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Sostenibilità, shopping e Decathlon

Sostenibilità, cosa significa davvero? Ci avete mai riflettuto? Io personalmente mi interrogo spesso su questo tema che non si esaurisce, per capirci, nel riciclare i rifiuti o nel bere dalla borraccia invece che dalla bottiglia di plastica.

Sostenibilità vuol dire molte cose, di cui tante sono poco chiare ai più. C’è di mezzo il preservare il pianeta e il futuro dei nostri figli, ovvio, ma anche il benessere generale dell’umanità e il progresso, in una logica di miglioramento, non solo economico ma sociale.

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Sostenibilità, cosa significa

La verità è che la sostenibilità è un concetto complesso. O forse no, forse è semplicissimo, un “banale” ritorno a un pensiero olistico di cui ci siamo dimenticati. Ma in ogni caso la sfida vera a mio avviso non è tanto capire il significato di questa parola che sembra essere spuntata all’improvviso nei titoli del TG come un fungo in un giorno d’autunno bensì comprendere (operativamente) cosa possiamo fare noi, quotidianamente, per essere davvero sostenibili.

Almeno un po’, cercando di far sì che quel po‘ tenda al limite superiore di più possibile.

Questa è la vera domanda e questo dovrebbe essere il nostro focus. Per questo quando per la prima volta ho sentito parlare Decathlon di sostenibilità ho cercato di capire. Un po’ per curiosità e un po’ perché, acquistando da sempre dal brand, volevo cercare di comprendere meglio cosa significasse per loro.

Certe azioni sembrano sempre infatti molto lontane da noi salvo poi d’improvviso renderci conto che sono già qui. Ecco, questo più o meno è stato quello che mi è accaduto con Decathlon.

L’impegno di Decathlon per la sostenibilità

Informandomi un po’ ho scoperto così che l’impegno di Decathlon per la sostenibilità non è cosa “di oggi” e va ben oltre a ciò che i clienti (come me) vedono curiosando tra gli scaffali o sul sito. Il brand ha iniziato a ragionare su queste tematiche ormai da alcuni anni e si è dato obiettivi chiari e precisi, in termine di produzione, di risparmio energetico ma anche verso le persone, intese come clienti, come dipendenti e come esseri umani.

Dietro agli scaffali, accanto ai prodotti e alle marche passione c’è il lavoro di progettisti per trovare soluzioni rispettose per l’ambiente che possano essere non solo meno nocivi ma anche più resistenti (perché la gestione dei rifiuti è uno dei temi chiave della nostra società). Ci sono ore e ore di formazione sull’eco-ideazione per migliorare la riciclabilità, la riparabilità e la durata dei prodotti, ci sono le nuove soluzioni di packaging, che a volte (volutamente) non c’è del tutto, mentre altre volte è studiato per essere riutilizzabile.

Ma ci sono anche gli investimenti sui laboratori, affinché i prodotti vengano riparati piuttosto che buttati, e quelli per individuare i fornitori con cui instaurare partnership a lungo termine, certi che dietro non ci sia né terziarizzazione né lavoro forzato o sfruttamento della manodopera. Ci sono gruppi di lavoro a livello mondiale per le sostanze nocive (andate a googolaregruppo AFIRM“), la ricerca per individuare fonti di energia sostenibili ed eco-edilizia. E c’è la promozione di una economia opposta al consumismo imperante, improntata sul principio delle 4R (riduco, riuso, riciclo e riparo).

Ora non voglio farvi il pippone sul Report Sostenibilità di Decathlon. Documento che, per altro, mi sono letta con attenzione perché è interessante ma che è lunghissimo e davvero denso (se siete curiosi però lo trovate qui). Quello che voglio fare, in modo molto più pragmatico, è darvi qualche dritta per capire come può fare un cliente Decathlon ad acquistare in modo sostenibile.

Che forse – e dico forse – è la risposta alla domanda più importante: “Cosa posso fare io?“.

Shopping ecosostenibile da Decathlon

Ecco, se siete arrivati fino a qui vi faccio i miei complimenti, siete consumatori determinati oltre che consapevoli! 😉 Ma forse, fatto tutto il panegirico iniziale, ora volete sapere cosa significa fare shopping ecosostenibile da Decathlon. Giusto?

Ok, andiamo con ordine ma sintetizziamo un po’. Ci sono alcune cose banali che dovete (dobbiamo!) sapere e che vanno nella direzione della tanto agognata sostenibilità, ovvero:

  • Eco-ideazione: ve ne ho già parlato ma riassumo. Molti dei prodotti Decathlon sono eco-ideati, ovvero studiati e realizzati per essere rispettosi verso l’ambiente a vari livelli, grazie ai materiali utilizzati, ai processi produttivi o alla vita del prodotto. Seguite il link e soprattutto seguite la fogliolina sul sito Decathlon per saperne di più.
  • Trocathlon: è un servizio attivo dal 1994 (millenovecentonovantaquattro, praticamente la preistoria della ecosostenibilità!) che si basa su un principio semplicissimo: chiunque voglia vendere un articolo in buono stato che non utilizza più può depositarlo presso il negozio preposto, senza commissioni di vendita. Seguite il link, è spiegato bene e ci sono anche le date.
  • Laboratori: la faccio breve: un tempo ciò che non funzionava veniva riparato, ancora e ancora: non si buttava via niente (come diceva sempre mia nonna!). Poi è arrivato il consumismo e si sono aperte le discariche. Giusto? Bene, il principio base della Rete dei Laboratori Decathlon è invece di offrire ai clienti la possibilità di riparare, di fare la manutenzione e di personalizzare i prodotti. Nel caso delle riparazioni viene fatta una valutazione e viene comunicato l’eventuale costo e, poi il cliente decide cosa preferisce fare (spoiler: si possono anche risuolare le scarpe!)
  • Second hand: l’economia circolare vi dice niente? Il concetto in questo caso è un pochino diverso dai Trocathlon perché si tratta di una piattaforma dove scambiare e cambiare (il mondo?) perché ciò che non uso più può servire ad altri e anche perché in questo modo riduco l’impatto sull’ambiente. Decathlon in Italia offre il suo contributo con 2 servizi e nessuna commissione sulla vendita! (seguite il link e c’è un altro spoiler: funziona anche nel mondo dei viaggi, cliccate su Scambio Casa per saperne di più).

Tutto chiaro? Spero di sì. Per il resto a me viene solo da aggiungere che “il mondo non si cambia da soli” (ovvio) ma anche che “se continuiamo a fare sempre le stesse cose otterremo sempre lo stesso risultato” (o lo stesso disastro). Nessuna delle due è mia (ovviamente) ma mi sembrano azzeccate per rendere bene l’idea e forse anche un po’ per rispondere alla domanda “cosa si può fare per la sostenibilità“. Che ne dite?

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer

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