POKÉMON DAY: SOTTO A CHI TOCCA!

Ci siete mai andati a Mirabilandia con i bambini? Io ricordo quando a portarmici furono i miei genitori. Per me fu una meravigliosa esperienza, per i miei cari invece … eh … credo una giornata di sofferenza! Forse per questo mi sono gustata, ridendo, questo racconto di Carlo, un viaggiatore, anzi, un Antiviaggiatore, che ha davvero calpestato le strade del mondo e che oggi ospito con onore, con questo suo racconto da papà alle prese con il Magico Mondo di Mirabilandia e di una passione sfrenata del suo bimbo per … i Pokémon ! Leggete, ridete e – un pochino – preoccupatevi pensando a quando anche i vostri bimbi saranno grandi abbastanza per chiedervi di andare a Mirabilandia!

I papà cinquantenni come me ricorderanno sicuramente, della loro oramai lontana infanzia, i mitici vecchi 45 giri della Fabbri con la filastrocca “a mille ce n’è… nel mio mondo di fiabe da narrar… non serve il cappellino e la giacchetta rossa… basta sooolo un pooo’ di fan-ta-sia!”: e vai con la fiaba di turno…

Oggi invece vi ci voglio portare io, nel mondo incantato dei bimbi del 2000:  ma vi avverto subito che la fantasia da sola non basta più, servono anche la tecnologia – una consolle portatile – ed un  biglietto aereo per Bologna, da dove raggiungeremo Ravenna e il parco giochi di Mirabilandia, meta del nostro antiviaggio, che ad essere precisi risale al luglio di qualche anno fa, il 2008 per l’esattezza, ma non per questo ha già perso di attualità.

A Mirabilandia per il Pokémon Day

Era il regalo per la promozione di mio figlio di nove anni: una giornata al Pokémon Day, ovvero il raduno nazionale annuale degli appassionati dei Pokémon.
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Pokémon Day
Nota per non affigliati: i Pokémon sono  minuscoli mostriciattoli da pochi pixel che sgambettano nel Nintendo DS, che è una miniconsolle tascabile in grado di procurare in pochi secondi l’emicrania ad un adulto, causa impossibilità di decifrare ciò che accade sul microschermo mal illuminato e sempre pieno di minuscole impronte e ditate.
[cml_media_alt id='4214']I Pokémon[/cml_media_alt]
I Pokémon

I piccoli, invece, non solo ci giocano, ma anzi si passano addirittura i mostri da Nintendo a Nintendo, in una inquietante modalità che ricorda la trasmissione di un virus informatico. Altra nota, questa ad uso esclusivo di napoletani e dintorni: Mirabilandia è una Edenlandia più grande, più attrezzata, più rinomata, e dunque inevitabilmente più cara.

E veniamo ora al diario della nostra fantastica giornata: era cominciata male, per distrazione non avevamo portato con noi alcun documento del piccolo, poi il problema si è risolto con un po’ di suppliche a non rovinare la felicità del bambino e così, grazie ad una autocertificazione sottoscritta in emergenza, abbiamo comunque potuto  volare a destinazione.

Non c’era invece soluzione per il caldo terrificante della Romagna, complicato e amplificato da una folla di grandi e piccini, dove per piccini si intenda anche ventenni(?!?) con i quali mio figlio si è battuto vittorioso in tornei dei rispettivi paladini telematici. Mi hanno rassicurato che quelli lì di vent’anni sono dei casi più o meno disperati, e che lui a quell’età avrà da tempo abbandonato il Nintendo per le squinzie, ma sai com’è, quando vedi spettacoli del genere il dubbio che queste disgrazie possano capitare anche a te ti resta sempre… come ti resta una sete bestiale che non si placa, a furia di ingozzarti di multicolori bevande dolciastre e snacks salatissimi, unico bambinesco cibo disponibile in tutti i gironi infernali del parco.

In effetti qualcosa che mi piaceva c’era: un percorso di guerra in uno scenario postatomico ispirato ai films catastrofici di fantascienza tipo Il pianeta delle scimmie, 1997 Fuga da New York etc, ma a lui faceva paura e così abbiamo dovuto rinunciare a favore di altri svaghi tipo tazze rotanti da capogiro e mal di stomaco insieme, o anche montagne russe in canoa, dove ti infradici tutto ma almeno ti rinfreschi un po’.

Tornati in albergo stanchi ma felici, la felicità si è spenta in un attimo quando abbiamo scoperto che l’aria condizionata era rotta, e non c’erano altre camere disponibili: assai disponibili invece, per la verità, nugoli di zanzare fameliche giunte appositamente per noi da Comacchio.

Così abbiamo cercato un po’ di sollievo in una passeggiata nella soffocante e ferma umidità serale, continuando ovviamente a sudare da fermi. Parecchie ore consecutive di macerazione del sudore sotto gli abiti inzuppati mi avevano a questo punto procurato una serie di piaghe a causa delle quali ero costretto ad adottare un’andatura claudicante, sfoggiando una smorfia di dolore ad ogni passo. Perciò la passeggiata si è conclusa presto, perché il mio erede ha detto sottovoce alla mamma che sembravo Quasimodo il gobbo di Notre Dame e dunque non gli pareva il caso di continuare a farci vedere così in giro. E allora tutti a dormire, anzi a sudare in albergo, zanzare comprese: io il mio dovere l’ho fatto, ma attenti che, se non è ancora successo, prima o poi toccherà anche a voi… grandi, piccini e bamboccioni: buon Pokémon Day a tutti!

[cml_media_alt id='4215']I Pokémon[/cml_media_alt]
I Pokémon

Visitare Mirabilandia coi bambini

Se invece cercate un po’ di informazioni per andare a Mirabilandia coi bambini ecco i link:

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Carlo Crescitelli

Carlo Crescitelli

Carlo ama scoprire itinerari insoliti e mete particolari, da solo o in compagnia della sua famiglia. Quando non viaggia scrive, del mondo o della sua Irpinia. Cinguetta come @antiviaggiatore