualche misterioso motivo, nelle nostre tv se ne era parlato poco o quasi niente).

Con terrore ho guardato mio marito e gli ho chiesto se fosse il caso di partire e lui molto tranquillo mi ha detto “ma si, sarà il solito allarmismo, arriverà solo la coda dell’uragano, con un po’ di pioggia ce la caviamo“. Non molto convinta e con una stretta allo stomaco ci siamo imbarcati sul volo per Washington, cercando di auto-rassicurarmi pensando che se ci fosse stato un reale pericolo non ci avrebbero fatto partire…

E così il sabato sera siamo arrivati a Washington e di domenica (Sandy era prevista sulla costa degli Stati Uniti il lunedì) l’abbiamo girata in lungo e largo ma non con quella leggerezza d’animo che di solito ci accompagna nei viaggi: quel cielo immenso (negli Usa non so perché ma il cielo sembra più grande) nero, notizie televisive allarmanti, articoli di giornale con titoli da film dell’orrore, non mi lasciavano tranquilla…
Per colpa (o con il senno di poi sarebbe forse meglio dire grazie) all’ansia che ormai si era impadronita di me, abbiamo deciso di passare in stazione per avere notizie del nostro treno che lunedì mattina ci avrebbe dovuto portare a Philadelphia e scopriamo che tutti i treni del lunedì sono stati inesorabilmente cancellati e quelli del martedì tutti prenotati…
Panico!!! Quindi con un colpo di genio abbiamo deciso di partire quella sera stessa…ma non avevamo i biglietti con noi per poterli cambiare e avevamo poco più di un’ora per fare tutto!!!
Siamo corsi verso l’albergo, mio marito ha preso i biglietti ed è tornato in stazione a cambiarli (sperando di trovare ancora posto) io nel frattempo ho chiamato l’albergo a Philadelphia per essere certi che ci potessero ospitare una sera prima del previsto e, come una pazza, ho iniziato a correre a destra e a sinistra, preparando al volo le valigie di entrambi.
Finalmente mi sono ricongiunta con mio marito (durante i viaggi non ci è mai capitato di dividerci) e siamo partiti per Philadelphia chiedendoci se avevamo fatto la scelta giusta, dato che tutti i tg dicevano che “Philly” (così la chiamano gli americani) “sarebbe stata duramente colpita da Sandy…”

In fuga dall’uragano a Philadelphia

Nel frattempo le notizie in tv (miracolosamente capivo ogni singola parola, l’istinto di sopravvivenza mi aveva fatto diventare fluente in inglese) dicevano che Sandy sarebbe arrivata alle ore 20:00 di lunedì e Barack Obama parlava alla nazione cercando di rassicurare gli animi ma anche chiedendo di non sottovalutare l’evento che sarebbe stato unico e catastrofico…mamma mia che ansia!!!
E così il lunedì lo abbiamo passato in albergo (fuori diluviava), aspettando Sandy, in attesa di capire cosa sarebbe successo, se saremmo restati senza luce, come già lo erano milioni di americani, se avremmo dovuto evacuare (avevamo pronto lo zainetto con i beni di prima necessità ) e se mai avremmo raggiunto New York (saremmo dovuti partire il martedì mattina in treno da Philadelphia, un po’ utopistico).
Per tutto il giorno abbiamo ascoltato notiziari che diventavano sempre più terrificanti, con immagini di devastazione e commenti tipo “e Sandy non è ancora arrivata, immaginatevi cosa succederà quando toccherà la costa degli Stati Uniti”.
Per placare l’ansia e distendere i nervi verso le 18:00 siamo andati in palestra per fare una corsetta e verso le 19:30 siamo scesi al bar per cenare ma lo abbiamo trovato chiuso…bene, se saltava la luce rischiavamo di restare a digiuno anche il giorno dopo…
A questo punto non ci rimaneva che tornare in camera e aspettare anche noi, insieme a milioni di americani, l’arrivo di Sandy che iniziavo seriamente ad odiare…..ed ecco che alle 20 in punto iniziano delle botte fortissime sui vetri.

Cosa succede in America durante un uragano

Eccola lì  Sandy, in tutta la sua potenza, bussare alle nostre finestre…
E a questo punto credo che l’istinto di sopravvivenza abbia avuto la meglio, mi sono addormentata di un sonno profondo e mi sono risvegliata solo dopo che tutto era finito…
I primi pensieri al risveglio sono stati: “sono ancora viva, abbiamo l’elettricità, non dobbiamo evacuare, dobbiamo ora raggiungere New York!!!!!!“. Dalla finestra la situazione a Philadelphia non sembrava drammatica, abbiamo deciso pertanto di andare a perlustrare la città anche se, lo ammetto, con un po’ di titubanza.
Ed effettivamente, a parte qualche albero spezzato, la città non sembrava avesse subito grossi danni a differenza del New Jersey (avevamo visto in tele immagini impressionanti che qui in Italia non sono arrivate) e di New York che sembrava messa momentaneamente in ginocchio!
Abbiamo quindi fatto questo tour surreale per Philadelphia, tutto chiuso e nessuno in giro, non avrei mai creduto di vedere una città americana deserta… E intanto continuavamo a pensare come arrivare a New York, passando dalla stazione (sembrava una stazione fantasma, c’eravamo solo io, mio marito e un poliziotto) e ovviamente il poliziotto ci ha detto che i treni erano fuori uso e di provare a vedere su tre siti di diverse compagnie di pullman che collegano Philadelphia a NY.
Ci siamo collegati subito con il mio smartphone nella speranza di ricevere buone notizie e invece su tutti e tre i siti si leggeva solo la parola “CANCELLED”, che sconforto…
Abbiamo passato il resto della giornata a guardare in maniera ossessiva e compulsiva il sito dell’Amtrack per vedere se per caso ripristinavano qualche linea ferroviaria….ed ecco la notizia che mi ha illuminato di immenso, le corse fino a Newark, nel New Jersey, riprendevano il giorno dopo!!!! (tralascio i miei pensieri sulla velocità di ripresa degli americani, chissà cosa sarebbe successo in Italia in una situazione del genere). Certo, New York era ancora isolata perché molti dei tunnel erano allagati ma ci potevamo avvicinare  notevolmente e quindi abbiamo deciso di partire, anche se la tizia alla reception al momento del check out ha saputo solo dire “it’s a risk!”

Però abbiamo pensato che se proprio rimanevamo intrappolati a Newark avevamo varie opzioni: cercare lì un albergo, chiamare i miei cugini nel New Jersey (che ho poi scoperto che erano senza luce e lo sono stati per i dieci giorni successivi) o tornare alla peggio a Philadelphia.

E invece con estrema felicità abbiamo scoperto che i tassisti erano lì ad aspettarci per portarci a New York……quasi non ci potevo credere,  ce l’avevamo fatta!!!

New York dopo l’uragano Sandy

I 3 giorni seguenti a New York sono stati strani, con la metro che inizialmente non funzionava, poi solo a tratti, con Lower Manhattan tutta al buio (vedere i negozi al buio, con solo una candela accesa e i negozianti che ti imploravano di entrare per comprare qualcosa è stato surreale).
Per fortuna noi eravamo vicino a Times Square, dove la vita newyorkese sembrava la stessa di sempre e quindi abbiamo potuto lasciarci alle spalle definitivamente Sandy (e nel  frattempo aveva riaperto anche il JFK e quindi saremmo potuti  tornare a casa!!!).
Solo un’ultima nota: per fortuna non abbiamo prenotato l’albergo dove eravamo stati nel nostro primo viaggio a NY, nonostante un’offerta che ci avevano proposto, perché era nella zona che è stata evacuata a causa della gru gigantesca che penzolava nel vuoto e che potete vedere nell’immagine allegata, simbolo di questa nostra avventurosa vacanza!
Non sono mai stata così felice di tornare a casa dopo una vacanza, però alla fine, con il senno di poi, sono anche felice di avere vissuto questa avventura.
Come sempre infatti anche le esperienze negative portano con se’ degli insegnamenti e dei ricordi positivi e quindi c’è sempre un motivo per cui è valsa la pena di viverle!!!
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer