Il Messico raccontato a mio figlio - Yaxchilan

Viaggio in Messico, diario e racconti…

Raccontami mamma, raccontami!” mi ha chiesto il mio bimbo mentre una sera a cena io e il suo papà stavamo parlando di un viaggio in Messico da cui era appena tornato un amico.

E così mi sono messa a raccontare degli scrivani di Città del Messico e dei murales di Diego Rivera. E poi degli indios del Chiapas, così piena di devozione da non riuscire a capirla, delle scimmie che urlavano forte a Palenque, delle piramidi di Chichén Itzá dove arrivavano a frotte i turisti col braccialetto colorato e delle grosse iguane di Tulum.

Gli ho raccontato delle cababas col tetto di paglia e del cenote dall’acqua cristallina dove era impossibile resistere alla tentazione di fare il bagno, gli ho descritto la chiesa di San Juan Chamula dove non si possono scattare fotografie, i bar di Playa del Carmen pieni di canadesi, l’azzurro delle cascate di Agua Azul, le macchine di Taxco e un interminabile viaggio in bus sotto la pioggia.

Un ricordo dopo l’altro ho ripercorso tutto il nostro viaggio fatto in un tempo in cui lui, Piccolo Viaggiatore, non era nemmeno nella mia testa e lui mi ha ascoltata senza far capricci continuando a mangiare.

Quando ho terminato lui mi ha guardata serio e ha detto: “È proprio bello il Messico!“. E io mi sono commossa

Poi siamo andati di là e io sono andata a prendere la vecchia guida del Messico, mostrandogli la cartina, indicandogli i confini di quel paese così lontano e soffermandomi sulle fotografie dei posti di cui gli avevo parlato. Così facendo mi sono resa conto di aver dimenticato una tappa: quei templi nascosti tra la vegetazione impenetrabile di Yaxchilàn, dove i vestiti si appiccicavano alla pelle e non potevi evitare di pensare a quali meraviglie fossero ancora nascoste tra le radici degli alberi e il terriccio.

Mentre ero lì con quella pesante guida in mano la mia mente è volata lontano, sognando di ritornare ancora in Messico e conoscerne l’altra parte, quella dei cactus e dei sombrero, quella più desertica ma, ne sono certa, non meno affascinante…

Poi una vocina mi ha riportata coi piedi per terra: “Guardiamo Pinocchio?

Così sono passata dalle amache del mio viaggio in Messico al burattino dal naso lungo, ma mi sono ricordata del perché scrivo questi post… 🙂

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

2 comments

  1. Che bellezza raccontare ad un figlio di un vecchio viaggio..
    Mi emoziono al solo pensiero che un giorno potrei essere io a raccontare dei miei viaggi…

    Danila

    1. Cara Danila ti auguro di cuore che quel momento arrivi presto!!
      PS io quando ci ripenso ancora mi emoziono! Vederlo crescere e condividere con lui quello che amo ed ho amato è bellissimo!!

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