Petra e il suo Tesoro

Vacanze senza i figli e viaggi di lavoro: esperienza

Avete mai pensato di andare in vacanza senza i figli? Magari l’avete sognato ma senza riuscire a decidervi a partire da soli senza bambini… O ancora: vi è mai capitato di dover partire per un viaggio di lavoro lasciando a casa i bambini ai nonni affrontando la trasferta con tanta tristezza e pure parecchi sensi di colpa?

A me sì. E mi sono sentito in colpa.

Tutto normale? Forse. Perché io ho un’aggravante: sono un papà. Un uomo, capite, che si è sentito in colpa per il fatto di fiaggiare senza figlio (e moglie). Da solo per una vacanza (o quasi). Anche se, sono onesto, una vacanza senza figli l’avevo sognata parecchie volte …

Viaggio senza i figli: la mia esperienza a Petra da papà

Prima di tutto però devo spiegarvi cosa è successo e come mai ho deciso di partire senza mio figlio.

Ho sempre sognato di vedere Petra. La città degli antichi Nabatei è una di quelle cose su cui ho fantasticato per anni con la musichetta di Indiana Jones di sottofondo e un cappello a tesa larga sul mobile della sala, in attesa di essere utilizzato per entrare in quel canyon.

Così quando è arrivato l’invito di Visit Jordan a partecipare a un tour della Giordania della durata di una settimana che comprendeva, appunto, la città di Petra ho detto: “A vedere la città di Indiana Jones vado io!“.

Di solito, ormai lo sapete, non sono io il “vero blogger”. Normalmente io faccio il tecnico di Patatofriendly, quella squadra che abbiamo creato per caso l’ultimo giorno dell’anno di quasi tre anni fa. Un team un po’ strambo, in cui io mi occupo della parte informatica e grafica, Francesca della scrittura e dei social e il Patato … Fa se stesso, travolgendoci con la sua energia e facendoci vivere ogni giorno le montagne russe di questo nostro ruolo da genitori. Insomma, io durante i blogtour faccio il papà-blogger, la spalla che gestisce il nanetto, evitando che si suicidi proprio durante la spiegazione della guida.

Avete presente?

Normalmente la blogger “vera” è lei, la mia Compagna di Viaggio e di viaggi. Questa volta però Francesca non poteva proprio partire, c’erano altri impegni già presi e l’inizio della scuola. Così mi sono proposto io: sarei andato io in viaggio da solo, lasciando a casa il bambino e pure la miglie.

Dopotutto Petra era il mio sogno! E i sogni vanno realizzati, giusto?

Quello a cui proprio non avevo pensato però sono i cambiamenti avvenuti nella mia vita da quando, oltre che Roberto, sono anche “Papà”. Io sono una persona molto razionale, a volte troppo secondo la mia cara mogliettina: nella vita mi hanno insegnato a credere nei numeri e io, da bravo ingnegnerino, continuo a farlo nonostante i tempi della scuola siano ormai lontani.

Ma un figlio ti cambia la vita. Giusto?

[cml_media_alt id='6539']La gola che porta al Tesoro di Petra[/cml_media_alt]
La gola che porta al Tesoro di Petra

Lasciare i figli per partire da soli: sensi di colpa

E infatti quello che non mi sarei mai aspettato è che partire per un viaggio senza i figli ti scatena i sensi di colpa. A me capite? Un uomo e per giunta un ingegnere super razionale. Un papà.

Invece la mattina della partenza già mi si stringeva il cuore a vedere il mio bimbo che si preparava per andare a scuola, mentre io chiudevo il mio trolley e mettevo a posto il passaporto. E in fila al gate mi sono ritrovato a mandare messaggi alla mia Compagna di Viaggio – no, non al Patato che ancora non possiede un cellulare! – che dicevano “La prossima volta ci torniamo tutti e tre insieme“. E non ero nemmeno partito!

Perché la fregatura di quando diventi papà è che nessuno ti prepara a cose come questa. Dopo tutto tu non sei la mamma. Tu non lo porti dentro per nove mesi (e neanche rischi la tua vita per farlo uscire). Per te quel coso rosa-bluastro e piangente è un estraneo e come tale devi imparare a conoscerlo. Non è istinto, è una relazione che si costruisce giorno per giorno.

Così una mattina lo vedi indossare il suo zainetto per andare alla scuola dell’infanzia e mentre esci di casa pensi che ti mancherà tremendamente. Che ti mancherà nonostante siano dieci giorni che ti tocca dividere il letto – e pure il divano – con lui e nonostante siano tre anni che non dormi davvero bene. Che in un viaggio senza figlio ti mancherà nonostante questa volta potrai essere rilassato senza inventare storie a ripetizione nè fare il giocoliere per intrattenerlo almeno un po’.

E, pensando alle meraviglie che andrai a vedere, sai già che ti mancherà il poterle condividere con lui, con loro, con la tua famiglia.

[cml_media_alt id='6545']Il tempio del Soldato dall'alto[/cml_media_alt]
Il tempio del Soldato dall’alto

Vacanze senza figli e partire per lavoro: che differenza c’è?

Non fraintendetemi: non si è trattata della prima partenza da solo per lavoro senza la mia famiglia.

Ma in un blogtour io vedo il viaggio (nonostante ci sia anche tanto lavoro, durante e dopo!) e il viaggiare per me è insieme a loro. E così quando ho attraversato quel canyon che sogno da quando, a 14 anni, ho visto per la prima volta Indiana Jones, in un angolino della mia testa c’era il mio frugoletto e la voglia di tenerlo per mano, raccontandogli, per l’ennesima volta, la storia di Junior che ha scelto di farsi chiamare col nome del suo cane.

Perché non ce n’è, per me un sogno realizzato senza coloro che ami è realizzato a metà.

Quindi non fraintendetemi: Petra è meravigliosa, non c’è che dire, e la Giordania intera lo è. Ve ne racconterò perché merita ma soprattutto perché, come ho ripetuto a tutti quando sono tornato, la città dei Nabatei è uno dei posti più belli che io abbia mai visto in vita mia. E devo dire che questo mio primo viaggio in veste di blogger solitario è stato divertente e anche emozionante, tra assalti ai treni, montagne bibliche, cascate bollenti e città cosmopolite.

Ma viaggiare con coloro che ami e realizzare insieme a loro i propri sogni è un’altra cosa.

Quindi niente, per me le vacanze senza figli sono viaggi con i sensi di colpa. Nonostante io sia un papà. E temo proprio che mi toccherà tornarci in Giordania. Tutti e tre, magari quando il nostro piccoletto avrà l’età giusta per guardare tutta la serie di Indiana Jones. E questa volta, statene certi, il cappello a tesa larga di Indy non lo lascerò a casa di sicuro! 🙂

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Roberto

Roberto

Geek con la passione per le persone. Quando non programmo, viaggio nel mondo o per il web. Volevo fare l'architetto poi sono diventato ingegnere. Ma mi è rimasto l'amore per tutto ciò che è bello oltre che tecnologico e così ho fondato una start-up. #Geek #Dad #NBAaddicted #Startupper

1 comment

  1. Ma che bello!!! (tutto: le foto, la meta, il punto di vista del papà… tanto love!)

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