New York

New York, un anello e una partenza burrascosa

Non posso farci nulla, New York mi ha stregata, mi sono innamorata delle sue Avenue scintillanti e dei suoi taxi gialli, ho camminato per Harlem e mi sono incantata davanti ai ragazzi dei playground. Ho amato questa città perché, in fondo, mi pareva di conoscerla da sempre e incontrarla è stato come andare a trovare un amico che vive lontano: non lo vedi da un po’, ti appare cambiato eppure sai che è sempre lui, è solo questione di familiarizzare con le piccole rughe spuntate intorno ai suoi occhi e con il suo nuovo taglio di capelli.

Ma l’ho amata anche perché nella Grande Mela mi sono sentita come la protagonista di un film, una di quelle commedie hollywoodiane dove accade di tutto ma poi il sole torna a splendere, perché, proprio sul tetto di questa magica città, è iniziata la mia vita “da famiglia”, accompagnata da una scatolina rossa. Per questo, lo so per certo, il sentimento che mi lega a New York è destinato a continuare nel tempo, anche qualora non dovessimo incontrarci mai più. Eppure, proprio come in un film ambientato a New York, la nostra partenza per questa città è stata rocambolesca, tanto da aver rischiato di non arrivarci mai.

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Visitare New York

Già perché questo viaggio speciale era stato un regalo di quello che allora era solo il mio Compagno di Viaggio, che la mattina del mio compleanno mi aveva consegnato un pacchetto colorato contenente un libro al cui interno, accuratamente nascosti, aveva inserito due biglietti per l’aeroporto JFK. Era agosto, eravamo in viaggio e io avevo iniziato subito a sognare quella nuova partenza, ignara di quello che mi aspettava, nonostante un campanellino mi fosse suonato nella testa alla parola “visto“. Il compagno di Viaggio però mi aveva subito rassicurata: sarebbe stato sufficiente fare l’ESTA per partire tranquilli, così, al ritorno mi ero tuffata nel lavoro senza più pensarci fino a pochi giorni prima del viaggio, quando avevo saputo che, con il mio passaporto non sarei potuta entrare negli Stati Uniti.

A quel punto era scattato il panico: era troppo tardi per richiedere il visto quindi in una settimana avrei dovuto ottenere un nuovo passaporto, impresa già di per sé difficile, a cui si aggiungeva un’aggravante visto che io sarei dovuta partire per lavoro e non sarei potuta andare a ritirarlo. Non c’erano alternative e così, consegnata la modulistica in Questura, ero salita su un aereo, incrociando le dita e raccomandando al mio Compagno di Viaggio di occuparsi del ritiro.

A dire il vero avevo notato la sua preoccupazione che credevo fosse motivata dal fatto che lui aveva acquistato i biglietti senza fare alcuna assicurazione viggio e quindi, in caso di annullamento, avremmo perso tutto. Invece il giorno prima della partenza il passaporto era pronto e io, che ero in attesa di un aereo a Norimberga, mi ero finalmente rilassata e preparata ad entrare in modalità vacanza, proprio un attimo prima di vedere la scritta “delayed” sul monitor del mio volo.

Un nuovo allarme mi si era acceso nella testa ma l’avevo subito tacitato: ero in Germania, era pomeriggio e volavo con la compagnia di bandiera tedesca, di certo non ci sarebbero stati problemi con la mia partenza per New York la mattina successiva. I minuti passavano, le ore pure e io ero sempre bloccata a Norimberga causa “forte vento a Francoforte” come mi avevano spiegato riproteggendomi sul volo successivo. Il Compagno di Viaggio al telefono sembrava ansioso e anche io iniziavo a preoccuparmi, così, quando finalmente ci avevano imbarcati verso Francoforte, ormai avevo lo sguardo fisso sull’orologio.

Una volta sbarcati ricordo di aver fatto il tragitto che mi avrebbe dovuta portare sul volo successivo come se dovessi correre la maratona, trascinando a fatica il trolley per i corridoi dell’aeroporto, ma era stato tutto inutile: l’aereo era partito e io ero rimasta a terra. A quel punto le telefonate col Compagno di Viaggio si erano fatte esasperate, percepivo la sua agitazione che continuavo ad attribuire al timore di dover rinunciare alla vacanza e così mentalmente maledicevo la sua leggerezza nel non fare un’assicurazione anche se a quel punto era inutile recriminare.

In realtà invece c’erano anche altri motivi che io al momento non conoscevo e quando, poco dopo essermi rassegnata a rinunciare al viaggio, come per magia era spuntato un nuovo volo che mi avrebbe portata a Milano nel cuore della notte, mi era parso quasi incredibile. Sembrava l’happy ending perfetto, saremmo riusciti a partire nonostante tutto e per questo il mattino successivo, salendo sull’aereo per New York, mi sentivo fortunata e felice: a breve avrei visto la Grande Mela, cos’altro sarebbe potuto accadere ancora?

Invece, proprio come in una commedia americana, le sorprese per la protagonista non erano ancora finite e la sera in cui sulla cima dell’Empire State Building, davanti al sole che tramontava sulla città, mi ero vista una piccola scatola rossa contenente un anello spuntare come per magia tra le mani del mio Compagno di Viaggio mi era sembrato di toccare il cielo con un dito: NY era la città dove tutto può succedere e io la stavo vivendo davvero…

[cml_media_alt id='6655']I miei viaggi e quelli che vorrei fare - Il Central Park a New York[/cml_media_alt]
I miei viaggi e quelli che vorrei fare – Il Central Park a New York

Informazioni utili per una vacanza a New York

Vi segnalo che, è possibile recarsi negli Stati Uniti senza il visto richiedendo un’autorizzazione al viaggio elettronica (ESTA), per cui sono validi i seguenti passaporti:

  • passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina
  • passaporto a lettura ottica rilasciato prima del 26 ottobre 2005 e se, qualora rinnovato dopo i 5 anni, il rinnovo è avvenuto prima di tale data;
  • passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.

Inoltre ricordatevi che per i bambini è necessario il passaporto individuale. Vi segnalo infine che provando a richiedere l’ESTA con passaporto non in regola (quello che era accaduto a me) il sistema non riconoscerà l’errore ma verrete bloccati prima dell’imbarco sul volo! Quindi attenzione!

Tutte le informazioni le trovate sul sito della Polizia di Stato

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer