Scoprire Lecco con i bambini

Scoprire Lecco con i bambini: nuovi occhi e antiche meraviglie

Oggi ospitiamo un racconto molto particolare dedicato alla scoperta di Lecco con gli occhi di un bambino. Silvia infatti è una maestra che, insieme alle sue colleghe, ha organizzato un percorso meraviglioso per accompagnare i suoi piccoli alunni a vedere Lecco e il suo lago in modo da conoscerne la bellezza e la sua storia antica. Ecco la sua bellissima esperienza…

Scoprire Lecco con i bambini - gli alunni
Scoprire Lecco con i bambini – gli alunni
Scoprire Lecco con i bambini - il lago
Scoprire Lecco con i bambini – il lago
Insegnare alla Scuola del’Infanzia è un privilegio, perché i bambini di questa età ascoltano attentamente le tue parole, immergendosi totalmente in ciò che trasmetti loro, ma tanto più assorbono con interesse quanta più passione ci metti nel farlo! L’anno scorso, dopo molti anni che ce lo ripromettevamo, abbiamo così deciso di coinvolgere i bambini in un percorso di conoscenza e di scoperta della nostra città, Lecco.

Non un percorso standard, fatto di visite ai luoghi che accomunano tutte le città (chiesa, municipio, ufficio postale, ospedale…); bensì un percorso dettato dalle loro osservazioni e dalla loro curiosità, che potesse permettere di capire l’unicità del luogo dove vivono! E noi viviamo in una città le cui potenzialità paesaggistiche erano state già colte e raccontate da Manzoni molti anni or sono, noi viviamo a Lecco! Una città affacciata sul lago e distesa alle pendici dei monti, una città ad un passo da Milano, che ne porta il ricordo della dominazione in resti antichi; una città che molto può offrire se la si guarda con “occhi curiosi”!

Scoprire Lecco con i bambini - fotografare
Scoprire Lecco con i bambini – fotografare
Scoprire Lecco con i bambini - la scoperta
Scoprire Lecco con i bambini – la scoperta
Scoprire Lecco con i bambini - la bellezza
Scoprire Lecco con i bambini – la bellezza
Con la sola certezza di voler far conoscere ai bambini Lecco osservandola come se fosse la prima volta, come fanno i turisti in visita, abbiamo iniziato il nostro percorso in fresche giornate di novembre recandoci sulla riva opposta, a Malgrate (presso il nuovo favoloso lungolago). Come in una gigantesca cartolina abbiamo guardato, rappresentato e fotografato ciò che più colpiva il nostro sguardo. Ed ecco emergere proprio i tratti distintivi di Lecco: il campanile, soprannominato “matitone” per la sua forma appuntita, il Resegone, il monte che sovrasta la città e ha la particola forma a sega, il lago che si restringe in fiume con i suoi ponti. Ma non solo eh: l’anatra che si immergeva ripetutamente per mangiare, la canoa che passava pigra, una statua che brillava, la Canottieri dove molti vanno in piscina, i rami portati dalla corrente… perché “viaggiare” coi bambini è così: riescono a cogliere la bellezza anche in un granello di sabbia!

Raccolti i dati preziosi delle loro scoperte, siamo partite dal “matitone”: che abbiamo scoperto essere la seconda torre campanaria più alta d’Italia e tra le più alte d’Europa, sorta su un’antica torretta d’avvistamento, con in cima 9 campane ciascuna col suo nome; dopo averlo riprodotto con cuscini morbidi della nostra palestra, con cubi giganti ed i classici Lego e dopo averlo disegnato con dovizia di particolari saremmo voluti salire lungo i suoi 400 scalini, ma purtroppo le visite sono consentite solo ai bimbi che hanno almeno 6 anni. Ci siamo accontentati di aver realizzato “alla sua ombra” il nostro spettacolo natalizio e lasciamo al futuro la possibilità di esaudire il nostro desiderio!

Scoprire Lecco con i bambini - pescatori
Scoprire Lecco con i bambini – pescatori
Scoprire Lecco con i bambini - pescatori bimbi
Scoprire Lecco con i bambini – pescatori bimbi
Scoprire Lecco con i bambini - passeggiata
Scoprire Lecco con i bambini – passeggiata
A gennaio abbiamo più volte passeggiato sul lungofiume, percorrendo tratti di ciclabile che collegano la città ad altri paesi vicini. Abbiamo osservato la quantità e la varietà architettonica dei ponti e abbiamo fatto incontri speciali con pescatori che usano tecniche diverse: chi a canna (come Franco, che ci attendeva vicino all’Isola Viscontea) e chi a rete. Quest’ultima, antica tecnica ci è stata spiegata a Pescarenico, il caratteristico borgo di pescatori, presso la pescheria di Ceko (da poco anche delizioso ristorantino/take away). Qui siamo trovati letteralmente faccia a faccia coi pesci, freschi del pescato della notte stessa, abbiamo ascoltato i segreti del loro lavoro e visto come sia faticoso ogni giorno pulire e riavvolgere le reti, oltre che doversi svegliare presto, quando ancora tutti dormono! In un meraviglioso video a scuola, abbiamo poi potuto vedere come agiscono in acqua nel posare e sollevare le reti, oltre che sentire le parole quasi sussurrate da Ceko di come non possa stare troppo lontano dal suo lago, perché il suo lavoro è la sua vita! E noi lo abbiamo imitato: giocando con le reti, “studiando” le caratteristiche di ciascun pesce (gli agoni, le alborelle, i cavedani…), ma anche sgusciando con il nostro corpo come loro per sfuggire alla cattura nelle reti.

Accanto a tanta concretezza, abbiamo poi scoperto l’esistenza di un rettile preistorico i cui fossili sono stati trovati sulle sponde del lago: il Lariosauro (avremmo voluto andare al museo cittadino a vedere di persona il fossile, ma purtroppo la sala era in ristrutturazione)! Ascoltandone la descrizione in un racconto, lo abbiamo immaginato e raffigurato e alcuni di noi hanno avuto la fortuna di andare in acqua, trasportati dal Taxi Boat (piccola imbarcazione a motore che parte dal lungolago e conduce a visitare il bacino del lago di fronte a Lecco, percorre il tratto di Fiume Adda passando sotto ai 4 ponti e raggiunge il lago di Pescate), per vedere, chissà, che potesse magicamente riapparire, perché dove non può la realtà, arriva la fantasia…

Scoprire Lecco con i bambini - antichi mestieri
Scoprire Lecco con i bambini – antichi mestieri
Scoprire Lecco con i bambini - le attività
Scoprire Lecco con i bambini – le attività
Scoprire Lecco con i bambini
Scoprire Lecco con i bambini
Ultima meta del nostro percorso sono state le montagne, così lontane ma così vicine! In una caldissima giornata di giugno siamo usciti da scuola e in una sola mezz’ora eravamo al fresco dei Piani d’Erna, prossimi alla grande e maestosa “resega” (in dialetto) del Resegone. Con pullman e funivia il tragitto è stato veloce e in poco tempo potevamo vedere Lecco dall’alto ed osservare dalla prospettiva opposta ciò che a lungo avevamo esplorato nei mesi precedenti. Anche questa visita però è stata occasione di gioco e di conoscenza: ci siamo alternati a sperimentare la carrucola montata da alcuni volontari del Soccorso Alpino (per noi un gioco, ma per loro una vera e propria tecnica di soccorso) e a raggiungere la croce del Pizzo d’Erna. Qui la mia mamma ha raccontato ai bambini di quando alla loro stessa età accompagnava lo zio, alpino, a costruire la croce, di come abbeverava gli asinelli, stanchi del carico pesante di malta e cemento sul loro dorso, e raccoglieva genziane mentre i volontari aggiungevano un pezzo alla realizzazione della statua che avevamo davanti agli occhi. I suoi piedi allora erano stretti in pesanti scarponi e la strada percorribile per salire era unicamente il sentiero, non la comoda e rapida funivia usata da noi!

Era già questa una degna conclusione del nostro “viaggio”, ma in realtà abbiamo voluto condividere con il sindaco prima (in una visita presso il Municipio) e coi familiari poi tutte le nostre scoperte e così le abbiamo messe in scena in un grande spettacolo di fine anno! Al centro della rappresentazione dei bambini c’è stato il contenuto dei Laboratori per età, condotti parallelamente al percorso della programmazione comune. Se poteva sembrare impegnativo che i Piccoli approfondissero la conoscenza degli animali che popolano il lago, i Mezzani i dolci della tradizione culinaria locale, vero è che la parte più “faticosa” è toccata ai Grandi: la scoperta dei Promessi Sposi! In realtà la loro attenta e partecipativa risposta ha fatto sì che questa fosse una delle attività che, nei miei ormai 15 anni di esperienza alla Scuola dell’Infanzia, mi ha dato maggior soddisfazione. In un’alternanza di lettura in classe e nei luoghi reali, con la fortuna di salire su vere Lucie (imbarcazioni tradizionali che prendono il nome dall’episodio manzoniano noto come “l’addio monti”, in cui Lucia pensa di lasciare per sempre la sua città fuggendo lungo il fiume a bordo appunto di questa barca), con il privilegio di avere nel proprio giardino scolastico la colonna del lazzaretto citato nel racconto e “fare scuola” presso il Castello dell’Innominato (sopra Somasca, raggiungibile con una semplice passeggiata), i bambini hanno conosciuto ed apprezzato con naturalezza un’opera vissuta come “un mattone” dai più.

Scoprire Lecco con i bambini
Scoprire Lecco con i bambini
Scoprire Lecco con i bambini - alla scoperta
Scoprire Lecco con i bambini – alla scoperta
Scoprire Lecco con i bambini - i dintorni
Scoprire Lecco con i bambini – i dintorni
Io, lecchese orgogliosa della mia città, nipote di una guida manzoniana, coltivavo questo sogno da tempo! Durante la prima uscita sul territorio, mentre percorrevo mano nella mano coi bambini la stradicciola dove presumibilmente avvenne l’incontro tra Don Abbondio e i Bravi, il mio cuore era pieno di gioia, il pensiero e lo sguardo sono volati al mio nonno lassù… Ho ricordato lui che, con passione, mi raccontava gli episodi del romanzo, che mi trasmetteva coi suoi aneddoti e coi nostri giretti l’amore per questa città… Con ugual passione (quella di cui parlavo all’inizio) e grande entusiasmo, spero di aver trasmesso ai bambini, insieme alle mie colleghe, lo stesso amore per Lecco, sperando che oltre ai tanti concetti appresi, che finiranno magari nel dimenticatoio della memoria, abbiano “respirato” l’orgoglio per i luoghi in cui vivono, dati troppo spesso per scontati!

A chiusura di questo grande ricordo, voglio citare il ritornello della canzone che ho scritto per il finale dello spettacolo, in cui si racchiude il senso di questo lavoro: “Eri lì ma non ti guardavo, già bella e non lo capivo. Poi con nuovi occhi pieni di curiosità, finalmente ti ho scoperta in tutta la beltà”! Perché come diceva Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”!

Francesca Taioli

Francesca Taioli

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. #traveller #mum #dreamer