Nara - Uno dei Templi della città

Non si scherza con le patate dolci a Nara!

Eravamo arrivati a Nara – antica capitale del Giappone situata nell’isola di Honshu – in un freddo giorno di dicembre.
Finalmente aveva smesso di nevicare e, sebbene i templi di Kyoto ci avessero regalato emozioni speciali con quel manto di neve candida addosso, noi eravamo felici di visitare quella città patrimonio dell’UNESCO con un po’ di sole.

Nara in realtà si estende non lontano dalla stazione quindi per raggiungere i grandi templi imperiali – primo su tutti il Todai-ji – si deve attraversare il  Nara Kōen, un grande parco indicato tra i “Luoghi di Bellezza Paesaggistica” del Giappone. Essendo inverno però non ci aspettavamo grandi sorprese dalla natura giapponese e invece – ancora una volta – ci sbagliavamo.

[cml_media_alt id='5179']Un eloquente cartello in stile manga che mette in guardia i turisti dai cervi[/cml_media_alt]
Un eloquente cartello in stile manga che mette in guardia i turisti dai cervi

Ad accoglierci tra i viali dell’antica città imperiale avevamo infatti trovato i cervi che vivono liberi nel grande parco di Nara.
Questi animali sono essi stessi classificati come ” Monumento Nazionale” e si muovono felici – e per nulla spaventati! – tra i moltissimi turisti che visitano il complesso. Un tempo il cervo era considerato animale sacro inviato direttamente dalla divinità e fino al 1600 ucciderli era considerato un reato punibile con la morte, così queste creature si sono moltiplicate, vivendo in simbiosi con i templi di Nara e con i visitatori.

[cml_media_alt id='5177']Ragazze giapponesi in abito tradizionale a Nara[/cml_media_alt]
Ragazze giapponesi in abito tradizionale a Nara

Noi li osservavamo divertiti ammirandone non solo la bellezza, ma anche la loro sfrontatezza nel chiedere cibo ai turisti che, armati di appositi sacchettini, distribuivano bocconcini in cambio di fotografie. Ad un certo punto però la nostra attenzione era stata attirata da un venditore di cibo da strada che stazionava poco lontano. Sul suo banchetto erano esposte in bella mostra le mitiche patate dolci – quelle per intenderci che vedevamo in tutti i cartoni animati degli anni ’80 – e un profumo invitante si sprigionava tutt’intorno. Impossibile resistere: con pochi yen ci eravamo accaparrati le nostre patate e il nostro sogno da bambini, pronti per goderci entrambi in santa pace su una panchina poco lontana.

[cml_media_alt id='5175']Francesca alle prese con la mitica patata dolce giapponese[/cml_media_alt]
Francesca alle prese con la mitica patata dolce giapponese

Non avevamo però fatto i conti con i nostri amici cervi, golosi anche loro delle buonissime patate dolci giapponesi e determinati ad ottenerle. Ora non so voi come siate messi in fatto a rapporto con gli animali, io normalmente li adoro, eppure quel cervo adulto che cercava in tutti i modi di fregarsi la mia buonissima patata, dolce e calda al punto giusto, e non esitava per questo a usare tutte le armi a sua disposizione, compresa la stazza non proprio minuscola e gli zoccoli duri, mi era davvero stato antipatico. Cordialmente s’intende perché non oserei mai mancare di rispetto ad un animale sacro! 😉

[cml_media_alt id='5178']Roberto alle prese con il cervo famelico[/cml_media_alt]
Roberto alle prese con il cervo famelico

Però credetemi, in quel momento non ero tanto amichevole e così, difendendo a spada tratta il mio cibo tanto desiderato da bambina, mi ero ritrovata a sussurrare a quelle orecchie pelose strane storie di cerbiatti persi nella foresta e di fumante polenta con salmì… Insomma “A buon intenditor poche parole…” e così alla fine l’avevo avuta vinta io, mangiandomi in pace la mia prelibatezza giapponese e vedendo il quadrupede allontanarsi in direzione di uno degli altri turisti. Chissà cosa avrà pensato quel sacro abitante del tempio di Nara: forse si sarà stupito della scarsa socievolezza dei turisti italiani oppure… avrà capito non si scherza con i ricordi e i miti dell’infanzia di una viaggiatrice affamata! 😉

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer