Adler Ristorante per bambini con tavoli e ampio spazio

Pasti in viaggio con i bambini: ristoranti da incubo?

I pasti in viaggio con i bambini piccoli – per intenderci i bimbi intorno all’anno di età – spesso si rivelano delle esperienze stressanti per i genitoriGià perché se prima della maternità il tutto si risolveva nel cercare il ristorante, magari romantico, per degustare le specialità del luogo, con un bimbo piccolo le cose sono diverse.

Innanzitutto perché quando si passa dal latte alla pappa solida (che però non è ancora “cibo da grandi”) il primo tema da considerare è cosa far mangiare al bimbo in viaggio. Poi ci sono i temi del seggiolone, degli spazi, del cambio del pannolino, del servizio che condizionano la scelta del miglior ristorante per bambini

Tutte cose che preoccupano le neomamme quando si tratta di andare al ristorante con i bambini in viaggio (ma anche al ristorante vicino a casa!). Per questo oggi provo a condividere qualche suggerimento pratico, dalla nostra esperienza per gestire le pappe del bimbo al ristorante…

Come al solito se avete qualche idea o trucchetto da genitori esperti da condividere siete i benvenuti!

Mangiare in viaggio coi bambini

1. Cosa far mangiare al bimbo in viaggio

Di come gestire il pasto dei bambini piccoli ho già parlato in un post dedicato allo svezzamento e a come fare con le pappe in viaggio visto che non tutti i ristoranti, soprattutto all’estero, sono attrezzati per proporre menù per i bimbi (se volete saperne di più seguite il link per leggere l’articolo completo!).

Una buona soluzione se siete in viaggio con i bambini, non ci sono piatti ad hoc per i più piccoli e siete all’estero è chiedere un piatto di “plain rice (riso in bianco, che tutti normalmente hanno!) specificando di portarlo subito, senza aspettare le ordinazioni degli adulti. In questo modo eviterete di far attendere troppo il famelico piccolo viaggiatore che poi, una volta sazio, potrà assaggiare (e a volte divorare) le vostre portate.

2. Come mangiare al ristorante coi bambini

Sembra banale ma quando siete al ristorante coi bambini chiedete esplicitamente di portarvi i piatti “non insieme”, in modo da mangiare prima uno poi l’altro genitore. Magari non sarà molto romantico ma di certo vi aiuterà a mangiare più serenamente e soprattutto a mangiare caldo, visto che mentre uno mangia l’altro potrà dar retta al piccoletto…

3. Al ristorante coi bimbi: seggioloni, rialzini per la sedia e accessori utili

Quando siete in viaggio con bambini preparatevi al fatto che non sempre i ristoranti hanno il seggiolone a disposizione dei piccoli ospiti, in caso non ci fossero fatevi dare un tavolo in una posizione adatta per accostare il passeggino al tavolo.

Se avete posto in valigia esistono poi fantastici rialzi per sedia per bambini in stoffa che si chiudono a valigetta e occupano davvero poco spazio. Perfetti e trasportabili. Questo è il rialzino per bambini che abbiamo sempre utilizzato noi per andare al ristorante con il bambino, un regalo molto gradito e utile.

4. Quale ristorante scegliere coi bambini in viaggio

Non ridete ma noi abbiamo l’identikit del “locale perfetto” da scegliere se dobbiamo andare al ristorante con i bambini. I requisiti fondamentali del ristorante per mangiare in famiglia sono:

  • essere poco affollato,
  • avere ampi spazi
  • avere se possibile e se la stagione lo permette un giardino per pranzare all’aperto
  • essere “rapido” nel servizio

Il motivo? Banale, il nostro bimbo fatica (eufemismo) a rimanere seduto a lungo e ha bisogno (altro eufemismo) di correre e muoversi. Quindi vi immaginate il bimbetto camminante tra le gambe dei camerieri stretti in un locale piccolo, affollato e con molti tavoli?

Ecco…

Se poi il ristorante ha un dehor meglio ancora, pranzare all’aperto aiuta a “mitigare” gli strilli e…a rilassarsi! Infine cerchiamo sempre di scegliere ristoranti speedy: il menù di mille portate non fa per noi, o meglio, per il nostro bimbo, molto meglio un piatto veloce o una pizza e poi via!

Poi magari siamo noi ad avere il bimbo con l’argento vivo addosso o forse (spesso lo penso…) sbagliamo qualcosa, fatto sta che non disponendo del modello “angelico” cerchiamo di adattarci per sopravvivere.

Pappa in viaggio con un bimbo

5. Dove cambiare il bimbo al ristorante

Il nostro modello di bimbo ha una certezza: il momento “cacca” coincide con quello della pappa. Quindi il cambio pannolino al ristorante è quasi scontato.

Spesso però i ristoranti non hanno un fasciatoio a disposizione e il cambio “volante” in bagno non sempre è possibile. In questo caso dotatevi sempre di un telo apposito e poi, col migliore dei sorrisi, chiedete al personale dove poter cambiare il piccoletto. Nella maggior parte dei casi vi faranno accomodare in un angolo appartato (magari in un’altra stanza) dove poter sbrigare le vostro amene pratiche.

6. Cosa portare al ristorante con i bambini

Altra cosa da non dimenticare se si decide di andare al ristorante con bambini piccoli è l’intrattenimento. Tenete presente che probabilmente il pasto del bambino sarà più lungo che quello a casa quindi preparatevi a mettere nella borsa giochini, libri, pupazzi, pastelli per colorare e ogni altra cosa che può piacere a vostro figlio e servire per intrattenere il bambino durante il pasto.

7. Organizzare i pasti dei bambini in viaggio

Alcuni consigli pratici per i pasti dei bambini in viaggio:

  • La maggior parte dei fast food hanno appositi microonde per scaldare la pappa dei bambini in autonomia;
  • Se non siete certi che il ristorante possa preparare un cibo adatto ai bambini piccoli portatelo voi, in questo le pappe da scaldare in vasetto sono una salvezza e si trovano in qualunque supermercato;
  • Una buona soluzione per non stressarsi troppo durante i viaggi con bambini è affittare un appartamento così da cucinare in casa almeno un pasto al giorno.

8. Da non dimenticare quando andate al ristorante coi bambini

In ultimo quando andate al ristorante con un bimbo piccolo non dimenticate la pazienza e il sorriso. Condivido una frase ci è stata detta da dei commensali tedeschi mentre ci scusavamo per il nostro piccoletto irritato e piangente: “Don’t worry, he is a baby!“.

Che tradotto significa: sono bambini, tutti lo siamo stati e, sebbene ogni tanto qualcuno sbuffi o dia segni di impazienza, la maggior parte delle persone capirà che non state facendo apposta a rovinare la loro cena mettendo “pianti e urla” come musica di sottofondo.

Quindi, lasciando perdere le recenti polemiche sul tema del vietare l’accesso dei bambini nei ristoranti e fermo restando alcune buone regole di educazione che devono sempre esserci, credo che tutti i genitori vorrebbero avere almeno per una sera il bimbo da manuale, che si addormenta a comando, ma se non e’ così non è certo colpa vostra e chiunque abbia avuto a che fare con i bimbi lo sa!

Quindi sorridete, a tutti e a tutto, vi assicuro che funziona anche quando siete al ristorante con un bimbo piangente!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

17 comments

  1. Devo dire che ultimamente stiamo anche valutando quelle pizzerie con un po di animazione perche’ la serata deve essere piacevole per tutti e molte volte il problema nasce, perche loro si annoiano.

    1. fino ad ora il Patato sempre stato troppo piccolo, adesso inizia però a crescere un poco…proveremo anche questo! Grazie!:)

  2. Il mio bimbo invece non faceva quasi mai capricci al ristorante, perché… avevamo adottato la tattica di lasciar sempre scegliere a lui (ovviamente nei limiti del possibile e dell’opportuno) dove fermarci a mangiare. Un piccolo stratagemma che noi abbiamo sperimentato con successo e che mi sento di consigliare a tutti: se l’infante ha scelto di entrare proprio in quel preciso locale tra i due o tre che gli sono stati proposti, avrà avuto i suoi buoni motivi di sentirsi in qualche modo a suo agio in quel posto, ed oltretutto si rilasserà ulteriormente per essere stato rispettosamente interpellato e ascoltato. Dunque… lagnanze sicuramente ritardate nel tempo, e comunque meno probabili e meno violente. Provare per credere!

  3. io devo essere sincera sono stata molto fortunata…mia figlia mangiava da sola con la sua forchetta (ovviamente sporcandosi) già a un anno…e io l’ho sempre lasciata fare così si poteva mangiare insieme, per distrarla ovviamente giochi e giochini…poi per risolvere il problema del seggiolone noi abbiamo preso un seggiolone pieghevole della cam e quando siamo in giro a visitare qualche città lo mettiamo sotto il passeggino e all’occorrenza si apre, si fissa con due cinghie alla sedia e l’altezza è regolabile…e ta dan…il gioco è fatto (costa meno di 50 euro) .Per distrarla ovviamente portiamo sempre una borsa giochi il cui contenuto si è evoluto con gli anni…quando aveva un anno/anno e mezzo conteneva dei cubotti da impilare, un carrilon con musichette e versi, delle marionette da dito (si trovano all’ikea) con cui ingannavamo l’attesa se i tempi erano lunghi…ora che ha appena compiuto 3 anni la stessa borsa contiene album delle figurine di peppa, matite e pennarelli con album da colorare, tutte le sorprese kinder in un sacchetto (personaggi disney, puffi ecc..) e gli stickers attacca e stacca…devo ammettere che era molto più facile quando era piccola fino ai due anni…stava seduta più a lungo…ora invece è più scatenata e nn regge molto a volte, dipende da come le gira, nemmeno con questi espedienti…Cmq penso che molto dipenda dal carattere dei bambini…lei non è una mangiona quindi di stare a tavola chissene, ma le piace l’idea di convivialità…vedere mamma e papà e gli amici tutti rilassati che nn devono continuamanete alzarsi per apparecchiare, sparecchiare e servire…Tutto quello che ho scritto però vale solo se è l’unica bambina al tavolo…se c’è un amichetto….meglio lasciar perdere il ristorante perchè nn sta seduta un minuto….

    1. Chiara grazie mille per i preziosi suggerimenti!! io mi sono segnata i giochi dei tre anni, ancora è presto ma … utilissimo per avere spunti!! Quanto all’età 1-2 anni (la nostra fascia attuale!)…sai che alle marionette da dito non aveto proprio pensato? Grazie ancora!!!:)

  4. Io tra autosvezzamento, nani particolarmente vogliosi di autonomia (entrambi mangiano soli da prima dell’anno di età, prima con le mani, poi con la forchetta) e il mio mangiare come un fulmine (normalmente non sarebbe un pregio, ma con i nanetti è un’ottima cosa) sto a cavallo!!

    1. Anche tu una “speedy mangiatrice”?? Io da quando c’è il Patato mangio speedy e il più delle volte freddo…e pensare che prima se non era bollente non mi gustavo nulla… come si cambia… ,)

  5. cara….ti do anche il nostro piccolo contributo…!
    dopo l’esperienza a Marsiglia con un 1enne e un 3 enne…l’anno successivo (stoccolma) abbiamo optato per : colazione a casa e/o fuori (la reggono bene la colazione!!!!), pranzo al sacco (molti pic nic anche con cibo acquistato ai tanti mercatini alimentari…, o preparato a casa con alimenti semplici e pratici), cena a casa …ecco un’altra cosa che lo scambio casa consente di fare;)

    1. questo per viaggi lunghi…per un’uscita una tantum e week end brevi, riesco con qualche foglio e colori e giochini da tavolo (silenziosi!) a gestire anche 2 ore…ammetto che poi sono leniti a mangiare…quindi si prendono il loro tempo!!!! 😉

    2. Con il pic-nic sfondi una porta aperta! io adoravo i pic-nic anche prima di diventare mamma!!!:)
      Quanto invece ai giochini silenziosi…mi sa che devo venire a fare un corso da te che qui il caos è un amico caro!;)

  6. Questa volta sto dalla parte del Patato: la volta in cui ho potuto vederlo io, e’ stato tranquillo o meglio, assolutamente normale e pure paziente!
    Concordo con i colori, gli stickers (pensavo che il nano fosse piccolo invece lo hanno conquistato già dai 20 mesi) e suggerisco qualche macchinina.
    Quanto al cibo, noi siamo stati fortunati perché lo svezzamento con pappine e’ durato pochissimo ed il nano ha subito mangiato pasta e riso …suggerisco una borraccina o il loro bicchierino per bere, perché molti ristoranti hanno solo bicchierini di vetro, magari addirittura a calice ed e’ un bel rischio, e posatine da portarsi dietro. Aiutavano il nano a sentirsi a suo agio e mangiare da solo.

    1. È un timido!e quando c’è qualcuno di nuovo ci mette un po’!;) ps ricordo una volta in cui dei vicini di tavolo sono scappati dalla sala: lui voleva la torta e ha iniziato a ripetere la parola a macchinetta, nulla riusciva a distrarlo e la cameriera non si sbrigava a portarla, questi tizi hanno sbuffato un po’ e poi…chiesto di cambiare sala!… Volevo sprofondare!;)
      Dimenticavo: il bicchiere è utilissimo!!

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